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Tributo a Joe Higgs (1942-1999)

a cura di Pier Tosi.


Alle troppe scomparse nel mondo del reggae del 1999 si aggiunge quella del grande JOE HIGGS, scomparso il 18 dicembre 1999 per un cancro. In Vibes On line purtroppo abbiamo oramai un vero e proprio cimitero virtuale, costellato dalle biografie dei troppi personaggi scomparsi da ricordare: anche a Joe Higgs spetta di diritto un piccolo spazio.

Joe Higgs fu uno dei primi personaggi a registrare dischi completamente prodotti in Jamaica e le cinquantamila copie vendute di 'Oh Manny Oh', registrato in coppia con Roy Wilson ne fecero una giovane celebrita' nel 1960, soprattutto nel suo ghetto di origine, Trenchtown, che di li a poco avrebbe sfornato la quasi totalita' delle giovani stars del reggae.

Nel circondario, Higgs era un esempio per tutti i giovani aspiranti cantanti, grazie alla piccola fama raggiunta ma anche per essere uno dei primi rasta ed un personaggio che non avrebbe barattato la sua coscienza e la sua cultura in cambio di maggior denaro e notorieta'. E Joe Higgs va ricordato assolutamente anche per i concreti aiuti ed insegnamenti musicali impartiti a personaggi come Bob Marley, Peter Tosh, Bunny Wailer, Bob Andy, Derrick Harriott ed i Wailing Souls.

Joe Higgs ebbe come primo manager Edward Seaga, poi passato alla storia come leader de JLP e capo del governo in Jamaica durante il turbolento passaggio dagli anni '70 agli '80. Grazie a Seaga Joe fece da apripista a personaggi come Sam Cooke e Jackie Wilson nelle loro esibizioni jamaicane.

Negli anni sessanta e' fruttuosa la sua collaborazione con Coxsone Dodd (Studio One) per cui escono i singoli 'There's a reward' e 'How can I be sure': soprattutto la prima canzone e' perfetta per rappresentare i 'sufferers' di Trenchtown e sara' uno dei brani-simbolo del processo di presa di coscienza in atto nella musica jamaicana.

Nel 1972 Higgs vince la Tourist Song Competiton con 'Invitation to Jamaica' e del premio fa parte l'opportunita' di esibirsi a New York per la prima volta. L'anno seguente, dopo la improvvisa dipartita di Bunny Wailer Joe Higgs prendera' il suo posto nei Wailers e permettera' loro di concludere un importante tour statunitense di spalla a Sly & Family Stone.

Nel 1974 si unira' brevemente ai Wailing Souls in un oscuro gruppo chiamato Atarra, che lascera' poi per unirsi alla band di Jimmy Cliff come set di apertura. Jimmy Cliff agli inizi lascera' spazio a Joe per alcune canzoni all'interno del suo spettacolo, ma visto il rischio di essere pericolosamente paragonato al talento di Joe Higgs, Jimmy rimettera' presto Joe nel ruolo marginale di backing vocalist.

Nel 1975 esce il suo primo album 'Life of contraddiction', un grande classico in cui il roots reggae si fonde magistralmente al soul ed al jazz, anche grazie alla presenza della chitarra di Eric Gale tra i session men. E' assolutamente vergognosa la mancanza di una ristampa di buona qualita' di questo bellissimo lavoro.

Quattro anni dopo seguira' il suo secondo, il celebrato 'Unity is the power', mentre nel 1983 il testo del suo singolo 'So it go', una difesa dei poveri che non hanno appoggi nei quartieri alti, gli procura dei problemi politici in Jamaica e Joe si auto-esilia a Los Angeles dove restera' fino alla recente scomparsa.

Tra i suoi altri lavori 'Triumph' (1985), 'Family' (1988) e 'Blackman know yourself' del 1990, suonato dai Wailers. In questo album figura la sua versione di una delle sue piu' famose composizioni, 'Steppin' razor' che i piu' credono composta da Peter Tosh. Joe Higgs mostrava ridendo come prova di cio' la strofa 'Don't you watch my size, I'm dangerous' (non guardare alla mia altezza, sono pericoloso) che non poteva essere stata scritta dall'altissimo Peter Tosh!


Vibesonline.net - 1999

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Joe Higgs
fotografato da Peter Simon negli anni '70.
Foto tratta dal libro "Reggae Bloodlines"
(HEB Ltd)


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