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DESMOND DEKKER (July16, 1942 – May 24, 2006)

Selected discography

a cura di Pier Tosi.


Abbiamo appreso venerdi’ scorso 26 maggio la notizia dell’improvvisa scomparsa a causa di un infarto di Desmond Dekker, notissimo cantante giamaicano che aveva raggiunto un notevole successo a livello mondiale alla fine degli anni sessanta. Il suo vero nome era Desmond Dacres ed era nato a Kingston il 16 luglio del 1942. Divenuto ben presto orfano trascorse la suai infanzia a Seaforth, nel parish di St.Thomas in un istituto in cui imparo’ il mestiere di saldatore che non lascio’ fino al suo successo in campo musicale. Proprio i suoi colleghi di lavoro furono i primi ad incoraggiarlo a perseverare come cantante. Dopo essere stato rifiutato alle audizioni da Coxsone Dodd e Duke Reid, pionieri della musica in Giamaica e titolari dei prestigiosi marchi Studio One e Treasure Isle ai tempi dello ska, Desmond trovo’ un mentore in Leslie Kong, all’epoca produttore musicale emergente di origine cinese. Tra i nuovi produttori Kong era uno di quelli con le maggiori capacita’ imprenditoriali e con una grande attenzione alla qualita’ della musica: nei primi anni sessanta Derrick Morgan era la star del suo camp ma aveva gia’ iniziato a registrare brani anche con Jimmy Cliff e Bob Marley. Il debutto di Desmond Dekker sull’etichetta Beverley di proprieta’ di Kong fu ‘Honour your father and mother’ e fu pubblicato anche in Inghilterra sulla Island Records di Chris Blackwell. Ben presto con il consolidarsi del suo successo Desmond mette insieme il suo gruppo vocale chiamato a seconda delle opportunita’ sia The Four Aces (piu’ tardi accorciato in The Aces) sia The Cherry Pies. Da cantante emergente dei tempi dello ska con tunes come ‘King Of Ska’, ‘Mount Zion’, ‘Dracula’ e ‘Get up Adina’, Dekker e’ un vero e proprio hit-maker e beniamino dei rude boys giamaicani ed inglesi nella seconda meta’ degli anni sessanta con ben venti numeri uno in classifica in brevissimo tempo. Alla fine del 1966 registra il suo mega-anthem ‘007 (Shantytown)’ con cui arriva addirittura nella Top 20 pop britannica al 14esimo posto: il brano con il suo notevole cantato, il fantastico riff di chitarra di Lyn Taitt ed un groove potentissimo suonato dagli impeccabili Beverley’s All Stars e’ uno dei piu’ calzanti esempi dello stile del rocksteady che imperversa in Giamaica nel biennio 1967-68. Nel 1967 arriva secondo al Jamaican Song Festival con ‘Unity’ e colpisce durissimo il classifica con ‘Rudie got soul’, ‘Hey grandma’, ‘Sabotage’ e ‘Rude boy train’. Nel 1968 vince il gia’ citato concorso canoro giamaicano con ‘Intensified ‘68’ ed alla fine dell’anno registra, sempre con l’ausilio della micidiale sezione ritmica dei Beverley’s All Stars, la mitica ‘Israelites’. Questo brano e’ un notevole successo, viene programmata massicciamente dalle radio pirata inglesi e grazie a cio’ e’ la prima canzone reggae a raggiungere il primo posto nelle pop charts inglesi e le Top 20 americane. i suoi successi in campo internazionale continuano gli anni seguenti con ‘It mek’, ‘Pickney gal’ e la sua versione di ‘You can’t get if you really want’ di Jimmy Cliff con cui raggiunge il secondo posto nella pop chart inglese. Dal 1969 Desmond si e’ trasferito in Inghilterra ma continua a lavorare con Leslie Kong: il produttore gli manda i nastri con le basi, lui registra in studio le sue parti vocali e le rimanda in Giamaica per il mixaggio finale. Il sodalizio tra l’artista ed il produttore e’ qualcosa di piu’ profondo di un normale rapporto di questo tipo ed assomiglia di piu’ ad un rapporto tra padre e figlio: la testimonianza di cio’ e’ il fatto che Desmond Dekker e’ forse l’unico artista che in questo periodo non cambia mai etichetta e tutti i suoi brani migliori sono prodotti da Kong. Nell’agosto 1971 la scomparsa precoce di Leslie Kong a causa di un attacco cardiaco e’ quindi per il cantante una autentica tragedia. Nonostante si leghi poi all’etichetta inglese Cactus, il cambio di rotta che porta in auge il roots reggae a scapito del suo stile lo relega in secondo piano nonostante resti uno dei piu’ grandi artisti reggae conosciuti. A riportarlo in auge ci pensa la riscoperta dello ska e del rocksteady seguita alla fine degli anni settanta al grande successo del revival di gruppi come Specials, Selecters e Madness. Negli ultimi vent’anni Desmond e’ rimasto un idolo degli appassionati di rocksteady e di early reggae, ha continuato a registrare, spesso accompagnato da nuovi gruppi ska, e ha continuato a girare il mondo con il suo spettacolo. Nel 1993 ha registrato l’album ‘Kings Of Kings’ insieme a quattro membri originari degli Specials. Lo si era visto in buona forma negli ultimi mesi anche in Italia. Vibes On Line saluta insieme agli appassionati di tutto il mondo la perdita di un altro grande della storia del reggae e porge le piu’ sentite condoglianze alla sua famiglia.

 


DESMOND DEKKER DISCOGRAPHY (Albums)

007 Shanty Town (Beverley's 1967)
Action (Beverley's 1968)
The Israelites (Beverley's 1969)
This is Desmond Dekker (Trojan 1969)
You can get it if you really want (Trojan 1970)
Black and dekker (Stiff 1980)
Compass Point (Stiff 1981)
Officially live and rare (Trojan 1987)
King Of Kings (with Specials) (Trojan 1993)

Raccolte:
Double Dekker (Trojan 1974)
Sweet sixteen hits (Trojan 1978)
Original reggae hitsound (Trojan 1985)
King of ska (Trojan 1991)
Music like dirt (Trojan 1992)
Israelites (Trojan 2002)

Singoli selezionati:
Honour your mother and father (Beverley's 1962)
Dracula (Beverley's 1964)
King Of Ska (Beverley's 1964)
Get up Adina (Beverley's 1965)
Mount Zion (Beverley's 1965)
Shanty town 007 (Beverley's 1966)
Bongo gal (Beverley's 1967)

Pretty Africa (Beverley's 1967)
Rude boy train (Beverley's 1967)
Rudy got soul (Beverley's 1967)
Sabotage (Beverley's 1967)
Unity (Beverley's 1967)
A it mek (Beverley's 1968)
Fu Man Chu (Beverley's 1968)
Intensified '68 (Beverley's 1968)
Poor me Israelite (Beverley's 1968)
Personal possession (Beverley's 1968)
Song we used to sing (Beverley's 1970)


Vibesonline.net - 2006


 

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