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Con Dennis Brown nel cuore

a cura di Pier Tosi.


Come molti di voi sapranno un altro grande lutto ha colpito duramente il mondo del reggae: al termine di una non ben precisata malattia, giovedi' 1 luglio si e' spento il grande Dennis Brown, 'The Crown Prince Of Reggae', probabilmente l'artista reggae piu' popolare al mondo dopo Bob Marley, un personaggio tra i piu' intimamente connessi ed identificabili con il vero concetto di 'reggae music', cioe' il concetto che alimenta i nostri sforzi di redattori di questa webzine.

Dennis era nato nel febbraio 1957 e all'inizio della sua carriera era stato un folgorante esempio di precocita' artistica (questi casi in Jamaica sono tutt'altro che rari): le sue prime apparizioni negli studi di Kingston alle dipendenze di produttori come Coxsone Dodd o Derrick Harriott risalgono a quando aveva appena 10 o 11 anni.
E' semplice comprendere il motivo di questa precocita': suo padre era un attore ed autore di teatro popolare e quindi il piccolo Dennis, come parte della compagnia si esibiva fin dall'eta' piu' tenera come piccolo cantante negli intermezzi degli spettacoli.
In questo modo il sul talento di 'baby star' acquisto' una certa notorieta' e fu quindi notato dai produttori discografici. Tra le sue attivita' di questi suoi primi anni troviamo il ruolo di cantante per Byron Lee & Dragonaires ricoperto nel 1967 e 1968 (Byron Lee e' una figura chiave della nascente industria discografica jamaicana come proprietario dei Dynamic Studios. I Dragonaires sono tuttora una delle piu' rinomate orchestre jamaicane e suonavano qualsiasi stile di musica anche se erano un classico act per ambienti della classe medio-alta e non rappresentavano la musica dei ghetti) e la sua attivita' con i Falcons, una versione seminale dei Chosen Few che non lascio' alcuna traccia discografica.

I primissimi anni settanta vedono Dennis acquistare fama oltre che con i singoli, con classici albums come 'No man is an island' o 'If I follow my heart' per Studio One o 'Super reggae & soul hits' su Trojan ma prodotto da Derrick Harriott.
Lo stile di queste sue interpretazioni e' elegante e misurato un po' come vuole la moda del momento (si ascoltino come esempio i contemporanei albums di cantanti come Ken Boothe o Delroy Wilson) e la voce ha un timbro caldo e non ha assolutamente nulla di fanciullesco e anche se questo materiale e' diverso da cio' che Dennis registrera' in seguito molti di questi brani rimarranno nelle scalette dei suoi concerti fino ai suoi ultimi giorni.
In questo periodo oltre che con Coxsone Dodd e Derrick Harriott, troviamo collaborazioni di Dennis anche con Phil Pratt, Lloyd 'Matador' Daley, Joe Gibbs, Impact ed Herman Chin Loy.

Nel frattempo la musica jamaicana si evolve, nuovi protagonisti entrano in scena e Dennis intraprende una fruttuosa collaborazione con Niney The Observer con cui registra innumerevoli singoli tra cui classici come 'Westbound train' e 'Wolf and leopard', che restano come migliori esempi del reggae di quel periodo, cioe' la meta' degli anni settanta, periodo in cui Dennis abbraccia la fede rasta ed introduce il roots & culture tra i temi delle sue canzoni.
Tra l'altro The Crown Prince aderisce entusiasticamente all'organizzazione rasta Twelve Tribes Of Israel ed e' tra gli artisti a contribuire in modo piu' concreto al supporto economico dei ripatriati jamaicani nella terra di Shashamane in Etiopia.

A questo punto la fama del reggae varca con decisione i confini della sua terra di origine e Dennis Brown e' tra i suoi piu' autorevoli ambasciatori anche grazie al fatto che Bob Marley lo indica spesso come il suo cantante preferito.
In questi anni politicamente e socialmente turbolenti in Jamaica e' Joe Gibbs il produttore che assume il ruolo dominante e Dennis diviene uno dei suoi fiori all'occhiello con killer tunes come 'Money in my pocket', 'Should I' o riedizioni di alcuni dei suoi passati hits.
Per lui e' il momento anche di aprire dei businesses personali come le sue etichette DEB (le iniziali di Dennis Emmanuel Music), Emmanuel Music o Yvonne Special (Yvonne e' il nome della moglie) su cui produce spettacolari singoli roots come 'General' o 'Slave driver' e lavori di Black Uhuru e Junior Delgado.

Nei due decenni a seguire Dennis Brown e' tra le leggende del reggae e tra gli artisti piu' richiesti: la sua voce straordinaria influenza intere generazioni di nuovi cantanti e sopravvive a tutti i mutamenti di stile compreso la svolta digitale.
Negli anni ottanta e' da segnalare un sodalizio felice con Sly & Robbie che producono 'Revolution', uno dei suoi piu' pesanti hits di sempre, e un trasferimento a Londra in cui influenza decisamente la scena lovers rock locale.
Notevoli anche i suoi lavori con Gussie Clarke e King Jammy.
Nonostante alcuni problemi personali che hanno fatto da preludio alla sua scomparsa, anche negli ultimi anni il Principe del Reggae continuava a lavorare ed a produrre (per se o con altri producers) buoni singoli ed albums, anche se in effetti negli ultimi tempi si avvertiva una certa mancanza di direzione nella sua produzione.

Da segnalare all'ultimo 'Reggae Sunsplash' italiano appena concluso un emozionante tributo a Dennis eseguito da Frankie Paul e Sugar Minott che hanno cantato alla grande 'No man is an island' e 'Revolution' davanti al commosso pubblico italiano al termine della loro esibizione.
Abbiamo anche raccolto alcune testimonianze dagli artisti del Sunsplash e ve le riportiamo di seguito:

Albert Griffiths (Gladiators): Siamo tutti molto tristi sapendo cio' che e' successo a Dennis: era il principe del reggae e se n'e' andato cosi' in fretta...lui era un fratello per me dai tempi di Studio One.

Frankie Paul: Dennis era un grande amico ed uno dei miei cantanti preferiti fino dalla mia infanzia.

Sugar Minott: Lui e' stato un ispiratore per tutti noi. Lo abbiamo amato ed ascoltato perche' era nel business da piu' tempo di noi e per noi era come un padrino. Abbiamo tutti nel nostro bagaglio qualcosa che abbiamo imparato da lui in tanti anni di frequentazioni.
Ci manchera' molto ed io e Frankie faremo del nostro meglio per portare avanti i messaggi di Dennis.
Non mi sono mai sentito un suo rivale perche' lui non era il tipo di persona che suscita questi sentimenti: ho sempre pensato a lui come ad una sorta di padre spirituale, di mentor...non mi sono mai sentito in competizione con lui, anzi sia io che Frankie abbiamo spesso contribuito a fare grandi spettacoli con lui...io a volte cantavo per lui le armonie vocali durante i concerti.
Lui era molto dolce con tutti noi.

Sempre al'ultimo Sunsplash, Steve Barrow ci ha annunciato che proprio a Dennis Brown e' dedicata una delle prossime ristampe Blood & Fire in programma: il lavoro era programmato ben prima della scomparsa del grande cantante e conterra' materiale autoprodotto da Dennis.


Vibesonline.net - 1999

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Dennis Emanuel Brown, 1957-1999.

Dennis fotografato durante
una visita a Sashamani, Ethiopia, 1987.
Foto S. McLaughlin - Reggae Report


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