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Rototom Sunsplash 2000 report

a cura di Pier Tosi e Mimmo Superbass.


Rieccoci come tutti gli anni a cercare di scrivere un resoconto sul Rototom Sunsplash 2000. Quest'anno abbiamo avuto un festival con una nuova veste, in una nuova location ancora piu' a nord e cioe' il parco del Rivellino, ad Osoppo, (provincia di Udine) un suggestivo parco alberato di grande estensione in una vallata del friuli. L'altra novita' saliente era l'allungamento del festival ad una settimana, rispetto ai quattro giorni della edizione 1999.

Le giornate nel parco del Rivellino
Una delle cose che resta piu' impressa di questo considerevole reggae happening e' come le diverse anime del reggae e i diversi aspetti legati a questa musica vi abbiano convissuto all'interno: superstars jamaicane e gruppi internazionali insieme alla creativita' tutta italiana delle bands nostrane, la scena dei sound systems italiani e la febbre del dancehall reggae insieme alle vibes della rasta yard o ai tamburi africani perennemente in azione suonati un po da chiunque.
Un'altra cosa che e' risaltata e' la bellezza dell'ambientazione nelle montagne della Carnia e quanto puo' essere rilassante viverci in un campeggio in mezzo al verde, assolutamente in contrasto con il frenetico succedersi delle sollecitazioni che il Sunsplash poteva dare: oltre ai concerti c'erano i seminari, le giornate d'incontro tematiche, una varieta' di corsi vari sorti spontaneamente, una radio che suonava reggae soltanto per il campeggio durante tutto il giorno, le nottate dei sound systems con cui fare l'alba, e tutto nel bellissimo brulicare della gente intorno a tende e mercatini di ogni sorta.

Una scommessa vinta
Credo di poter dire che questo Sunsplash 2000 allungato ad una settimana di durata rispetto alle precedenti edizioni di non piu' di quattro giorni sia stata una scommessa vinta dall'organizzazione: in generale il festival in questa nuova cornice e' assolutamente riuscito, e a parte piccole discrepanze assolutamente fisiologiche per un evento di queste dimensioni, i piu' grossi problemi sono arrivati da variabili esterne come un maltempo da nord europa che ha fatto concludere il Rototom Sunsplash 2000 nel peggiore dei modi o le defezioni di artisti jamaicani quali, Luciano e Lady Saw durante l'organizzazione e Tony Rebel addirittura in corso d'opera, assolutamente estranee alla volonta' degli organizzatori.
Anche la specificita' culturale della scena reggae italiana e' stata salvaguardata dagli organizzatori, che sono riusciti a coinvolgere alcune vitali realtą nostrane nell'ideazione del sunsplash, rendendolo in parte permeabile anche a quella scena "underground" che ha fatto la storia del reggae in Italia, e che continua a crescere fra spazi autogestiti, sound systems e varie associazioni culturali.

Strutture e disposizione dell'area
Se consideriamo che l'organizzazione ha lavorato per migliorare le prececenti esperienze, possiamo dire la graduale separazione dell'area camping dagli spazi degli spettacoli era molto ben allestita. Vista la grandezza del parco le distanze da percorrere aumentavano, ma la maggiore distanza dalle arene garantiva un migliore riposo durante la notte. A differenza di un campeggio stanziale, i servizi igienici sono stati installati per l'occasione, e direi hanno garantito buoni standards di funzionamento visto l'elevato numero di persone per cui dovevano funzionare.
Le aree di ristorazione hanno ricalcato un po' quelle di Lignano, con la spettacolare introduzione della pizzeria degli Elfi, padiglione alto-medievale appena fuori dal festival, che ha sfornato migliaia di pizze soprattutto per chi non si poteva permettere lussi. Non sono mancate le critiche sugli altri punti di ristoro per cio' che riguarda la qualita' ed i relativi prezzi: e' sempre difficile in questi casi accontentare tutti, e sempre piu' persone arrivano da casa attrezzate meglio per poter mangiare in tenda. A questo proposito e' stato molto utile il minimarket da campo con tutto l'essenziale.
Qualche apprezzatissima proposta e' arrivata dal settore 'auto-organizzati', come per esempio la coppia di ragazzi Hare Krishna nel mercatino che preparavano cibi sani e gustosi a prezzi abbastanza contenuti. Per concludere, la volonta' degli organizzatori di allestire una piscina ed un campo giochi per bambini in tempo per la prossima edizione mi pare comunque di ottimo auspicio.

zona conferenze
Abbastanza defilato e non molto visibile lo spazio dibattito, che in alcuni giorni ha sofferto un po' di mancanza di partecipazione. Molto seguita la conferenza di un ricercatore svedese che ha esposto un inedito e rivoluzionario punto di vista sull'AIDS, denunciando i micidiali meccanismi di business e speculazione sul virus HIV e sui relativi fondi per la ricerca. Molto simpatico l'incontro sul reggae italiano: piu' che un dibattito e' stata un'occasione per conoscersi tra varie realta' e persone che non si erano mai viste in faccia. Grande attesa e interesse anche per l'incontro Rastafari, preparato dai rasta veneziani. Aperto dai tamburi nyabingi (presenti i "maestri" Jonha Dan dal Londra e Bobo dalla Jamaica) l'incontro e' proseguito con gli interventi di Ras Dedo (dalla Sicilia) e Isi (da Roma), con la proiezione di alcuni filmati storici su Haile Selassie, e con un combattivo e stimolante intervento di Sister P dalla Giamaica, accolto con applauso da spellarsi le mani.

Sound system nights
Considerato il grande sviluppo della scena dei sound systems italiani degli ultimi tempi e il coinvolgimento attivo di One Love Hi Pawa nell'organizzazione del Sunsplash, non poteva mancare una rappresentanza in questo senso. Per evitare lunghi e costosi spostamenti degli equipaggiamenti dei vari sounds da zone lontane d'Italia, si e' scelto di utilizzare lo stage coperto con il suo impianto e le dance sessions sono state programmate giustamente a tarda notte alla conclusione dei concerti.
Purtroppo si e' in principio un po' trascurato il problema tecnico della conversione di uno stage per concerti in uno spazio adatto alla fruizione di un sound system. Oltre a questo, la scarsita' di pubblico, messo a dura prova dalle lunghe giornate del Sunsplash unite in molti casi a lunghi viaggi per raggiungere Osoppo ha un po' rovinato le dances dei primi giorni.
Qualche progresso (non senza problemi tecnici) si e' avuto dalla session del mitico Stone Love Movement, introdotto da una spumeggiante session del One Love Hi Pawa. Le cose sono decisamente migliorate, anche come affluenza di pubblico, verso la conclusione con le dances di Bass Fi Mass e One Love Hi Pawa ed il clash europeo tra Jah Sound e Pow Pow Movement. A nostro avviso questo e' uno dei campi in cui lavorare meglio il prossimo anno.

Radio Sunsplash
Da sempre la radio gioca un ruolo importante al Sunsplash, soprattutto in virtu' del fatto che sin dai primi tempi l'evento ha sempre goduto della grande risonanza portata dalla trasmissione quasi integrale in diretta del festival a livello nazionale sulle emittenti del Popolare Network.
C'e' comunque anche tutto un sottobosco di realta' radiofoniche che promuove il reggae e supporta da anni a distanza questa manifestazione: Radio Base di Mestre ha pensato anche a queste realta' con l'ottima idea di allestire una sorta di pirate radio station che trasmetteva solamente per l'area del campeggio sui 95.5 Mhz ospitando quasi tutti i principali reggae radio deejays italiani, coordinati da Vito War di Milano.
A differenza dello scorso anno in cui la programmazione musicale durante il giorno ruotava intorno alla piscina, quest'anno la postazione radio, ripetuta dal King Adelio/Roots In FM sound piu' vicino alla zona del camping, era l'unica fonte di musica per buona parte della giornata e alle volte alcuni programmatori hanno dimenticato di aver a che fare con il formato 'radiofonico' e hanno un po snaturato il mezzo che avevano a disposizione.
A parte cio', l'idea della radio interna e' ottima, si sono ascoltate ottime cose e speriamo resti il prossimo anno con una programmazione meglio organizzata, un supporto tecnico adeguato e qualche buona idea (un punto telefonico?) per poter avere un feedback con il popolo del camping.

Non solo headliners
Prima di entrare nel merito delle singole giornate volevamo rendere omaggio a tutti quanti i gruppi minori spesso costretti ad esibirsi nel tardo pomeriggio o in prima serata davanti ad un risicatissimo pubblico: purtroppo le giornate al Sunsplash incominciavano presto e finivano tardissimo, cosi' da fare apparire come comune disinteresse l'umano bisogno della maggior parte del pubblico di riposarsi o di rilassarsi lontano dagli stages.
Tra questi gruppi vorremmo ricordare i danesi Ministry Of Harmony, i romani Tribu' Acustica, i torinesi Trait D'Union, i perugini Orange Dub, i bergamaschi Vicolo D, gli altoatesini We & Them, lo stile fiorentino di Jahka & Jahmento One Drop Band, con Il Generale tornato tra noi con un'uscita discografica e Chop Chop Band da Barletta, peraltro ascoltati durante il giorno in magiche jam sessions auto-organizzate nel loro accampamento in compagnia di chiunque volesse unirsi a loro.

Da Beenie agli Israel
Fra i momenti pił attesi, il concerto di Beenie man, eroe popolare della dancehall giamaicana, ha sicuramente lasciato il segno. Scarso frequentatore della nostra penisola, Beenie si e' confermato come il piu' professionale e completo fra i performer giamaicani: Shoking Vibes Band precisa e tagliente come un computer, e un Beenie Man istrione, versatile e accattivante, totalmente giamaicano e perfettamente appetibile ad un pubblico internazionale allo stesso tempo. Di segno stilistico praticamente opposto, un'altro momento clue del sunsplash 2000: gli Israel Vibration, il celebre trio vocale con le stampelle, vera icona del roots reggae pił sofferto. negli ultimi tempi si sono ridotti ad un duo, ma ad Osoppo hanno compensato con la presenza del grande Style Scott dietro la batteria della Roots Radics Band. Completata dal bassista Flabba Holt, questa storica coppia ritmica ha permesso agli Israel di ipnotizzare letteralmente il fortunato pubblico presente martedi' 4 luglio.

Il giorno piu' caldo
Serata di fuoco giovedi' 6 luglio con l'attesissimo concerto di un convincentissimo Buju Banton, preceduto a sorpresa da Wayne Wonder, grande cantante di note jamaicano suo vecchio amico e compagno di scuderia. A dispetto dei dolori alla gamba infortunata Buju ha offerto una delle migliori prestazioni del suo recente tour italiano a precedere di poco il suo atteso nuovo album 'Unchained spirit'.
A seguire una lezione di storia della musica jamaicana impartita da SKATALITES, i padrini dello ska, sempre applauditissimi ed iper-energetici nonostante la non piu' verde eta' dei membri fondatori Lloyd Knibbs, Lloyd Brevett e Doreen Shaefer.
Il fuoco su Osoppo alla conclusione con una grandissima performance di Sud Sound System in un momento di grandissima forma. Nonostante l'assenza della band di supporto i leccesi hanno sparato il dancehall style piu' potente d'Italia sui presenti utilizzando le loro vecchie e nuove basi e versions di dischi reggae ed hip hop catalizzando letteralmente l'attenzione della folla fino alla fine del loro concerto.
Per chi non era ancora stanco a seguire nel tendone More Fire una ottima dancehall della Bass Fi Mass Sound, crew tra le piu' attive della scena reggae milanese.

Il giorno delle radici
Si prosegue il giorno seguente con altri straordinari motivi di interesse: ALTON ELLIS, Mr. Soul Of Jamaica ha riportato in Italia la sua voce straordinaria e si esibisce al fianco di una band italiana, i romani RADICI NEL CEMENTO.
Aprono Adriano e compagni la serata con il loro classico set un po' accorciato per l'occasione e scaldano a dovere la platea prima dell'entrata in scena di Alton Ellis.
A questo punto i Radici entrano alla perfezione nel mood del vecchio rocksteady ed il vecchio leone infiamma il pubblico con la sua voce ed i suoi grandi classici.
A sessanta anni Alton Ellis e' ancora un cantante straordinario: a piu' riprese invita il pubblico ad applaudire ai Radici tra un brano e l'altro ed ogni piccola incertezza (l'unica prova tra Alton Ellis e Radici Del Cemento si era svolta il giorno prececente) e' facilmente superata.
Tutti i brani eseguiti da Alton nel suo set sono pietre miliari della storia del reggae, e vorremmo vivere piu' spesso qui in Italia momenti esaltanti come questo.

Chi si ricorda dei Black Uhuru?
Abbiamo ancora nel cuore il rocksteady di Alton Ellis quando dopo il set dei tedeschi Ishen Rockers nell'altro stage, Dub Tribe Band entra in scena per una breve introduzione al concerto di Michael Rose, una delle voci piu' popolari del reggae.
Essendo la prima volta assoluta per lui in Italia come solista, l'ex-Black Uhuru si mostra al meglio cantando tutte i suoi vecchi classici del periodo in compagnia di Duckie e Puma e tralascia la sua recente produzione solista.
Michael Rose e' in grande forma, altamente professionale e la sua assai evocativa e potente voce emoziona il pubblico con classici come 'Sensimilla', 'Shine eye gal' o 'Guess who's coming to dinner'. La band inglese (tutti gli appassionati italiani riconoscono Eddie dei Robotiks al basso e la sezione fiati dei Misty In Roots nell'organico) e' assolutamente all'altezza con un buon affiatamento con il cantante e un'ottima prova in generale.

Chiusura apocalittica con scontro finale
Dopo i bis di Michael Rose gli ultimi ad esibirsi sono i baresi Suoni Mudu', veterani del Rototom Sunsplash che offrono una prova molto convincente.
Al termine dei concerti la Sunsplash Massive ha affollato la tenda per l'ultima dance italiana in programma: di scena One Love Hi Powa da Roma in combination con Bass Fi Mass Sound ad alternarsi con mezz'ora di selection ciascuno fino oltre le sei del mattino.
Purtroppo per cio' che riguarda sabato 8 luglio non c'e' molto da dire che non riguardi il maltempo: dopo un repentino mutamento di clima la pioggia ed il vento hanno colpito l'area fino al crollo del palco principale.
In un'atmosfera assai mesta si e' riusciti comunque a mettere insieme sotto il tendone l'attrezzatura necessaria per il grande soundclash europeo previsto: una vera e propria finale tra i piu' blasonati sound system d'europa: Jah Sound (Olanda) e Pow Pow Movement (Germania). I tedeschi hanno vinto la Coppa, riscaldando il cuore di un pubblico bagnato ma felice di esserci.
Appuntamento al 20001, sperando in un clima un po' meno feroce.


Vibesonline.net - 2000

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