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Rototom Sunsplash 2001
Parco del Rivellino - Osoppo (Udine)


... mercoledì 4 luglio (Pier Tosi)

Il Sunsplash continua ed e' veramente duro poterlo seguire in ogni suo aspetto: nonostante questo oggi si esibiscono sul piccolo Sunny Stage due bands italiane che meritano veramente, vale a dire i Downtown Rebels ed i pordenonesi (giocano in casa) BR Stylers un giovane gruppo che con la su a idea di dub e di vibrazioni del reggae 'pesante' costituisce una piccola rivelazione per cio' che riguarda il reggae italiano e il programma del Rototom Sunsplash.

La serata e' aperta sul palco principale dal mitico Burning Spear che non avendo in particolare nessun CD da promuovere propone il suo spettacolo classico con i suoi pezzi foundation del roots reggae. Burning Spear ha gia' suonato parecchie volte in Italia e gia' lo conosciamo bene: la sua armata del roots reggae con dieci e piu' elementi gira a meraviglia ed anche lui sembra in ottima forma. L'andamento e' classico con i suoi pezzi storici come 'Marcus Garvey' e 'Slavery days' eseguiti in versioni lunghissime con la parte cantata all'inizio ed una lunga coda strumentale/dub in cui Mister Rodney suona le percussioni.
Ottimo concerto quindi per Burning Spear e chi per la prima volta ha assisitito ad una sua performance puo' dire di averlo visto quasi al meglio.

Dopo Burning Spear e' la volta di un attesissimo Anthony B al suo ritorno al Sunsplash dopo la performance bruciante del 1999. Il giovane artista di Portsmore si ripresenta insieme a Richard Bell ed alla Startrail Family proprio all'uscita di un suo nuovo album internazionale intitolato 'That's life'.
Prima dell'entrata in scena del Bobo Dread la band suona un eccellente serie di brani tutti cantati dal bassista mancino One Drop piu' gli ultimi due per le coriste. Anthony B entra in scena cantando l'inizio di 'Burning and looting' di Bob Marley ed entusiasma tutti ancora una volta con la sua grande energia.

Il concerto e' assolutamente lunghissimo con quasi tutti i suoi vecchi cavalli di battaglia ed anche una lunga serie di brani nuovi o comunque mai sentiti dal vivo qui in Italia. L'intensita' del suo spettacolo e' grande ed anche se a mio avviso non raggiunge quella del suo incredibile concerto del 1999, Anthony B si conferma un artista straordinario e probabilmente il singjay della sua generazione che strizza l'occhio maggiormente al reggae del passato dal vivo e propone uno show molto godibile e meno 'estremo' di certi altri personaggi.

A seguire nella notte una infuocata danz di Godzilla Sound in combination con Black Heart (dai microfoni di Godzilla scattano critiche per alcune scelte poco felici dell'organizzazione) mentre nella tenda discoteca una roots session poco frequentata a cura di Pier Tosi ed Henry The Combatant.

Continua...

 

 


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