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Sugar Minott

a cura di Pier Tosi.
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Intervista con Sugar Minott


Nonostante la dura legge dello spettacolo anche nel reggae spesso voglia che le 'leggende del passato' fatichino a trovare la via delle produzioni discografiche in uno scenario produttivo molto cambiato dai loro tempi d'oro, Sugar Minott ha mostrato al Rototom Sunsplash 1999 quanta energia ci sia nei suoi quarantatre' anni e quanta passione ci sia nel 'ghetto dancehall reggae' uscito prepotentemente dai ghetti jamaicani anche grazie a lui, ma sempre legato alle sue turbolente radici 'inna yard'.

Lincoln Barrington Minott nasce a Kingston il 25 maggio 1956 e la sua vita e' legata ad ambienti musicali fin dalla sua piu' tenera eta'. Dopo assidue frequentazioni delle dancehalls sia come cantante che come selector (la sua carriera di selector inizia al ghetto di Maxfield Park nel Sound Of Silence Keystone sound), termina la scuola e nel 1969 si unisce a Tony Tuff e Derrick Howard per formare un trio vocale, The African Brothers.
In questi anni di grande fermento della giovane scena reggae di Kingston, gli African Brothers cercano di avviare la loro carriera registrando brani per Mick Johnson e Ronny Burke (Micron Music), Keith Weston, Winston "Merrytone" Blake, Rupie Edwards e Coxsone Dodd, senza quasi mai abbandonare un approccio molto 'culturale' nel loro atteggiamento e nelle loro liriche. Tra le loro cose piu' significative 'Lead us father', 'Mistery of nature', 'Party night', 'Torturing' e 'Righteous kingdom'.

Gli African Brothers si sciolgono senza avere trovato la via del successo significativo, ma non prima avere ricevuto le attenzioni (e avere registrato per lui, come si diceva) di Coxsone Dodd, proprietario di Studio One e foundation-man di tutto il reggae.
Sugar Minott comincia a frequentare Studio One fin dalla prima meta' degli anni settanta, registrando canzoni, cantando armonie vocali alle sessions di altri cantanti e anche suonando occasionalmente le percussioni e la chitarra.
In quegli anni Studio One perde la supremazia e subisce la maggior spinta creativa di personaggi come Joe Gibbs, Lee Perry, Bunny Lee o i fratelli Hookim: nella seconda meta' degli anni settanta Studio One torna grande grazie a giovani cantanti che pennellano nuove straordinarie canzoni sui vecchi ritmi classici di piu' di dieci anni prima, precorrendo le abitudini della nascente ondata della 'dancehall'.

Probabilmente il piu' dotato di questi giovani e' appunto Sugar Minott. Si fa strada a colpi di singoli straordinari come 'House Is Not a home', 'Vanity', 'Hang on natty' e 'Mr. DC' ed intorno al 1978 e' letteralmente l'uomo del momento.
La sua mossa ulteriore e' l'abbandono di Studio One e la fondazione della sua etichetta Black Roots e della organizzazione Ghetto Youth Promotion.
Nel momento del boom di Sugar Minott, il biennio 1978-79 escono due albums Studio One, 'Live loving' e 'Showcase', il suo debutto autoprodotto 'Black Roots' ed un album cruciale, 'Ghetto-ology' uscito in Inghilterra su Trojan.
La strada piu' semplice sarebbe appoggiarsi ad un produttore che riesce facilmente a vendere albums alle majors labels a caccia dei nuovi Marley e Tosh, ma Sugar invece impegna le sue forze allo sviluppo della sua Black Roots e soprattutto di Ghetto Youth Promotion, una struttura il cui scopo e' di cercare di convogliare nella musica le energie dei giovani di talento dei ghetti in cui anche egli stesso ha origine.

Intanto il reggae sta cambiando profondamente dal suo interno: ormai le dancehalls e la scena dei sound systems influenzano cosi' fortemente la musica che gli artisti piu' popolari devono la loro popolarita' quasi esclusivamente alle loro gesta nelle dances ed i produttori emergenti sono quasi tutti proprietari di sound systems o persone strettamente legate a quella scena.
E il ghetto si ri-impossessa del reggae al tempo del 'dancehall style', musica fresca ed immediata, comunicazione orizzontale dove tutti possono essere artisti o spettatori: l'attivita' legata alla dancehall diviene il punto focale del reggae. Per fare canzoni non serve quasi nemmeno piu' la chitarra ma bastano un microfono, un giradischi e le centinaia di 'versions' memorabili che arrivano perloppiu' dall'era del rocksteady e che gia' il Rockers Style qualche anno prima aveva iniziato a saccheggiare.
Le bands del Dancehall Style non fanno che reinterpretare ritmi classici in studio, contribuendo comunque a tenerli vivi se non addirittura a rinnovarli.

Tornando a Sugar, il suo nome e' cosi' legato al Dancehall Style da avere addirittura una responsibilita' seria riguardo all'origine del termine 'Dancehall' come definizione di un genere musicale: una serie di concerti dei piu' popolari nuovi artisti fu organizzata da Inner City promotions a Kingston.
La 'sigla' ufficiale di questi eventi era 'Dancehall we deh' di Sugar Minott e per questo motivo questa importante serie di eventi fu intitolata semplicemente 'Dancehall' ed artisti 'dancehall' vennero chiamati i partecipanti a questa iniziativa.
Sugar Minott e' a questo punto uno degli artisti reggae piu' amati e la sua vulcanica attivita' si sviluppa in varie direzioni: innanzitutto registra tantissimi singoli, sia autoprodotti che con altre labels, ad alimentare la febbre della dancehall. La musica del periodo 1979-1985 e' sicuramente quella per cui Sugar passera' alla storia, sia gli innumerevoli singoli che i bellissimi albums.

L'attivita' con i giovani della Ghetto Youth Promotion, oltre alle produzioni discografiche, si concretizza nella formazione nel 1983 di un Sound System con lo stesso nome.
Grazie ad una formidabile schiera di giovani artisti tra cui Nitty Gritty, Junior Reid, Yami Bolo, Don Angelo, Echo Minott, Tenor Saw e tanti altri (per inciso, molti di questi erano contesi tra i vari sounds) il Ghetto Youth Promotion sound si afferma come uno dei piu' potenti sound system jamaicani, ed e' protagonista di una epopea straordinaria di sound clashes, i piu' memorabili dei quali contro Prince Jammys o Black Scorpio.
Grazie alla sua popolarita', passa dei lunghi periodi in Inghilterra, dove cura le uscite della sua Black Roots label e grazie all unicita' del suo tocco romantico contribuisce massicciamente all'affermazione mondiale del famoso UK Lovers Style.
Quando il dancehall reggae entra in confidenza con i suoni computerizzati lui e' tra i primi ad utilizzarli sia nelle sue produzioni che nei suoi successi (su tutti 'Herbsman hustling' prodotta da Sly & Robbie).

Nonostante la sua grande popolarita' internazionale Sugar Minott non ha mai allentato i suoi forti legami con i ghetti delle sue origini, rifiutando opportunita' di successo e denaro pur di non abbandonare i suoi giovani protetti.
Secondo alcuni molti giovani artisti legati a lui non hanno esitato ad abbandonarlo davanti ad opportunita' di grande successo.
A causa della grande rapidita' con cui gli stili e gli artisti si susseguono nella scena del reggae in generale e del dancehall reggae in particolare, in questi ultimi anni Sugar Minott non ha prodotto grandi successi (il suo album 'Jah make me feel so good' del 1997, prodotto da Fatis Burrell e' pero' un capolavoro nascosto) ma continua la sua attivita' con il suo sound system e con la diffusione su scala mondiale della sua musica e delle sue ristampe.
Vista la grande energia e la carica umana mostrata in Italia nell'estate del 1999, siamo sicuri che Sugar ha ancora molte sorprese da riservarci.


Leggi l'intervista con Sugar Minott


DISCOGRAFIA/DISCOGRAPHY

  • The African Brothers: Collectors item (Uptempo) 1987

  • Live loving (Studio One) 1978
  • Showcase (Studio One) 1979
  • Black roots (Island) 1979
  • Bittersweet (Ballistic) 1979
  • Ghetto-ology (Trojan) 1979
  • Roots lovers (Black Roots) 1980
  • Give the people (Ballistic) 1980
  • African girl (Black Roots) 1981
  • Good thing going (RCA 1981)
  • Dancehall showcase (Black Roots) 1983
  • With lots of extra (Hitbound) 1983
  • Herbsman hustling (Black Roots) 1984
  • Buy off the bar (Powerhouse) 1984
  • Slice of the cake (Heartbeat) 1984
  • Wicked a go feel it (Wackies) 1984
  • Leaders of the pack (Striker Lee) 1985
  • Rydim (Greensleeves) 1985
  • Time longer than rope (Greensleeves) 1985
  • Rockers award winners (w. Leroy Smart) (Greensleeves) 1985
  • Inna reggae dancehall (Heartbeat) 1986
  • Sugar and spice (Taxi) 1986)
  • Double dose (w. Gregory Isaacs) (Blue Mountain) 1987
  • Them a wolf (C&F) 1987
  • Jamming in the streets (Wackies) 1987
  • Dancehall '87 (Youth Promotion) 1987
  • African soldier (Heartbeat) 1987
  • Best of volume 1 (Black Roots) 1988
  • S.Minott & Youth Promotion (NEC) 1988
  • Lovers inna dancehall (Youth Promotion) 1988
  • Ghetto youth dem rising (Heartbeat) 1988
  • Sufferer's choice (Heartbeat) 1988
  • The artist (L&M)1989
  • The boss is back (RAS) 1989
  • 20 Super Hits (Sonic Sounds) 1990
  • Smile (L&M) 1990
  • A touch of class (Jammys) 1991
  • Run things (Exterminator) 1993
  • Ghetto child (Dreadbeat) 1994
  • Happy togheter (Dreadbeat) 1994
  • Breaking free (Dreadbeat) 1995
  • Collector's collection (Heartbeat) 1996
  • International (Dreadbeat) 1996
  • RAS Portrait (RAS) 1997
  • Jah make me feel so good (Xterminator/JetStar) 1997
  • Easy Squeeze (World Rec.) 1988
  • Reggae Max (Jet Star) 1998

    Produzioni Black Roots/Ghetto Youth Promotion:

  • Hidden treasures (Easy Star) 1999


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Sugar Minott interview


Sugar Minott is still pure energy and pure ghetto dancehall vibes: we enjoyed him in concert in Italy last year at Rototom Sunsplash and we have to say the man was in fine form. Here we try to tell his long musical story.

Lincoln Barrington Minott is born in Kingston on May 25th 1956 and since his first years his life is strictly linked to musical environments.
After having massively attended the dancehalls as singer and sound selector (his selector's career began in Maxfield Park ghetto with the Sound Of Silence Keystone Sound System), Lincoln did graduate at school and in 1969 he formed The African Brothers with Tony Tuff and Derrick Howard.
As a vocal trio seriously committed with rasta consciousness they tried to gain recognition working for producers like Mick Johnson and Ronny Burke (Micron Music), Keith Weston, Winston "Merrytone" Blake, Rupie Edwards and Coxsone Dodd recording tunes like 'Lead us father', 'Mistery of nature', 'Party night', 'Torturing' and 'Righteous kingdom'.

After several years of struggling for success they did split and Sugar did join the Studio One artists' camp. At Brentford Road he had a serious musical training while he was recording songs, singing backing vocals for other singers and occasionally playing guitar and percussion in the studio sessions.
In those years Studio One was loosing his reggae supremacy under the pressure and the competition of producers like Joe Gibbs, Lee Perry or the Hookim brothers but at the end of the sixties Coxsone Dodd topped again the charts with some old riddims' do-overs done by some talented youths, the better of whom was probably Sugar Minott. He did gain great popularity with singles like 'House Is Not a home', 'Vanity', 'Hang on natty' and 'Mr. DC' and in 1978 he was literally the 'singing sensation' of the time.

Sugar Minott's further move was the end of the partnership with Coxsone and and the setup of his personal Black Roots label and the Ghetto Youth Promotion organization.
In the period 1978-79 reggae aficionados saw the release of two Studio One albums by the name of 'Live loving' and 'Showcase', Sugar's Black Roots debut (an album with the same name of the label), and the wonderful 'Ghetto-ology' out in UK on Trojan.
Probably the easiest road for him should have been to team up with a influent producer trying to become the new Bob Marley: Sugar Minott did choose the harder and he did keep working for the development of the Black Roots label and Ghetto Youth Promotion, an organization with the aim to promote ghetto youth talents and to try to improve ghetto youths' life.

At the same time reggae music was living some deep changing of style: the music was influenced by the dancehalls as ever, sound systems had a great influence on the music, the most popular artists were dancehall artists and the best producers were sound owners or sound men.
Reggae music became once more the music of the ghetto and the dancehall era started. Dancehall reggae style is a ghetto-style communication and form of art.
No great musical skill is required, just great creativity, and every man can write a song by using a microphone, a turntable and a riddim version, and at that time all the old rocksteady patterns and basslines resurfaced happily in the dancehall.

Sugar Minott is one of the main dancehall originators: even the term 'dancehall' as a genre definition is strictly related to his songs. His activity in that period had different directions: first of all he recorded a huge amount of tunes for his Black Roots label and for a great number of other producers.
In this period Sugar recorded his best music ever: if you're not able to get the singles you can find them collected on various great albums.
Ghetto Youth Promotion became in 1983 a sound system with the same name: during the following years a great rooster of youth artists as Nitty Gritty, Junior Reid, Yami Bolo, Don Angelo, Echo Minott, Tenor Saw and many others performed in sessions and legendary soundclashes (many of them against Jammys or Black Scorpio) bringing Ghetto Youth Promotion at the top of the sound system scene.
Sugar Minott had big deals in UK too in which he was amongst the people who did launch Lovers Style, releasing his materials and producing young artists.

He was one of the first to utilize computerized reggae riddims: one of his greats in this era is 'Herbsman hustling' (Taxi Label). Sugar didn't really leave the ghettoes, often refusing money opportunities in order to keep helping his youths at Youth Promotion.
In reggae musical styles are coming and going and the same is for artists and producers: in these last years Sugar didn't have great successes (altough his 1997 'jah make me feel so good' CD is a very good work) but he's keeping playling live on worldwide basis and carrying on the reissuing of his records.


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