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Biografia di MaxRomeo

a cura di Pier Tosi.


Di sicuro Max Romeo e' uno degli artisti piu' importanti del reggae degli anni settanta e la sua interessantissima storia racconta molto sulla movimentata storia del reggae di quel periodo. Max nasce Maxie Livingston Smith il 22 novembre 1944 nel parish di St.Ann, lo stesso che ha dato i natali a Winston Rodney e Bob Marley.

Dopo un'infanzia assai problematica (la madre ha lasciato la Jamaica e lui non va d'accordo con la nuova compagna di suo padre), a 17 anni colabora con il suo amico Ken Locke e registra il suo primo singolo 'I'll buy you a rainbow to put on your finger' che arriva al secondo posto delle charts.

In quel periodo forma insieme a Lloyd Shakespeare (fratello di Robbie Shakespeare) e Kenneth Wright un gruppo vocale chiamato The Emotions, e dopo alcuni problemi con i suoi compagni di band si ritrova insieme a Ken Locke a lavorare per Bunny Lee, praticamente appena affermato nel music business grazie al successo di 'My conversation' di Slim Smith & Uniques e di altri brani.

Un simpatico aneddoto gli frutta il suo nome d'arte: Max stava parlando con una ragazza di mattina presto nella strada dove viveva e stava appoggiato ad una staccionata in una posizione particolare. Un suo conoscente lo vide passando per strada in bicicletta e quando ritorno' indietro varie ore dopo Max era ancora la nella stessa posizione in compagnia della ragazza: Max ovviamente non era rimasto li tutto il tempo ma aveva dato quella impressione al suo conoscente e il suo commento era stato: 'Stessa posizione per tutto quel tempo a corteggiare una ragazza, mi sembri Romeo!!!' A Bunny Lee arrivo' notizia del soprannome e lo battezzo' artisticamente Max Romeo, appena prima di fargli registrare il famoso singolo 'Wet dreams'.

Anche dietro questo disco c'e' una storia interessante: nonostante Max avesse abbracciato da tempo il Rastafarianesimo, Bunny Lee lo costrinse a cantare questo brano dalle liriche sessualmente espicite. Il risultato fu un enorme successo in UK a dispetto del fatto che il brano fosse bandito dalle programmazioni radio. Il grande successo frutto' a Max una grande notorieta' in UK ed il suo primo album, A dream', nel 1970.

Nel periodo seguente Max Romeo lega il suo nome al terzetto Bunny Lee, Niney e Lee Perry ed alle loro reciproche collaborazioni: per Bunny Lee lavora in studio come backing vocalist, con Niney realizza una serie di capolavori come 'Rasta bandwagon', 'Three blind mice', 'Aily and allaloo', 'Sixpence' e 'Babylon's burning', mentre con Lee Perry si pongono le basi per la realizzazione di importanti progetti futuri. Bunny Lee produce il suo secondo album 'Let the power fall' e la musica di Max Romeo fornisce un importante supporto alla campagna elettorale del PNP di Michael Manley che viene eletto grazie al suo impegno per migliorare le condizioni della gente del ghetto.

Max continua a connotarsi come un cantante impegnato con 'Ginalship', una denuncia alla corruzione della classe politica, 'No Joshua no', un ennesimo invito a Michael Manley a perseverare nella sua politica e con 'Maccabee's version', un discusso brano contro la versione 'ufficiale' della Bibbia. nel 1975 esce 'Revelation time', un bellissimo album autoprodotto e registrato ai Black Ark Studios di Lee Perry (di recente Blood & Fire lo ha riproposto in versione restaurata): in questo periodo Max impiega una cospicua parte del suo tempo come braccio destro di Lee Perry e questa collaborazione frutta nel 1976 il suo album-capolavoro 'War in a Babylon'. L'album contiene probabilmente i suoi brani migliori, dalla title track a 'One step forward', 'Norman' e la bellissima 'Chase the devil'.

L'album viene pubblicato in tutto il mondo con successo dalla Island di Chris Blackwell e diventa un classico della storia del reggae, ma questa opportunita' non cambia la vita di Max: due anni dopo la Island fa uscire sulla sua sussidiaria Mango l'ottimo 'Reconstruction' ma questo album non ripete il successo di 'War in a Babylon', per cui tra l'altro Max e' stato pagato da Lee Perry pochi jamaican dollars. La partnership con il geniale produttore si rompe e Max Romeo si allontana un po'dalla Jamaica e dopo alterne vicende esce nel 1979 'I love my music', registrato negli studi Bullwackie a New York City.

A questo punto dei cambiamenti coinvolgono il reggae con la morte di Bob Marley e l'affacciarsi di una nuova generazione di artisti: Max Romeo registra ancora un eccellente album 'Holding my love to you' avvalendosi della amichevole collaborazione di Keith Richards dei Rolling Stones, e continua ad esibirsi ed a registrare dischi anche se il suo nome e' legato al reggae del glorioso decennio 1969-1979.

Tra i suoi recenti lavori abbiamo due album con Jah Shaka, 'Tafari captain of my ship' e 'Our rights', un mediocre album con Tappa Zukie dell'inizio degli anni '90, 'The cross and the gun' e un bel disco registrato con Mafia & Fluxi in Inghilterra, 'Selassie I forever'.

Il caso ha portato poi Max Romeo a registrare nel 1998 uno dei suoi albums piu' belli ed intensi di sempre proprio in Italia: stiamo parlando ovviamente di 'In this time', l'album acustico in cui i suoni 'antichi' dell'ensemble romano Tribu' Acustica fanno da contraltare alla sua ancor splendida voce ad eseguire nuovi brani e versioni acustiche dei suoi vecchi classici.
Proprio con la testimonianza di questa esperienza italiana si apre la intervista esclusiva che Max Romeo ha rilasciato a Vibes On Line.


Vibesonline.net - 2001

Vedi su Vibesonline.net: Intervista con Buju Banton.

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Max Romeo nei seventies. Foto Kim Gottlieb- Walker (Blood And Fire archive).


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