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TOOTS & THE MAYTALS

A cura di: Pier Tosi
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Ottime notizie per Toots Hibbert da Los Angeles: il suo 'True love' si e' aggiudicato il Grammy Award del reggae del 2004 battendo altri titolati veterani come Steel Pulse e Jimmy Cliff. A dire il vero l'idea di fare un disco di hits del passato con ospiti vari come Jeff Beck e Keith Richards non ci sembrava proprio il massimo dell'originalita', poi invece il monumentale talento di Mr. Hibbert ha prevalso ed e' uscito invece un disco bello ed emozionante la cui qualita' indiscussa si e' meritata assolutamente il prestigioso premio. Abbiamo parlato di 'True love' e degli episodi principali della sua carriera con questo cruciale artista della storia del reggae durante il suo tour italiano nel giugno 2004.Quella che segue e' la trascrizione dell'intervista: su Vibes On Line potete leggere anche un profilo di Toots & Maytals.


D: A proposito del tuo nuovo album ‘True love’: chi ha avuto l’idea di registrare di nuovo i tuoi hits classici arricchiti dalla collaborazione di questi notevoli ospiti?

R: E’ stata una mia idea partorita insieme al mio manager Mike Cacia ed al mio produttore Richard Feldman: loro due hanno lavorato a tutti i contatti. Devo dire che la maggior parte degli artisti contattati erano miei amici da parecchio tempo, cosi’ e’stato facile e piacevole lavorare a questo album. E’ stato un gran piacere lavorare con personaggi come
Bonnie Raitt, Bootsy Collins, No Doubt, Bunny Wailer e tutti gli altri…Ho fatto questo album perche’ e’ necessario far capire alla gente ed in particolare ai piu’ giovani che il reggae e’ un ottima musica, se amano il rhythm & blues ameranno anche il reggae, ho portato le radici della musica giamaicana a contatto delle radici della musica americana, le ho mescolate ed il risultato e’ ‘vero amore’ e ‘True love’ infatti e’ il titolo di questo album.

D: Nell’album hai utlizzato i musicisti che ti accompagnano dal vivo?

R: Si, in tutti i pezzi c’e’ la mia live band ed altri grandi personaggi del reggae come per esempio Dean Fraser e Sly Dumbar: nei brani in cui sono coinvolte bands come Roots, No Doubt o Skatalites sono proprio loro a dare l’apporto strumentale.

D: Immagino avrai registrato i brani in tanti posti differenti…

R: Si, abbiamo lavorato in tanti posti diversi, abbiamo registrato parecchie cose in Giamaica, qualcosa a Los Angeles, qualcosa, per esempio la canzone con Willie Nelson a New York e varie cose anche a Londra.

D: Sei uno dei primi artisti giamaicani a mettere la parola ‘reggae’ nel titolo di una canzone alla fine degli anni sessanta: puoi spiegarci come e’ nato il ritmo del reggae?

R: Il ritmo del reggae esisteva e pulsava da parecchio tempo ma nessuno sapeva come chiamarlo: un giorno stavo scrivendo una canzone su come suonare il reggae. La gente in seguito ha capito che la nostra musica e’ il reggae e mi ha chiamato cosi’ l‘inventore’ del reggae, e questo e’ particolarmente bello, ma in Giamaica esisteva una parola in slang, ‘streggae’, una parola per definire le ragazze di strada vestite male o i ragazzi che andavano in giro senza la camicia e cose del genere. Ti dicevano ‘non parlare con quel tipo perche’ e’ uno ‘streggae’’ e questa e’ la provenienza della parola, ma quando io ne parlai con i miei compagni di gruppo Jerry Mathias e Raleigh Gordon io dissi ‘Avanti ragazzi, facciamo il reggae’ cioe’ Let’s do the reggae’ e la cosa funziono’.

D: Il tuo stile peculiare prende le caratteristiche vocali del gospel, del funky e del soul e le traspone sul ritmo del reggae: come hai sviluppato questo stile?

R: Sono cresciuto andando in chiesa, i miei genitori dicono mi ci portavano fin dalla mia piu’ tenera eta’: sono cresciuto con l’influenza della chiesa ma anche della dottrina Rastafari, cosi’ era semplice avere questa influenza dal gospel. Io poi ascoltavo anche tantissima musica americana, Elvis Presley, tutto il country & western, la grande Mahalia Jackson, Otis Redding, Ray Charles, James Brown, Little Richard, tutti i grandi cantanti che ascoltavo durante la mia maturazione, ecco perche’ io canto in modo cosi’ diverso dagli altri, io sto nel mezzo, ho la voce per cantare il reggae ma anche per cantare il R&B, il country, il gospel…per esempio voglio registrare un album di R&B ed uno di rock, voglio collaborare con una giovane rock band che ho visto alla tv ma di cui non ricordo il nome…(Toots canta una canzone rock senza tuttavia far capire a me di cosa si tratta…)

D: I Maytals come gruppo incominciarono alla famosa etichetta giamaicana Studio One sotto la direzione di Coxsone Dodd, recentemente scomparso: puoi raccontarmi qualcosa di quei tempi?

R: Si, ero molto giovane, insieme a Raleigh e Jerry ed iniziammo proprio con Coxsone Dodd, era veramente una brava persona anche se non abbiamo avuto da lui il compenso che in realta’ ci spettava. Era buono lavorare a Studio One perche’ lui era un grande e ci ha insegnato parecchie cose ma non ci pagava. Non sono amareggiato nei suoi confronti e mi intristisce molto la sua scomparsa perche’ era una brava persona: spero un giorno di ricevere cio’ che mi spetta dai dishci venduti a Studio One.

D: Quindi il vero motivo per cui molti giovani artisti tra cui Bob Marley, Peter Tosh e Burning Spear abbandonarono Studio One insieme a voi e’ il fatto che la paga era troppo bassa?

R: Si, nessuno veniva realmente pagato, forse qualche volta lui ti dava un pound, a volte cinque o dieci scellini, pochi spiccioli per comprarti un pranzo, e questo succedeva anche agli altri artisti. Comunque ribadisco che era una persona buona…


D:A quei tempi quindi voi eravate nella stessa scuderia dei Wailers di Bob Marley e Peter Tosh?

R: No, Wailers cantavano prima di me, Bob Marley era a Studio One prima di me, lui era piu’ vecchio, io arrivai dopo di loro…quando arrivai dopo di loro ebbi trentuno canzoni al numero uno in Giamaica, canzoni ska e rock steady ma dopo di loro…

D: Dopo Coxsone infatti hai avuto un grande numero di hits prodotti da Prince Buster e Leslie Kong: puoi parlarmi di alcune delle tue canzoni piu’ famose? Immagino avrai risposto migliaia di volte a questa domanda ma qual’e’ la storia dietro il tuo classico ‘54-46 was my number’?

R: In quel periodo io ero l’artista numero uno a Kingston, l’artista con tutti gli hits suonati alla radio e Chris Blackwell venne in Giamaica per cercare un gruppo come il mio con cui lavorare, venne a parlare con me e ando’ anche da Bob Marley. A quel tempo avevo vinto il Festival della Canzone Giamaicana con ‘Bam Bam’ e tre persone gelose del mio successo cercarono di distruggermi, uccidermi artisticamente e mi incastrarono con la polizia con la storia della marjiuana. A quel tempo io non la fumavo ancora e stavano per organizzarmi il mio primo tour mondiale, ma questa gente non voleva vedermi diventare cosi ‘grande, cosi’ pianificarono questo trucco per farmi arrestare. I poliziotti che mi arrestarono mi dissero poi che qualcuno li pago’ trenta pounds perche’ io restassi recluso, non ci fu infatti stranamente alcuna possibilita’ di appello o pagamento di cauzione per la liberta’. Non finii proprio in prigione ma a una specie di confino, un po’ come quando fai il militare: vestivo i miei abiti, ricevevo i pasti da casa mia e potevo suonare la mia chitarra…

D: Cosi’ non era proprio la prigione…

R: No, ma non mi diedero la possibilita’ di pagarmi la cauzione…cosi’ scrissi una canzone su quella esperienza, su un carcerato che porta il numero 54-46, io inventai quel numero, non era il mio vero numero da recluso pero’ suonava bene…

D: In ‘Pressure drop’ tu parli di una pressione che ti cade addosso: a quale tipo di pressione ti riferisci?

R: la canzone e’ riferita allo stesso episodio e parla della pressione negativa di chi agisce per cercare di distruggerti la carriera.

D: C’e’ questa storia che circola da parecchio tempo sul fatto che il primo obiettivo di Chris Blackwell per far diventare grande il reggae fosse di farlo attraverso i Maytals, ma non pote’ mettervi sotto contratto cosi’ passo ai Wailers di Bob Marley…

R: No, non penso sia vero: lui aveva sott’occhio gia’ anche Wailers e cerco di metterci sotto contratto ma non pote’ farlo, lo fece pero’ vari anni dopo…era un casino ed io dovetti aspettare parecchio per andare in tour mondiale perche’ Chris Blackwell organizzo’ il tour parecchio tempo dopo quando ero gia’ sotto contratto per la Island.

D: A meta’ degli anni settanta comunque eri gia molto popolare ed un vero e proprio punto di riferimento per gruppi come The Clash e The Specials che nel loro repertorio avevano dei classici come ‘Monkey man’ e ‘Pressure drop’…

R: Si, era un vero e proprio riconoscimento, il segnale che il successo che avevo inseguito da parecchio tempo era finalmente arrivato…

D: Sei uno dei pionieri del reggae e probabilmente la musica della tua era era piu’ autentica ed eccitante: cosa pensi a proposito della musica giamaicana di oggi?

R: Penso ci siano parecchie cose ottime: i giovani artisti cominciano dalla dancehall e la dancehall e diversa dal reggae, il reggae non e’ solo musica ma uno stile di vita ed un importante messaggio, una musica positiva ed e’ piuttosto diversa dalla musica che molti giovani artisti stanno facendo ora in Giamaica, ma comunque mi piace lo stesso quello che fanno, per loro questo e’ l’inizio della carriera…mi piacciono molto Morgan Heritage a cui sono molto legato, mi piace Luciano, Beres Hammond, Buju Banton, Beenie Man, Capleton, mi piace la musica di questi artisti.

(questa intervista e' apparsa nel 2004 su Alias)

 



Vibesonline.net - 2005

Vedi su Vibesonline.net:
Biografia di Bushman .
Intervista di Bushman nel 2000

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This is an exclusive interview with Toots Hibbert of Toots & Maytals recorded in Italy on June 2004. For more informations check the official website http://www.tootsandmaytals.com

Q: About your brand new album: who got the idea to record your old hits in combination with all these famous guests?

A: It’a my idea and my manager’s idea, his name is Mike Kisher, my producer too is involved in that, his name is Richard Philmann, we puy together this idea, Richard and Mike did work to all contacts, to all my friends that take part on the album.All the people involved in the album are my friends, very good friends, so it was easy to do. It was e great pleasure to work with people like Bonnie Raitt, Bootsy Collins, No Doubt, Bunny Wailer…I did it this album because I need to tell the people, especially young people, that reggae is very good music, if they like R&B they like reggae too, I bring the roots of Jamaica to the roots of America and blend it, and it become True Love, the True Love album is history!

Q: In the album did you use as musicians your live band?

A: Yes, I use my live band as musicians.

Q: Did you record the tunes in so many different places?

A: Yes, so many different places, some tunes in Jamaica, some in LA, some in NY, for example the one with Willie Nelson…

Q: You’re one of the very first jamaican artists to put the word ‘reggae’ on the title of a tune: can you tell me in your own words how the reggae beat was generated at the end of the 60s?

A: The reggae beat was playing for a long time but nobody did know how to call it: one day I was writing a song about ‘do the reggae’. People get to understand that our music is called reggae and they told me I’m the one who invented the word ‘reggae’, that’s cool yunno, but there was a slang in Jamaica called ‘streggae’, just a nickname for girls who don’t dress properly or for guys who don’t wear shirt or so, some people said ‘do not talk to that guy because is streggae’ and that’s where the word is coming but when I talk to my two friends Jerry Mathias and Raleight Gordon I said ‘come on man, let’s do the reggae now’ and it worked.

Q: Your peculiar style was to put the soul, funk and gospel vocal style into the raw reggae rhythm: how you did develope that style?

A: I grew up going to church, my parents took me to the church whan I was a baby, they told me, so I gre up going to church and also grew up in the Rastafari doctrine, so it was easy to have this straight from the church and from the gospel: I was always listening to american music, Elvis Presley, all the country & western, the great singer Mahalia Jackson, Otis Redding, Ray Charles, James Brown, Little Richard, some great singers I used to listen to when I was coming up, so that’s why my music sounds different, because is in between , I have the voice to sing reggae, I have the voice to sing R&B, I have the voice to sing country, gospel, yunno…for example I’m on my way to record an R&B album, I’m on my way to record a rock album too with some guys I saw on a video on MTV but I can’t remember the name of it…it’s un upcoming group.

A: The Maytals as a group started at Studio One under the direction of the late Coxsone Dodd: can you tell me something about those times,?

Q: Yes, when I was young in the business I really started working for Coxsone Dodd, he was a good man, it was a good producer to record with, but we don’t had good money from him, it was good, because he was a nice person and taught me a lot of things but he didn’t pay us that much. I don’t regret, I regret loosing him, because he was a good man and I hope to get my pay one day…

Q: So the real reason to split with Coxsone was the low pay?

A: Yes, nobody get paid, Coxsone didn’t pay, maybe it was one pound, two pound, five shillings, ten shilling, for the other singers was the ssme thing, but he was just a good person…

Q: At that time you were in the same camp than the Wailers..

A: No, Waiilers sing before me, Bob Marley was singing before me, he was elder than me, I came after them…when I came after them I had thirty-one hit records, number one records, thirty-one number one records, ska records and rock steady records, after them…

Q: You had a great number of hits with Prince Buster and Leslie Kong: can you spend some words about some particular tunes? For example what’s the story behind your huge hit ‘54-46 was my number’?

A: At that time I was the number one artist in Kingston, the artist with a lot of hits on the radio and Chris Blackwell came to Jamaica to find a group to work with, they came to me, they came to Bob Marley, but at that time I had ‘Bam bam’, a real hit record, three people try to frame my about ganja, I never smoke at that time, I was able to go to my first big tour in my life, worldwide tour, they don’t want to see Toots getting big, so they tried to kill me artistically, so they plan these thing, according to them the officers did hold me back, they said they pay thirty pounds to hold me back, never get any bail, never get any chance to get out, they deliberately hold me back, they kick me nine months into a confinement, like a soldier, I got my own clothes to wear, I got my own meals from my home to eat, I had my guitar…

Q: So it was not really a jail…

A; No but they didn’t get me a bail…so I did my sound ‘54-46 that’s my number’, I create that number, it was not my prison number, it’s just a number that I create because it was sounding good…

Q: In ‘Pressure drop’ you’re talking about a pressure dropping on you…which kind of pressure you’re referring to?

A: This is the pressure the people is putting on you acting bad in order to stop your career.

Q: There is this story circulating about Chris Blackwell who wanted to sign the Maytals as first group in place of the Wailers but he wasn’t able to reach you…

A: No, it’s not in place of the Wailers, he did need me to do a contract and I couldn’t do it, so he did wait some years later…it was a mess because I had to wait long time to do my tour because Chris Blackwell did set up my tour some time after.

Q: You became a sort of key reference for a lot of artists: at the end of the 70s the Clash did cover ‘Pressure drop’ and The Specials did cover ‘Monkey man’: what was your feeling about that?

A: It was pretty good: I was glad to be so famous abroad.

Q: You’re coming from an era in which the music was more authentic and exciting than now: what do you think about the current reggae and pop music?

A: I feel good things about it, people have to start from dancehall and the dancehall is different from reggae, reggae is not just music, is a message, it’s a positive music and it’s different from what young artists are doing now in Jamaica, but I still like what they’re doing. It’s the beginning…I like very much Morgan Heritage, they are like my family, I also like Luciano, Beres Hammond, Buju Banton, Beenie Man, Capleton, i like very much these people.




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