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SMOKE

Nella foto: Marco, Pelo, Alex ed il cantante Sean.

A cura di: Pier Tosi


Negli ultimi tempi le produzioni reggae italiane stanno decisamente migliorando e forse si avvicina il momento in cui alcuni nostri artisti saranno conosciuti ed apprezzati anche all'estero. Per esempio Al Borosie, ex cantante di RN Tickets ed amico e collaboratore di Smoke si sta imponendo come uno dei migliori artisti emergenti in Giamaica. Tra gli ultimi dischi usciti in Italia, uno dei piu' convincenti e' proprio il CD di debutto di Smoke uscito circa un anno e mezzo dopo la formazione di questo gruppo. Alla fine del 2004 Alex Soresini (batteria), Gianluca Pelosi (basso) e Marco Zaghi (sax), musicisti di grande esperienza grazie alla militanza di vari anni in progetti come RN Tickets, Neffa, Realize, Radical Stuff ed 88tasti hanno deciso di avviare un nuovo progetto con un appeal decisamente internazionale e la volonta’ di coniugare le proprie passioni musicali attraverso un reggae assai raffinato e ‘groovy’ che strizza l’occhio volentieri alla tradizione del soul. Nella prima parte di quest’anno i loro sforzi creativi si sono finalmente concretizzati nell’uscita di ‘Smoke’, il loro primo omonimo CD che grazie anche all’apporto di vari ospiti esterni rappresenta un debutto molto stimolante e di sicuro uno dei dischi reggae più interessanti usciti in Italia nel 2006. A questo link potete leggere la nostra recensione di 'Smoke. Il batterista Alex Soresini, cuore ‘pulsante’ della band ci racconta la loro storia:


D: Puoi dirmi come è nato il progetto Smoke?

R: L’idea è nata prima di tutto dalla voglia di fare musica. Tutti i partecipanti del progetto sono persone che collaborano insieme da anni ed hanno avuto in comune la voglia di sfidare se stessi come produttori di questo lavoro. Abbiamo iniziato a fare canzoni ed in seguito l’idea si è fatta più ambiziosa con la volontà di abbattere la distanza tra l’Italia e la Giamaica cercando anche di finalizzare tutta una serie di contatti ed amicizie che abbiamo fuori dall’Italia…

D: Mi sembra che la chiave musicale sia un reggae molto raffinato e pieno di ‘soul’...

R: Questo penso dipenda dalle nostre influenze musicali. Personalmente sono un maniaco del reggae: ho trentatré anni ed ascolto reggae da quando ne avevo quattordici. Quando ho deciso di essere un batterista è stato assolutamente per essere un batterista reggae. Attraverso il reggae ho scoperto, come importante influenza della musica giamaicana, anche il funk, il soul, il blues che sono passioni anche degli altri membri di Smoke. Io ho cercato di trasmettere loro la forza del reggae ed il risultato è questa musica in cui si sentono tutte le influenze che derivano dai rapporti umani di una grande famiglia.

D: Il vostro CD di debutto lascia aperta la porta alle collaborazioni esterne, soprattutto per i cantanti, ed anche grazie al lavoro di Al Borosie (ex-cantante di RNTickets che da anni produce ottima musica nell’isola del reggae), lancia un ponte tra Italia e Giamaica…

R: Questa cosa della Giamaica è un po’ nel mio cuore anche perché con Al Borosie c’è una grande amicizia da tanti anni e nonostante sia laggiù ci si sente quasi ogni giorno. Sicuramente anche nel prossimo disco che faremo la Giamaica e le sue vibrazioni saranno l’elemento principale del disco. Io vorrei addirittura registrarlo la ma se non sarà possibile di sicuro le voci le faremo in Giamaica. Comunque il progetto Smoke è nato da tre musicisti ma la nostra intenzione è quella di creare un sound ancora più unito coinvolgendo anche i membri che non hanno ideato il progetto. Il nucleo di Smoke saremo sempre noi tre ma sia il nostro attuale cantante Sean, sia gli altri che suonano con noi e gli eventuali nostri futuri collaboratori saranno comunque valorizzati al massimo.

D: Come avete scelto i cantanti dei vari pezzi del disco?

R: Dopo aver condiviso l’avventura RN Tickets con Al Borosie continuare a lavorare con lui è stato abbastanza naturale. Io avevo registrato in Giamaica le parti di batteria del CD della cantante afro-tedesca Zoe ed una volta rientrato in Italia e con il progetto Smoke già partito l’ho invitata a cantare in un brano. Sempre attraverso Al Borosie abbiamo conosciuto sempre in Giamaica la giovane Bless e vista la sua bellissima voce abbiamo voluto coinvolgerla. Raymond Wright invece vive in Italia da anni e fa parte da un certo tempo della nostra famiglia e lo stesso vale per Patrick che ha suonato con noi e ultimamente suona anche con Africa Unite e Casino Royale.

D: Non avete paura che avere cantanti diversi sminuisca un po’ la vostra identità?

R: Ho in effetti pensato a questa cosa ed invito tutti a venire a vedere i nostri concerti perché questa è la dimensione in cui diamo il meglio ed ovviamente in questa dimensione abbiamo un solo vocalist e cioè Sean. Per ciò che riguarda il CD questa scelta dei vari apporti vocali lo rende meno monotono e pieno di soprese.

D: Come avete composto le varie tracce?

R: Noi abbiamo composto, arrangiato e suonato tutte le parti musicali ed abbiamo dato carta bianca ai cantanti per le loro parti: c’e’ da dire che un brano già arrangiato rende abbastanza facile il lavoro di chi deve comporre solo il testo e deve un po’ entrare nell’emozione che da già il brano. Il prossimo disco terrà sicuramente conto del fatto che Sean è a tutti gli effetti il nostro cantante anche se ora si trova a cantare testi scritti da altri.

D: Quest’estate avete fatto tantissimi concerti: come vi sembra il pubblico accolga la vostra proposta?

R: Il nostro nome è sconosciuto alle masse e abbiamo bisogno di farci conoscere: credo che quest’estate abbiamo fatto un lavoro ottimo con anche un bel riscontro. Al Rototom Sunsplash con Zoe siamo andati benissimo, abbiamo tanti bei ricordi ti tanti concerti ed anche i più recenti che facciamo nei clubs stanno andando piuttosto bene.

D: Dall’ascolto del vostro disco traspare una dimensione abbastanza ‘internazionale’ ed una volontà di uscire dal panorama italiano con la vostra musica…

R: Quello di non limitarci ad una dimensione ‘casalinga’ era uno dei nostri presupposti fin dall’inizio:l’Italia è il nostro paese e l’amiamo ma per noi sarebbe il massimo poter portare la nostra musica anche fuori dall’Italia. Crediamo che questo nostro approccio ‘internazionale’ sia tra l’altro molto apprezzato anche qui da noi.

Recensione 'Smoke'



Vibesonline.net - 2006

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