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Prince Allah

A cura di: Pier Tosi e Klaus Nice Time
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A metà novembre 2003 ritorna in Italia il leggendario Prince Allah accompagnato dall’ottimo roots selector ginevrino Asher Selector. L’integrita’ ed il grande carisma di questo cantante e l’energia e l’originalita’ di Asher Selector fanno si che questi appuntamenti italiani siano praticamente imperdibili, e chi ha visto questa accoppiata in azione alla Dancehall Area del Rototom Sunsplash lo scorso luglio sa molto bene di cosa stiamo parlando.
Per gli appassionati del reggae degli anni settanta il nome di Prince Allah rievoca roots music straordinaria, spesso cantata da misconosciuti cantanti per piccole etichette che stampavano i singoli in tirature abbastanza limitate. Allah e’ un po’ un simbolo di questa musica indipendente che sembrava fare proprio della precarieta’ e della quasi totale mancanza di velleita’ commerciali la sua arma piu’ potente. (...)
Clicca qui per leggere il seguito del profilo biografico di Prince Allah.

Pier Tosi ha intervistato Prince Allah quest’estate al Rototom Sunsplash 2003 insieme al deejay tedesco Klaus Nice Time Int’l. Ecco la sua intervista

D: Come sei entrato nella scena musicale?
R: Ho sempre ascoltato musica fin da molto piccolo. A quel tempo mia nonna andava in chiesa e faceva parte del coro, cosi' quando andava alle celebrazioni della chiesa come per esempio la festa del raccolto mi prendeva a far parte del coro e cantare canzoni come 'Our father' e alla gente piaceva la mia voce...

D: Queste sono le tue prime esperienze: come sei diventato un cantante?
R: Mio padre ha avuto una grande influenza da questo punto di vista su di me perche' aveva questo piccolo giradischi e comprava questi dischi di Nat King Cole, Frankie Lymon, Fats Domino ed altri su questo stile, ed a me piaceva molto ascoltare questi dischi, passavo tutta la giornata ad ascoltarli quando non andavo a scuola. Tutti questi cantanti mi hanno dato vibrazioni musicali diverse da quelle della musica di chiesa. Quando sei molto giovane la tua mente assorbe tutti i suoni e li fa propri, cosi' come e' facile da molto giovane imparare le lingue straniere. Con i linguaggi musicali e' esattamente la stessa cosa.

D: Hai parlato di influenze provenienti dal R&B, cioe' musica che arrivava in Jamaica dagli Stati Uniti: cosa ci dici a proposito della tua eredita' africana e delle Rasta vibes?
R: Una notte mentre dormivo ebbi un sogno premonitore, una visione. Vidi un piccolo Rastaman e lo guardavo attentamente perche' in Jamaica di solito la gente aveva paura dei Rasta perche' si diceva che il Rastaman era il Blackeart Man (l'uomo dal cuore nero, una sorta di 'mostro' per spaventare i bambini N.d.a.). In questa visione il Rasta mi mostrava ai miei piedi un'acqua cristallina ed in questa acqua moltissimi pesci. C'erano alcuni Rastamen che vivevano accanto a casa mia ed il giorno dopo andai da loro e raccontai di questa visione e loro dissero 'Selassie!', perche' Selassie e' un piccolo Rasta basso di statura e da quel momento divenni anch'io un Rasta. La visione che ebbi nel sonno era molto reale, potevo vedere il Rastaman camminare e parlare, e la profondita' di cio' mi diede la consapevolezza Rasta. Questi Rasta che conobbi mi mostrarono ogni cosa a proposito di Selassie e mi raccontarono le storie dei vecchi tempi, come per esempio Mussolini e cose del genere. Mi dissero che Rasta e' il padre ed e' una via di vita non solo per i neri ma per tutta l'umanita', perche' e' One God (Un Solo Dio). Ogni persona e' uguale, ognuno riceve la chiamata di Dio perche' noi siamo tutti insieme una cosa sola ed io amo questo concetto, la unita', sin da quando ero giovane, cosi' questa visione mi diede le vibrazioni Rasta e mi porto' a cantare Rasta music. Nel periodo dopo aver avuto la visione passavo molto tempo da solo a riflettere su cio' che avevo realmente visto, come un piccolo uomo puo' portarti acqua pura e tanti pesci dentro, cosi' iniziai a leggere la Bibbia e tutti i riferimenti ai pescatori che ci sono...In questo mondo ognuno raggiunge la consapevolezza in un modo differente, qualcuno ha una visione come la mia, qualcuno la raggiunge ascoltando le parole di altre persone, ogni uomo ha un modo diverso di pregare l'Altissimo, pregare Dio e' una cosa molto personale perche' ognuno ha la sua maniera peculiare, io rispetto cio', non combatto le religioni diverse dalla mia, non combatto i Cristiani, non combatto i Musulmani...se parli del Creatore chiamandolo Allah o Dio, si suppone sia la stessa entita'.

D: Parlando della tua carriera: hai dovuto fare molte audizioni per riuscire a registrare qualcosa? Come sei arrivato a registrare le prime canzoni?
R: E' stata una cosa molto semplice: io facevo parte di un gruppo che si chiamava The Leaders con Milton Henry e un altro ragazzo chiamato Surf. Io stavo in strada cantando e accompagnandomi con la mia chitarra ed un giorno passa per strada Joe Gibbs perche' aveva una ragazza proprio accanto a dove noi vivevamo e ci trovavamo a cantare. Joe Gibbs mi chiese 'Fammi entrare nel gruppo' e io gli dissi 'Ok, vieni'. Quando una sera venne noi capimmo che non era un cantante e non era adatto a cantare...noi cosi' gli dicemmo 'la cosa migliore che puoi fare e' diventare un promoter o un produttore e produrre qualche canzone'...cosi' noi andammo in studio con lui al Federal Studio e facemmo per lui due canzoni. Lui le fece uscire in Inghilterra e fu molto leale perche'quando ricevette i pagamenti delle royalties ci diede la nostra parte. Dopo di noi registro' Errol Dunkley, questo ragazzo che veniva da Waterhouse, e poi Roy Shirley...piu' tardi registrai altre canzoni per lui.

D: Ci puoi parlare del tuo lavoro per l'etichetta Freedom Sounds insieme ad altri cantanti come Earl Zero e Philip Fraser?
R: Era molto bello a quei tempi, noi da giovani non cantavamo per i soldi, volevamo cantare solo per sentire le nostre voci alla radio. Era molto bello registrare per Freedom Sounds: lui era un esordiente, un piccolo produttore, ma dopo che la sua musica prese piede divenne piu' famoso. Io fui il primo a fare un disco per la Freedom Sounds perche' io e il suo produttore Bertram Brown eravamo amici da tanti anni. Tutti i ritmi dei miei pezzi furono registrati a Channel One, a parte quello di 'Great stone' che fu fatto al Joe Gibbs Studio. Tutte le parti vocali poi furono registrate da King Tubbys perche' Tubbys era un grande tecnico del suono, poteva bilanciare al meglio la voce, aveva un riverbero speciale e a quei tempi era veramente il re...

D: Hai visto Tubbys mentre mixava i suoi dubs?
R: Quando ero al suo studio per cantare 'Great stone', Tubbys era li in giro ma era il suo assistente Scientist che stava registrando la voce mentre Tubbys stava costruendo amplificatori. Quando iniziai a cantare, King Tubby lascio' perdere il suo lavoro, venne da Scientist e disse 'Scientist, lascia registrare a me questa canzone' e Scientist rispose 'Va bene, King', e Tubbys registro' lui in persona. Dopo la registrazione Tubby disse 'Questa canzone mi piace molto', poi fece il mixaggio mettendo dei grandi effetti e noi eravamo impressionatissimi dal suo tocco geniale.

D: Negli anni settanta il roots and culture dominava la scena del reggae in Jamaica ma ora la situazione e' radicalmente diversa con la musica dancehall che rappresenta la spinta dominante. Cosa ne pensi?
R: La Jamaica e' un posto dove la gente crea quasi troppi stili di musica: creano sempre nuovi stili ed insistono in questa cosa, cosi' e' la novita' che conta e la gente non ascolta piu' le parole delle canzoni ed in particolare le parole della roots music. A loro piace ascoltare piu' il ritmo. In Europa o in Giappone la gente e' piu' conscious ed ascolta le parole delle liriche, sono piu' intelligenti ed ascoltano le parole e questo e' il motivo per cui il roots non e' mai sparito in Europa. In Jamaica tutti provano di azzeccare il nuovo stile di successo ed i cantanti perdono l'abitudine a cantare un certo genere di cose. Nessuna altra musica ha un impatto come quello che puo' avere il reggae, Bob Marley e' un'icona a livello mondiale...io amo tutta la musica, ma il problema vero sono le parole associate alla musica, e non la musica...parlando di questo, c'e' il roots e la dancehall e tu hai vibrazioni diverse dai due tipi di reggae diversi, la dancehall e' valida per ballare ma il roots e' la musica dell'anima, la sue parole cosi' forti possono andare ovunque...Io stimo molto la dancehall perche' e' un'altra cosa, la rispetto ma il roots e' un sentimento diverso.

D: Cosa successe in Jamaica negli anni ottanta mentre tu eri attivo come cantante e la musica e l'attitudine delle liriche cambiarono decisamente passando dal roots alla dancehall e da Rastafari alla slackness?
R: Bob Marley era cosi' grande perche' controllava la reggae music ma ora tu hai nuove forze in gioco. Loro dicevano 'Bob e' morto e non c'e' piu' adesso' cosi' hanno voluto creare qualcosa di piu' grande e poplare di quello che Bob Marley stava facendo ma non sono mai riusciti a farlo, cosi' si sono buttati sulla dancehall music....cosi' adesso e' come...quando ho visto che la musica prendeva questa piega sono tornato a vivere sulla spiaggia facendo il pescatore e l'ho fatto per anni. Ogni tanto qualcuno veniva e mi chiedeva 'Prince Allah, tutti cantano di ragazze che muovono il sedere, canta una di queste canzoni per me e farai qualche soldo' e io dicevo di no perche' non ho mai cantato solo per i soldi, e' un lavoro differente, i soldi ti servono e devi ottenerli, ma il mio scopo e' piu' grande dei soldi. Se cantassi il roots ed avessi solo dieci persone che amano la mia musica, e facendo dancehall sapessi di averne invece cinquecento, io continuerei a fare il roots, perche' so che quelle dieci persone ascoltano il mio messaggio e la loro vita dipende anche da me. Quando oggi faccio serate e vedo mille persone ad ascoltarmi io so che la roots music non morira' mai. 

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Profilo di Prince Allah


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Prince Allah is a vell known singer from the Greenwich Farm area, one of the hardest Kingston ghettoes. Born as Keith Blake in May 1950, Allah is a key figure of the roots reggae scene of the 70s. He did cut incredible materials for Bertram Brown’s Freedom Sounds label on various very tough instrumental sides from Soul Syndicate. Recently Blood & Fire reissued two acclaimed CDs, ‘Only love can conquer’ and ‘Heaven is my roof’ (as part of the ‘I can hear my children singing’ double CD release). After getting once more a good popularity through this reissues, Prince Allah recorded new CDs for people like Jah Shaka (‘Jah children gather round’), Jah Warrior (‘Glory’ and ‘More love’) and Russ Disciple (‘One bright day’). Vibes On Line did interview Allah this summer in Italy before a very good summer he did perform at Rototom Sunsplash alongside his selector Asher.
A good Prince Allah discography is online at http://rootsdub.free.fr/PrinceAllah.htm

Q: Can you tell us how you get into the music?
A: I did get into the music as a youth, at that time my grandmother she used to go to the church, she was on the choir of the church, so when she went to the celebrations of the church as the harvest time, she would let me come and sing 'Our father', and people loved it...

Q: So these were your first memories: what about becoming a singer?
A: My father had a great influence on me because he had a little record player and he used to buy all those records, Nat King Cole, Frankie Lymon, Fats Domino all of them, and I used to listen to them, and play those tunes all day when I don't go to school. All them singers they bring me the vibes inna the music in a different way from the church. When you are a youth your mind absorbs all the sounds, as a youth can easily learn foreign languages, it is exactly the same for musical languages.

Q: So you're talking about your influences coming from US as R&B music: what about your african heritage and the Rasta vibes?
A: After that one night I was sleeping and I had a vision, I see a little short Rastaman, I look at this Rastaman, because in the first times the people used to be afraid of Rastamen in Jamaica because they said the Rastaman is the Blackheart Man, so when I had this vision I saw this Rastaman and I was looking at them and he did come to my knees showing me crystal clear water and pure fishes in the wate. There were some Rastaman living near my home now and I did go to them the next day and did tell them about that and them say 'Selassie!' because Selassie is a little short Rastaman and from that time I get the vibes, yunno? Really saw that vision because even I was sleeping I could see him walking, talking so that kind of thing bring me inna the Rasta. Those Rastamen did show me all about Selassie and show me all those things about the ancient times like Mussolini and all them things deh. Him say 'Rasta is a father, is a way of living for not just black people, it is for everyone because is On ?e God, yunno? Everyone is equal, everyone will have an equal call upon God because we're all one and I love that from them time I was a youth, the oneness, I love the unity, so that bring me in the Rasta vibes and deal with Rasta music. After that vision I sometimes go by myself and sit down and think about what I really saw, how can a man can bring you clear water and pure fishes on that water, so I started reading the Bible about the fishermen...In this world everyone get their consciousness in a different way, some man have it by a vision, some man have it by speaking, every man have a different way to praise the Almighty, to praise God is a personal thing because everyone have his own way, I respect that, I don't fight against no religion, I don't fight again no christian, I don't fight again no muslim...If you talk about the Creator calling him Allah or Jah or God, it is supposed to be the same Creator.

Q: About your recording career: had you to hustling and to go around to producers to do something? How you came to the recording thing?
A: Well it was kinda easy for me: I used to sing with a little group named The Leaders, one people named Surf and the other named Milton Henry, I used to sing with my guitar and one day Joe Gibbs pass through bacause he had a girlfriend right beside we used to stay and sing, and he did ask to me 'Let me join your group' and I said 'Come'. When he came one evening, he wasn't exactly a singer and he can't sing....we said to him 'The best thing you can do is goin' into the promoting business and promote some tune' and he said 'Yes'...we went to the studio, Federal Studio at them times and we did two songs, he released it in England and he was a very good man because when the royalties came he gave us our money. After that he record Errol Dunkley, this little youth coming from Waterhouse, and then Roy Shirley...then I did record other tunes for him.

Q: What about the vibes recording for Freedom Sounds with brethren like Earl Zero and Philip Fraser?
A: It was iri ?e, at those times as little youths we weren't sing for money, we want to sing because we want to hear our voice on the radio, it was very nice recording with him. Freedom Sounds was just a starter, a little producer, but after things started to develop an' thing. I was the first one to do a record for Freedom Sounds because me and Bertram Brown were long time friends. We lay all those riddims at Channel One, apart 'Great stone', it was done at Joe Gibbs studio. All the voicing was done at King Tubbys because Tubbys was a great technician, he could balance your voice good, he have a nice reverb so him was the king them times...

Q: Did you ever see King Tubby while mixing some dubs?
A: When I was there voicing 'Great stone', King Tubby was around and it was his apprentice Scientist that was taking the voice, Tubby was making amps. When I did sing the tune, King Tubby left his work and come to Scientist saying 'Scientist, make i take the Stone here' and Scientist said 'Allright King' and king Tubbys did take it. After the voicing was done King Tubby said 'I love this tune!' After that he did mix that tune with big effects and we said 'Yeees'. That man was a genius.

Q: In the 70s it was pure roots and culture in the reggae scene in Jamaica but now it seems the scene is radically different with the dancehall being predominant: what do you think about that?
A: Jamaica is a place in which the people is creating so much styles of music: so they create a next style and they go straight, in Jamaica people doesn't listen to the words of the song of the roots music, they mostly listen to the rhythm. In europe and them places like Japan, people is more conscious and listen to lyrics, they're more intelligent and listen to the lyrics, so that's why roots music never die in europe. In Jamaica everybody tries to make a little style, and the singer they never know the use of the scale until they loose it. No music have a bigger impact of reggae music, Bob Marley is an icon...I love all music, but the matter a ?nd what the people says and not the music...talking about the music, there is the roots music and the dancehall music and you have different vibes from it, dancehall music is good for dancing, but roots music is the music of the soul, it goes everywhere, the words are so strong...Give thanks to the dancehall music because it's another stage, I respect them, but roots music is a different feeling.

Q: What happened in the 80s, when you were working in Jamaica as singer but the music did shift from roots and culture to dancehall, with all those guns and girls lirics, reality lyrics and those changes in attitude?
A: It's like a competition, Bob Marley was so great because he did control the reggae music, but you have other forces now, they say 'Bob Marley is dead now' so they want to come with something greater of what Bob Marley was doing, but it never happened, so they come with this dancehall music...so it's just that...when I see the music start to going that way I used to go fishing, living on the beach for years. Sometimes some brethren come and ask 'Prince Allah, everybody singing about girls wine up, sing one of this tunes and make some money' and I said 'No man', because I never sing just for money, it's a different work, money come and you have to get it to live, but my aim is bigger than the money. If I'm singing roots and it's only ten people loving it, and if I would sing dancehall five hundred people loving it, I be still singing roots, because those ten people are depending on me. When I'm performing now I see thousand people and this is the signal that roots music will never die.hythm. In europe and them places like Japan, people is more conscious and listen to lyrics, they're more intelligent and listen to the lyrics, so that's why roots music never die in europe. In Jamaica everybody tries to make a little style, and the singer they never know the use of the scale until they loose it. No music have a bigger impact of reggae music, Bob Marley is an icon...I love all music, but the matter a ?


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