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A cura di: Pier Tosi
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In un periodo in cui e' ormai un dato di fatto che sound systems europei possano competere ad armi pari per energia, passione e competenza sul campo con i migliori sounds statunitensi e giamaicani dobbiamo riconoscere ai tedeschi Pow Pow Movement il notevole ruolo di apripista di questa tendenza con la loro 'storica' partecipazione al World Clash 2000 come primi europei di sempre a partecipare al piu' importante tra i clashes internazionali. Lo stile di Ingo, Devon e soci e' molto conosciuto anche in Italia grazie alle loro numerose apparizioni: e' passato molto tempo dai loro pionieristici esordi ed ora Pow Pow e' anche una ottima etichetta discografica famosa per la qualita' dei suoi singoli. Per noi non c'e' molto altro da dire che non ci racconti proprio Ingo nell'intervista che segue. Per gli amanti dei dettagli e' doveroso un salto al sito ufficiale di Pow Pow http://ww.powpow.de. In calce alla bellissima intervista la lista dei dieci brani piu' importanti ed influenti nella vita di Pow Pow Movement.


D: Quando avete avuto l’idea di formare un reggae sound system?

R: Praticamente e’ successo quando io e un mio caro amico ci siamo appassionati alla dancehall music e abbiamo incominciato a cercare locali o posti dove fare dei reggae parties in Germania: a quel tempo era particolarmente difficile perche’ non c’era nulla. L’unico che diffondeva il reggae in Germania era David Rodigan attraverso il programma radio alla BFBS, la radio per le forze armate britanniche di stanza in Germania: in questa emittente Rodigan ha uno show da tantissimi anni. Attraverso il programma i militari inglesi facevano venire Rodigan a suonare qui a dei parties privati a cui spesso riuscivamo a partecipare e quindi attraverso la sua musica siamo entrati nella cultura dancehall giamaicana. Eravamo alla fine degli anni ottanta e non c’era niente altro del genere e abbiamo deciso di organizzare delle feste: a quel tempo non avevamo molti dischi e non avevamo nemmeno un impianto. La prima festa fu un autentico successo e nelle selezioni mescolammo il reggae a un po’ di hip hop. Dopo due o tre feste tutte riuscite molto bene decidemmo di organizzarci come un vero e proprio sound system e di immergerci nella cultura giamaicana. Nel 1991 facemmo cosi’ il nostro primo viaggio in Giamaica, cioe’ dove nasceva la musica che amavamo ed a prendere i primi contatti nell’ambiente…

D: All’epoca del viaggio quindi Pow Pow esisteva gia’?

R: No, a quel tempo eravamo solo io e Backra, l’amico di cui ti parlavo prima: il nostro attuale selector Mr. Brown era uno dei buttafuori in una delle nostre prime feste. All’inizio era solo un affare di amici e lui era solo un buttafuori ma dalla seconda festa entro’ subito nella squadra come selector.

D: Cosi’ avete iniziato suonando gia’ dancehall e non come tanti altri dal roots…

R: In realta’ il primo passo per me era stato l’acquisto di alcuni albums di Bob Marley ma poi ho iniziato a sentire tutti i generi del reggae. A un certo punto qualcuno mi ha dato una cassetta di dancehall ed era diverso e piu’ eccitante delle altre cose che sentivo: credo fosse una ‘yard tape’ di Stone Love ed io restai affascinato da quello stile, era il dancehall style dei primi anni ’90.

D: Avete iniziato subito a registrare dub plates?

R: Abbiamo registrato i primi dubplates al nostro primo viaggio in Giamaica nel 1991. Abbiamo scoperto cosa fossero i dub plates cosi’ andammo in un piccolo studio a Montego Bay e registrammo i primi dub plates con artisti perloppiu’ sconosciuti, artisti emergenti della scena di Montego Bay. Registrammo qualcosa come dieci dubplates ed eravamo molto fieri di questi brani a quel tempo. Ai tempi del primo viaggio, Gentleman faceva parte della nostra crew e a Montego Bay anche lui registro’ un dub in combination con una giovane vocalist di Montego Bay. Quando tornammo in Germania con i dubplates fu una svolta perche’ eravamo in grado di suonare le nostre tunes esclusive alle dances ed era veramente grande.

D: Credo che il vostro grande momento sia stato quello della vostra partecipazione al World Clash del 2001: avevate gia’ fatto dei clashes internazionali fino a quel momento?

R: Avevamo fatto qualche clash con sounds olandesi in Germania e avevamo gia’ suonato in Inghilterra. Prima del World Clash 2001 avevamo gia’ suonato anche a New York e in Giamaica. A quel punto ci hanno invitato al World Clash ed eravamo veramente fieri di essere il primo sound europeo a partecipare a un simile evento…

D: Cosa ricordi di quella notte speciale?

R: Tornando indietro a quella notte cruciale mi ricordo un’atmosfera molto diversa da tutte le dancehall e i clashes che avevamo fatto fino a quel momento: il pubblico era molto ‘hardcore’, un pubblico specializzatissimo e diverso dalle altre massives per cui avevamo suonato e diverso anche dal pubblico delle dancehalls giamaicane. C’erano solo uomini e pochissime donne in questa yard enorme affollata da piu’ di duemila persone. E’ stata una bella esperienza ma la gente e’ veramente molto esigente e particolare: al World Clash sono li per giudicare qualsiasi cosa tu dica e faccia…il mio feeling su quella notte e’che l’attenzione generale non era solo per la musica e a chi suonava meglio ma sembrava contassero piu’ gli speeches e tutto il resto collaterale alla musica…comunque e’ stata una bella esperienza.

D: Da quello che avevo letto sembrava che la maggior parte della gente vi abbia fischiato per partito preso perche’ siete bianchi e tedeschi e avete probabilmente pagato il fatto di essere il primo sound europeo in gara laggiu’…

R: Per noi era strano proprio perche’ ci fischiavano addirittura prima di sentire cosa avremmo suonato e cosa avremmo detto, sai? E’ stata dura perche’ non avevamo letteralmente possibilita’. Non era solo il fatto che eravamo bianchi, era proprio la vibrazione generale, atmosfera tesa e diversa da quella delle nostre altre esperienze. Fare clashes in europa per esempio e’ una cosa completamente diversa, New York invece era…la gente era li come per vedere i gladiatori combattere nell'’arena, volevano vedere il sangue scorrere e sembrava questa cosa fosse piu’ importante della musica e che in realta’ questo fosse uno show speciale di cui tu eri chiamato a fare parte. Personalmente non credo che questo sia il vero significato di un sound clash, come ti ho detto sembrava che il contorno fosse piu’ importante della musica. Comunque e’ stata una bella esperienza: qualcuno esce vincitore sul campo poi invece la maggior parte della gente in tutto il mondo ascolta il clash dalle cassette o dai CDs e si fa una sua opinione personale…ripensandoci tra l’altro vari problemi tecnici con i microfoni ci hanno penalizzato parecchio…comunque e’ una cosa ormai lontana nel tempo e comunque una esperienza molto utile.

D: Negli ultimi anni avete iniziato a lavorare come produttori facendo degli ottimi singoli: come vi e’ capitata questa opportunita’?

R: Lavorando per anni e anni come sound system ti crei delle idee sulla musica che ti piace e che vorresti suonare o su un suono particolare che non trovi nei dischi che compri ma che vorresti avere a disposizione e quindi decidi di crearlo tu stesso. Dieci anni di dub plates con tutti i migliori artisti reggae ci avevano procurato un bel po’ di contatti molto utili per partire con le nostre produzioni. Come sound system la partecipazione al World Clash di cui abbiamo parlato e’ stato un po’ un punto di arrivo…intendo che per qualcuno l'importante sarebbe vincere il World Clash ma per me gia’ essere li a sfidare grandi sounds ed essere al vertice della scena internazionale e’ stato il top. Dopo quella esperienza ho perso un po’ interesse riguardo alla scena e al significato dei sound clashes. Non credevo nella possibilita’ di fare altri clashes perche’ mi ero reso conto che alla fine era piu’ lo show che contava della musica: magari un giorno le cose cambieranno ma da come vanno le cose non mi pare sia una possibilita’ cosi’ immediata…L’occuparmi di produzione di musica per me e’ stato uno sviluppo ulteriore: abbiamo fatto esperienza e abbiamo raggiunto un certo livello e per me mettermi a produrre musica e’ stato quello che definirei un ulterore livello…Per noi il business dei sound clash non ci avrebbe portato da nessuna parte, cosi’ abbiamo deciso di esplorare una nuova direzione e abbiamo messo insieme le nostre conoscienze e i contatti, abbiamo preso tempo e il primo risultato e’ stato il Celebrate riddim…

D: Avete composto e ‘costruito’ voi il ritmo?

R: Si, io ho fatto il ritmo e poi abbiamo cercato una collaborazione tra Germania e Giamaica a partire dal mio lavoro. E’ una questione di connessione tra persone diverse e intendiamo continuare a lavorare in quel modo: voglio creare una miscela di suoni che sia adatta sia all’europa sia alla Giamaica, cosi’ lavoro anche con musicisti giamaicani in Giamaica. Qualche volta costruisco il ritmo in Germania e lo arricchisco con musicisti come per esempio la batteria…ogni volta il lavoro e’ diverso.

D: Con che musicisti lavori in Giamaica?

R: Lavoriamo con alcuni componenti della Fire House Crew…

D: In effetti il Blaze riddim ha un suono molto riconducibile al suono Fire House Crew…

R: Nel Blaze c’e’ la batteria suonata dal batterista della Fire House Crew e quindi il ritmo e’ il prodotto dell’apporto di diverse persone. Per cio’ che riguarda gli artisti noi scegliamo di lavorare con artisti con cui abbiamo un buon rapporto personale o che riteniamo adatti al nostro modo di sentire la musica. Non ci piace di usare il primoartista che passa di li in quel momento e ha voglia di cantare sul ritmo ma ci prendiamo tempo e aspettiamo artisti piu’ adatti o gli artisti che consideriamo nostri amici.. Ovviamente Gentleman e’ uno dei nostri artisti principali ma abbiamo anche giovani come Elijah Prophet. Abbiamo lavorato molto con Turbulence, lui sta uscendo dall’Xterminator camp e sta facendo molti singoli per altri produttori. Non e’ una cosa pianificata: provi con un artista, scatta la giusta alchimia e cosi’ continui a lavorarci. A volte con qualcuno non va altrettanto bene e cosi’ cambi. Non voglio limitare le mie possibilita’ e la mia porta e’ aperta per chiunque: siamo ancora in sviluppo e proviamo cose diverse e questo e’ percepibile nei nostri ritmi. Abbiamo fatto quattro riddims: il primo e’ un ritmo bashment e gia’ al secondo siamo passati ad un insolito ritmo ska…

D: Come hai avuto l’idea di riattualizzare ‘007’ di Desmond Dekker?

R: C’e’ una bella storia su questa scelta: molto tempo fa eravamo uno dei pochi sound systems in giro in Giamaica a registrare dub plates sullo Shantytown riddim. Ci trovammo in studio con Luciano e lui non aveva una specifica lirica per quel ritmo ma il ritmo stava suonando, lui aveva la giusta vibrazione e forse aveva sentito da poco ‘Love and affection’ dei Wailers e gli e’ tornata in mente quando ha sentito il ritmo. Lui ci cantava sopra ‘Love and affection’ e quindi la registrammo come dub plate.

D: Cosi’ avevate da molto tempo il dub di Luciano su quel riddim?

R: Si, e’ in breve tempo divento’ praticamente l’inno di Pow Pow: nessun altro sound poteva suonare quella tune su quel ritmo e quel dub plate specifico di Luciano divento’ il nostro inno e il riddim stesso il riddim che piu’ ci identificava, cosi’ mi sono sempre detto ‘prima o poi lo produrro’ come canzone’ perche’ ogni volta che lo suonavamo la gente veniva a chiedere se era un brano in vendita.

D: Insomma, hai dato forma ‘ufficiale’ al tuo inno su dub plate…

R: Il mio scopo era di raggiungere piu’ gente possibile con la nostra tune, cosi’ ho deciso di ricostruire il ritmo. Quando i producers lavorano sui ritmi in genere usano sempre gli stessi, roba come Real Rock o Far East, cosi’ ho pensato che lo ska era una buona fonte di ispirazione che di solito nessuno utilizza, specialmente in Giamaica, cosi’ avevamo moltissime buone ragioni per riproporre quel vecchio ritmo. Per esempio, quando Luciano era in studio lui si ricordava del dub e non voleva rifarlo uguale: diceva che il ritmo gli piaceva e aveva una canzone nuova che gli sembrava piu’ adatta ma noi abbiamo insistito per avere di nuovo ‘Love and affection’.

D: Puoi parlarmi del vostro ritmo nuovo, il Superior riddim?

A: Il Superior riddim e' un ritmo stepper interamente suonato live: abbiamo collaborato in studio con Uncle Dusty Miller e Donald Dennis della Fire House Crew per la parte ritmica e Dean Fraser per le parti di fiati. Il brano di Gentleman e' il primo singolo tratto dal suo nuovo CD 'Confidence' ed e' arrivato alla 20sima posizione delle classifiche pop in Germania e al primo posto delle nostre classifiche reggae. La tune dei Morgan Heritage e' arrivata al quinto posto delle classifiche reggae. So che anche in Italia e' piaciuto molto...

D: Sembra che il reggae si sta molto espandendo come popolarita’ in Germania, con alcune notevoli bands o artisti e ormai parecchi top sound systems…

R: Negli ultimi anni la scena sta letteralmente esplodendo specialmente per i reggae sound systems: io comunque trovo molti paralleli tra la scena tedesca e quella italiana. Abbiamo girato molto in europa e per quello che posso vedere in Germania ed in Italia la situazione e’ simile. Magari da noi la scena e’ piu’ piccola che in Italia ma io parlo in termini di quello che la gente vuole ascoltare e come si stanno sviluppando i sound systems. Noi abbiamo buoni festivals e voi avete il Rototom Sunsplash, noi abbiamo Gentleman e i Seeed e voi avete i Sud Sound System e a me pare una situazione simile. In Germania e’ ancora molto una situazione di ‘famiglia’ e ci si conosce un po’ tutti. Ho avuto i primi contatti con la scena italiana attraverso One Love Hi Powa e ho realizzato che loro hanno fatto le nostre stesse scelte piu’ o meno nello stesso periodo. Penso che sia molto bella ed interessante la rete di rapporti tra Germania ed Italia nella scena reggae.

D: Come vedi il futuro del dancehall reggae su scala mondiale?

R: Mi piace il fatto che il movimento sia in rapida e continua crescita in europa dopo il fenomeno Sean Paul, ma puo’ essere un fenomeno di moda. Molti ragazzi molto giovani vanno per la prima volta nella dancehall in un periodo in cui la qualita’ della musica sta calando. Il roots e’ il genere da cui tutto e’ partito: io credo che uno dei doveri dei sound system e di chi in genere spinge il reggae sia offrire alla gente tutto quello che il reggae con la sua varieta’ puo’ offrire e anche riportare la gente al gusto di sentire il roots. Credo che questa politica possa provocare un distacco da parte di chi vive la cosa piu’ come una ‘fashion ting’ ma alla fine ci sara’ piu’ gente che capira’ realmente cosa e’ il reggae. Ora e’ una cosa di moda e la moda puo’ passare in un paio d’anni. Non ho idea verso quale direzione puo’ andare la dancehall music: puo’ succedere qualsiasi cosa, forse tornare alla cultura, forse degenerare completamente. Molti dei sounds oggi stanno diventando sempre piu’ ‘disco’ e suonando piu’ dance music che reggae.

D: Non ti pare che la febbre dei dub plates stia un po’ perdendo il suo significato originario?

R: Come ti dicevo non sto seguendo piu’ di tanto la scena dei clashes perche’ appunto il significato dei dub plates e della competizione non e’ piu’ quello di un tempo. Moltissimi sound systems hanno gli stessi dub plates degli stessi artisti sugli stessi ritmi, cosi’ non e’ veramente…avere uno special oggi spesso non e’ piu’ una cosa ‘speciale’, puo’ sembrare stupido ma…il mondo si rimpicciolisce sempre piu’ e tutti vogliono quello che sentono nelle ‘yard tapes’ dei big sounds giamaicani. Puoi pensare che siano i nuovi sounds che sbagliano: quando abbiamo iniziato noi c’era un modo diverso di sentire le cose, il lavoro era piu’ duro, ora puoi contattare chiunque via internet ed avere comodamente ogni dub plate da qualsiasi artista, tutto cio’ che ti occorre realmente sono i soldi. Sta diventando sempre piu’ una questione di soldi piu’ che una cosa di passione. Non lo so, forse tra un po’ di anni torneremo ai sound clashes, ma oggi come oggi la mia passione e’ produrre musica, questo e’ il mio scopo piu’ importante, anche se non dimentico le vibes di suonare buona musica a una bella festa e dare alla gente quello che hai nel cuore.

Le dieci tunes 'cruciali' nella storia di Pow Pow Movement:

- Garnett Silk - zion in a vision (Black Scorpio)
- Sanchez - Praise him (Xterminator)
- Dennis Brown - Revolution (Taxi)
- Barington Levy - Here I come (Time One)
- Tenor Saw - Golden Hen (Uptempo)
- Buju Banton - Hills & valleys (Penthouse)
- Ninjaman - Borderclash (Jammys)
- Bounty Killer - Down ín the ghetto (Jammys)
- Cocoa Tea - 18 and over (Xterminator)
- Capleton - Heathen reign
(Fat Eyes)


Vibesonline.net - 2004

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Now it's the order of the day to see european sound system challenging the best jamaican crews: Pow Pow Sound System from Germany are one of the foundation european sound system. They are the first european sound system invited to the World clash in 2001 and after almost 15 years spreading the vibes they're alive and kicking and are still amongst the better european sound systems. In recent times they did set up their own Pow Pow record label producing wonderful music with riddims as Shantytown, Blaze or the latest Superior riddim. Pow Pow's Ingo tells the whole story to Vibes On Line's Pier Tosi. For further details check Pow Pow Movement official website http://ww.powpow.de. At the bottom of the interview you can find the list of ten most crucial tunes in Pow Pow's history.


Q: How you had the idea to setup a reggae crew and a sound system?

A: It actually happened when me and a long time friend of mine got interested in dancehall music and we used to go around and find venues and parties in Germany: at that time it was really hard, there was nothing. At the time the only one that was in Germany was Rodigan because of the english army radio station in Germany, the BFBS service in which he have a radio show. They used to bring sometimes there Rodigan but for private parties, just for the english soldiers. We used to listen to the radio station and find the way to go to those parties and after that we really got involved in dancehall culture from Jamaica. It was at the end of the 80s and nothing was really happening and we decided to start to organize some party: we didn’t have too much records and we didn’t play as a sound system. The first one was very successfull and we did mix the reggae with a little bit of hip hop. After two or three succesful parties we decided to organize ourselves like a sound system and immerging into the Jamaican culture. In 1991 we did our first trip to Jamaica, we went where the music really comes from and we had our first contacts…

Q: At that time the Pow Pow Movement was already formed?

A: No, at that time was just me and Backra, the long time friend I told you: our selector Mr. Brown was one of the gatemen in one of our very first parties. At the beginning it was just a friends’ business so he was one a gateman but after the first party he became part of the crew as selector.

Q: So you started playing dancehall and you didn’t start from the roots music…

A: My real first step was when I picked up some Bob Marley album but then I switched into different kind of music trying everything. Then somebody got me a dancehall tape and it was a different kind of reggae, I think it was a Stone Love yard tape, so I really got fascinated by this style because it was fresh, it was the early 90s dancehall style.

Q: And you started at that time to cut dubplates?

A: Yes, I think it was 1991 during our first trip in Jamaica. We heard about dubplates so we went into a little studio in Montego Bay and cut our first dubplates with mainly unknown artists, some upcoming artists that locally were really big. We did something like ten dubplates and we were very proud of it at that time. When we did that first trip Gentleman was also part of the crew and he also did his very first dubplate ever in 1991 for us in combination with a girl from Montego Bay. When we came back from Jamaica with the dubplates it was a different vibe because we could play our own tunes in the dancehall and it was great.

Q: I think your huge moment was at the time of inclusion in the World Clash 2000 lineup: did you have some other international clashes before that?

A: Yes, we had some clash with some sound coming from Nederlands in Germany and before that we had our first sessions in UK. Before the World Clash 2000 we played in New York and in Jamaica too. Then we went invited at the World Clash and we were very proud to be the first white european sound system ever in an event like this…

Q: What about the vibe of that particular night?

A: Looking back to that night I have to say it was different because the crowd was very hardcore, a crowd different than the crowds we used to know and also different to dancehall people in Jamaica, it was a only-men business, there wasn’t no women there in the big yard, it was really packed, there were more than 2000 people. It was a good experience but in the clash time in America I think the crowd it’s the hardest crowd to conquer than everywhere: they really judge everything you do….my feeling that night was that it wasn’t just something about music, it was more the speeches and the show and everything surrounding, but it was good…

Q: Probably a lot of people booed you just because you were white and german and you paid the fact to be the first european there ever…

A: It was kinda strange because they booed us before we even start to play yunno? Which is really hard, because if you don’t have really a chance it’s hard, but I don’t think it was because we are a white sound, it was the vibe that was really hard, it was really different from what we really used to know, Also clashing in europe it was totally different, New York was just…they went there to attend something like a gladiators clash, they wanted to see the blood run, it’s not just about the music you play but it’s a show and you’re part of it. Personally I missed the real meaning of a sound clash, it was more the surrounding and the show and everything…But it was a good experience and after that the one who win is the best, you choose for it and a lot of people make the decision after that while listening to the tapes…we had some problems with the mike and with the speeches but it was back in the days and it was a good experience.

Q: In recent times you did start to produce some very good music: how it happened this?

A: When you do sound system for such a long time you get some ideas of what you like and maybe what you want to do that is something that is missing or something you want to create, a sound you want to do and the connection was there because we did cut dubplates for more than ten years we know a lot of artists…to me the World Clash was really the top to reach as a sound system, I mean we could win the World Clash but to me just enter was the top of the international scene, after that I literally lost the interest in the whole clash scene, I didn’t believe in the clashing anymore because it was more show than music, it may change one day but it gone far and we will see where clashing will go from now…To me it is a development, we got the experience and we reach a certain point and to me producing is, you can say, the next step…The clash thing it wasn’t going anywhere anymore so we looked forward to something new and we did put all the thing togheter like the connections we had, we really take our time and our first riddim was the ‘Celebrate’…

Q: You did build the riddim?

A: Yes, I did build the riddim but after that we try to do a co-production between Germany and Jamaica starting from my work. It’s a connection and we want to keep the thing that way, we want to try to do a good mixture which fits in Jamaica and in Germany or europe, so I work also with musicians in Jamaica, sometimes I just built the riddim track here and I used some other musicians like drums…it’s always different…

Q: Which musicians you use in Jamaica?

A: We work with part of the Fire House Crew…

Q: The Blaze Riddim is sounding a lot as Fire House Crew sounds…

A: In the Blaze riddin the Fire House Crew drummer is playing the riddim, so it’s a mix, you have all kinda people we work with and also for the artists, we choose some artists with which we have a good relationship or that we think it would fit. We don’t voice just who is there and want to voice it but we take time and wait for better artists or for some people we have good relationship…of course Gentleman is one of our main artists and we have young upcoming artists like Elijah Prophet, we worked with Turbulence too, he’s coming out from the Xterminator camp and doing a lot of stuff with other people, it’s not planned, you start to work with an artist and the feeling is good, so you continue to do it, something you voice some artists but the results are not so good so next time you change, yunno? I don’t want to limit my possibilites, I want to keep all the doors open for everybody, we’re still in development and we try everything and you can see that on our riddims, we did put out three different riddims already, the first one is like more bashment, the second one was a ska riddim that is really unusual…

Q: How you got the idea to revamp Desmond Dekker’s ‘007’?

A: There’s a good story about that: long time ago there were only few sound systems in Jamaica who cut dubplates on the Shanty Town riddim. We had Luciano in studio tu cut a dubplate on it and there was no specific lyric for it, but the riddim was playing and he had the right vibe so he may have listened to the Wailers song right before and had it in mind when he heard the riddim, the song was there and he was just jamming and the turnout was the dubplate…

Q: So you had the tune from Luciano long before as dubplate..

A: Yes, and this tune it became a Pow Pow anthem, no other sound at that time played a tune like that on that riddim, so this specific Luciano song was our real anthem and the riddim too was a anthem for us as a sound system, so I always said ‘I want to do that song’ because everytime you play that dubplate a lot of people came asking ‘where can I buy this?’

Q: So you gave official form to your dubplate anthem…

A: My aim was to reach more people with the real song so I decided to build back this riddim, when they build a riddim I like it but it’s always the same, is like every two years you have ‘Real rock’ or ‘Far east’, so I think that ska is really a main source and is really underrated especially in Jamaica, so there were a lot of reasons behind the decision to rebuild this old riddim. For example when we had Luciano in studio he didn’t want to redo the dubplate song because I remembered it, he said he liked the riddim and he had a different song for it but we said ‘No, we want this particular tune’.

Q: Can you tell me something about your last Superior riddim?

A: The Superior riddim is a stepper riddim entirely played by live instruments players. In it we have Uncle Dusty and Donald Dennis of the Fire House Crew and Dean Fraser at the horns lines. The Gentleman's tune is the first single out from his 'Confidence' CD and went n. 20 on the german pop charts and n.1 on the german reggae charts. The Morgan Heritage one was n.5 in the reggae charts. I know a lot of people in Italy likes that riddim.

Q: It seems reggae is getting hotter and hotter in Germany with a lot of good reggae bands and of course a lot of top notch sound systems…

A: In the last years the scene is like exploding, especially for reggae sound systems, but I can see more than one parallel with the italian scene: we travel a lot in europe and as far as I can see Germany and Italy is about the same. It may be different because maybe in Germany the scene is little, but it’s the same in terms of what the people like how the sound systems are developing, so artistwise, ok we have two big act very succesfsul like Gentleman and Seeed but you have Sud Sound System and for me is like the same…we have some good festivals and you have Rototom Sunsplash. In Germany is a family thing with everybody sticking together. I had the first contacts with the italian scene through One Love and I realized they did the same things that we did in the same period of time. I think is very good the cultural mixup between Germany and Italy in terms of reggae.

Q: Now Pow Pow is a major league sound system : how do you see the future of dancehall reggae on worldwide basis?

A: I like the way the movement is becoming bigger and bigger in europe after this Sean Paul thing, but it could be also just a fashion thing, you have a lot of very young people that are joining the dancehalls which is turning down the quality of the real music, the roots where all is coming from, I think it’s up to the sounds and to the reggae people to offer to people everything reggae can offer and also bring them back to the roots. I think this can cause disaffection to a lot of people who like more the fashion but at least you will have more people understanding more reggae. I know now it’s a fashion thing but it can run out in something like two years. Where dancehall music can go, I have no idea, everything can happen, maybe go back to culture, maybe go totally crazy, now some of the sound they’re really becoming like ‘disco’ now, and dance music.

Q: Don’t you think this dubplate craze is loosing a little bit sense?

A: For me personally the sound clash thing right now is not really something we’re working on so much, because the meaning of the dubplates and the competition is not the same anymore, so many sound system everybody do the same dubplates with the same artist on the same riddim so it’s not really…nowadays to have a special is not special anymore, it sounds stupid but…the world is getting smaller and everybody wants to do what the next sound is doing, you can really blame the young sounds doin’ this but back in the days when we started there was a different feeling, the work was hard, now you can reach anyone with internet and you can obtain every dubplate from any artist, all you need is the right money sometimes, is really becoming more a money thing than a vibes thing for me, I don’t know, maybe we will clash anymore until some years but to me the business right now is producing, this is my main focus, and of course to simple play the music on some party and give the people good vibes from the heart.

Ten most crucial tunes in Pow Pow Movement's history:

- Garnett Silk - zion in a vision (Black Scorpio)
- Sanchez - Praise him (Xterminator)
- Dennis Brown - Revolution (Taxi)
- Barington Levy - Here I come (Time One)
- Tenor Saw - Golden Hen (Uptempo)
- Buju Banton - Hills & valleys (Penthouse)
- Ninjaman - Borderclash (Jammys)
- Bounty Killer - Down ín the ghetto (Jammys)
- Cocoa Tea - 18 and over (Xterminator)
- Capleton - Heathen reign
(Fat Eyes)

 


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