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Linval Thompson

A cura di: Pier Tosi
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Pier Tosi ha incontrato Linval Thompson a Bologna nella primavera del 2000 durante un mini-tour in cui si e' esibito con alcuni sound systems italiani. La serata era organizzata da Godzilla Sound System, mentre One Love Hi Pawa organizzava l'intero tour: vogliamo ringraziare questi due sounds per la preziosa assistenza e per l'opportunita' dataci di incontrare questo grande artista.


D: Sei nato in Jamaica?
R: Si, a Kingston, Jamaica.

D: So che sei cresciuto a New York, nel Queens...
R: Si, a New York City...

D: A quanti anni hai lasciato la Jamaica?
R: Circa a quindici, sedici anni, nel 1970.

D: E dove abitavi a New York c'erano molti jamaicani?
R: No, a quel tempo non c'erano molti jamaicani in giro...

D: Hai iniziato la carriera di cantante a New York in quegli anni: com'era la scena reggae laggiu'?
R: Non c'erano sound systems, solamente bands. Bunny Rugs dei Third World era a Brooklin con me nello stesso periodo...

D: Era prima di far parte dei Third World?
R: Si, era prima che entrasse nella band. C'erano reggae bands e qualche negozio che vendeva i dischi...

D: Ed una volta tornato in Jamaica chi fu il tuo primo produttore?
R: Il primo per cui ho cantato in Jamaica e' stato questo ragazzo chiamato Stamma che mori' poco dopo. 'Mama say' fu il mio primo pezzo registrato per lui. Avevo gia' fatto un singolo per conto mio in America ma non era diventato popolare come quella canzone. In quel periodo Dennis Brown aveva il suo hit 'Westbound train' ed io avevo una nuova canzone intitolata 'Westbound plane' e la similitudine nel titolo mi aiuto' molto perche' Dennis era gia' molto popolare...

D: Come sei entrato nella scena reggae una volta tornato in Jamaica?
R: Io tornai da New York ed andavo in giro per Kingston cercando di far sentire alla gente il singolo che avevo fatto a New York. Quel disco era buono, cosi' feci il pezzo per Stamma e poi Phil Pratt mi senti' e feci due brani per lui, lo stesso Lee Perry con cui feci 'Kung fu man' ed un'altra canzone. Poi incominciai a lavorare per Bunny Lee, e lui fu il produttore della mia big song, una canzone che divenne grande in Jamaica, America ed in tutto il mondo, 'Don't you cut off your dreadlocks'.

D: Ed in Jamaica hai cantato prima dubplates o dischi?
R: A quei tempi non si cantavano i dub plates, si facevano solo i dischi e tutti i soundmen dovevano pagare per un nuovo Johnny Clarke, per un nuovo Linval, per un nuovo Cornell Campbell prima degli altri...Agli studi Channel One qualcuno faceva delle versioni dubplate delle canzoni, come pre-release...

D: C'e' stato in seguito un grande cambio nella musica alla fine degli anni settanta dal roots alla dancehall: perche' la musica e' cambiata a quel modo? Dipendeva dai gusti della gente o anche dalle trasformazioni sociali in atto?
R: Questa e' una domanda difficile, ma io mi ricordo che passai un periodo in cui tornai per un po' in America e subito dopo quel periodo non succedeva piu' niente di importante nella industria musicale in Jamaica. Il grosso cambio fu quando arrivarono i computer...Jammy produceva musica ma senza piu' usare gli strumenti veri...dopo di me, Bunny Lee e Junjo Lawes...per me Junjo Lawes era il miglior produttore di quel periodo perche' usava basso e batteria reali.

D: Stai parlando di Junjo Lawes: e' vero che sei tu la persona che lo ha introdotto nel music business?
R: Si, lo ho portato io nel music business, io sono stato quello che ha permesso che il suo nome finisse su un disco, su 'Jah guiding star', sulla Jah Guidance label. Questa e' una cosa che nessuno sa....

D: Come sei diventato un produttore?
R: Ero sempre con Bunny Lee in studio, ero sempre la perche' volevo capire come si scrive una canzone, come si arrangia la sezione ritmica con i musicisti, ed anche il lavoro di King Tubby mi interessava: volevo capire cosa e' giusto e cosa e' sbagliato e poi le vibrazioni sono arrivate ed ho iniziato a produrre musica, producendo i miei brani che poi divennero successi.

D: Qual'era il tuo approccio come produttore?
R: Gli artisti mi cantavano le loro canzoni ed io dicevo 'Si, questa mi piace, suona bene...', allora andavamo dai musicisti, l'artista cantava la canzone anche a loro ed i musicisti facevano il riddim in modo che il cantante potesse cantare nella sua tonalita'. Da quei tempi posso dirti se un pezzo sara' un hit oppure no.

D: Per te che significato ha la parola 'dancehall'?
R: Adesso? Be, noi eravamo gli artisti originali della dancehall e cantavamo musica giusta e conscious nelle dancehalls, musica creata dal Padre...Io non so, credo che chi fa musica dancehall ora commette dei grossi errori...adesso si usano i computers. Ai nostri tempi avevamo i musicisti, in studio, cosi' facevamo musica roots e cantavamo positivo, come Bob Marley...

D: Stai lavorando a nuove produzioni ora o stai solo organizzando le ristampe della tua vecchia musica?
R: Sto facendo entrambe le cose: sto registrando nuovi artisti sui miei ritmi originali degli anni settanta ed ottanta.

D: Stai producendo dei nuovi artisti o dei veterani del reggae?
R: Sto cercando sia vecchi che nuovi artisti, basta che abbiano un sound positivo. Questo e' importante. Adesso sto cercando di lavorare con Bushman, Anthony B e Yami Bolo. Lavoro anche alle ristampe ma non credo sia giusto fare usicre molto materiale nello stesso tempo perche' ho bisogno di mantenere delle munizioni...ed io ho molte munizioni da usare e molta musica da fare uscire per la prima volta.

D: Cosa ne pensi del nuovo reggae?
R: Penso che sta tornando la vecchia musica come ai vecchi tempi, perche' ora sono qui in Italia e vedo che voi la amate, in Francia la mano e vedo che questo amore sta crescendo...roots and culture, sono tutti pazzi per questo genere e ne vogliono sempre di piu'...

D: E della nuova dancehall?
R: Penso che non sia realmente musica positiva, per me non e' giusto perche' e' importante avere liriche conscious perche' viviamo in tempi pericolosi, viviamo in tempi di giudizio e non puoi cantare delle cose che non significano nulla, devi avere dei significati, devi avere musica con un potere...

D: Ti aspettavi di trovare in Italia una scena reggae di questo tipo?
R: Assolutamente no. Non mi aspettavo di trovare reggae radio, studi dove si suona il reggae, e cosi' tanti sound systems, e' una vera sorpresa. Quando torno in Jamaica lo diro' a tutti . Sto pianificando di portare la mia musica in Italia attraverso la distribuzione di One Love e anche di tornare presto qui.

 

Sempre su Vibesonline.net: biografia e discografia di Linval Thompson


 

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Linval in Rome, hosted by One Love Hi pawa Sound (2000)

Pier Tosi met Linval Thompson in Bologna during the spring 2000. He was there for a special dancehall appearance with One Love Hi Pawa and Godzilla Sound. We would like to thank One Love Hi Pawa and Godzilla Sound for giving us a good occasion to meet this important artist. This is the reasoning Pier Tosi had with him:


Q: Are you born in Jamaica?
A: Yes, Kingston Jamaica.

Q: I know you did raise in Queens, N.Y.
A: Yes, New York City...

Q: At what age you left Jamaica?
A: At about fifteen, sixteen, in 1970.

Q: In New York did you live in a place with lots of jamaican people?
A: No, at that time there were not many jamaicans around.

Q: You started your career as singer in New York in those years: how was the reggae scene there?
A: There were no sound systems there...just bands, and Bunny Rugs of Third World, he was there in Brooklyn with me in the same period...

Q: It was before joining Third World?
A: Yes, it was before that time. We had bands and there were about two reggae shops...

Q: Once back in Jamaica who was your first musical producer?
A: The first one I did sing for in Jamaica, it was a guy named Stamma and he died right now. 'Mama say' was my first tune with him. I did something in America by myself, but it eas not popular like this song. That time Dennis Brown had a tune by the name of 'Westbound train', and I had a new tune called 'Westbound plane', so it was good for a new singer, because of the popularity of Dennis' tune.

Q: How you did get involved in the reggae scene in Jamaica?
A: I came back to new York and I just go around trying to sing playing to people the single I released in New York. That single did sound good, so I sing one for this same guy named Stamma, and then Phil Pratt did hear me and I did sing two songs for him and then Lee Perry hear me and I did sing 'Kung Fu man' and another tune for him. Then I started working with Bunny Lee: he was the one who produced my big big song, a song that went big in Jamaica, America, all over the world, 'Don't you cut off your dreadlocks'.

Q: In Jamaica you did voice first dubplates or records?
A: In that time we never sing dubplates, just records, and the soundmen got to pay a brand new Johnny Clarke, a brand new Linval, a brand new Cornell Campbell...At Channel One sometimes they did dubplate versions of the songs, some pre-releases...

Q: There was a big change into reggae at the end of the seventies from roots to dancehall: why music did change? Was it the taste of people of the social changes in Jamaica?
A: This is an hard question to answer, but I remember I did make a trip back to America and right after that time nothing was really going on big in the music industry in Jamaica. At that time the big change came when they come with the computer...Jammy was making songs but it was no live instruments, after me, Bunny Lee and Junjo Lawes...to me Junjo was the main producer in that time, with live drum and bass.

Q: You are talking about Junjo Lawes and I know you did introduce him in the music business...
A: I did bring him in the business, I was the one to put his name on a record, on the 'Jah guiding star' record, Jah Guidance label. Nobody knows that...

Q: How you became a producer?
A: I was always with Bunny Lee in the studios, I was always there and my aim was to know how to write a song, how to arrange the riddim section with the musicians, looking at King Tubby himself working and see what is right and what is wrong, and then the vibes just came to me to start produce and after that I produce myself and then it was pure hit songs.

Q: What was your approach as producer??
A: The artists did sing the song for me first and I did say 'Yes, I like that one, that one sounds good', and than we did go to the musicians and the artist sing and the musicians made the riddim to match the key in which the artist did sing. From there I can tell if it's gonna be a hit song.

Q: For you what dancehall does it mean?
A: Right now? Well, we were the original dancehall people, singing righteous and conscious music in the dancehalls, music created by the father...I don't know, I think they made a big mistake when they say dancehall music is going on now...right now they're using computers. The days before we had live musicians in the studio, so it was roots music singing positive just like Bob Marley...

Q: Are you producing new music now or just managing your reissues?
A: Well, I'm doing both: I am recording artists on the original seventies and eighties riddim tracks...

Q: Which people you are producing? Reggae veterans or newcomers?
A: I'm looking for both as long as they sound positive. This is important. Right now I'm trying to work with Bushman, Anthony B, Yami Bolo. I work for the reissues too but I don't think it is right to put out everything at once because you need ammunitions....and I have a lot of ammunitions to get out.

Q: What do you think of the new reggae?
A: I think it's coming back right now like in the days before, because I'm here in Italy and I see you love it, and in France I know they love it and it is growing...roots and culture, they're crazy about it, they want it more...

Q: What about new jamaican dancehall music?
A: To me I think it's not really positive, it's not right: to me it's important to have conscious lyrics, because we're living in perilous times, we're living in judgement times and you cant' singing something that don't means nothing. You got to have meanings, reality, power...

Q: Did you expect to find in Italy a reggae scene like this?
A: Never: I never expect to find a radio station or a studio and so many sound systems, so this is a real surprise. I have to go back to Jamaica and tell all jamaicans this. I'm planning to do some business in Italy with One Love distribution and to get back here.

 

See also on Vibesonline.net the Linval Thompson discography.



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