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Warrior style

A cura di: Mimmo Superbass
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Steve Mosco, detto Jah Warrior, comincio' a svolgere il suo ruolo musicale nella scena roots inglese fine anni '80, come silecta di un Sound System.
L'etichetta Jah Warrior Records nasce nel 1995, e lo stile di Jah Warrior si e' andato affinando sempre più in questi ultimi anni. Il '98 ha visto l'uscita di due potenti singoli: "Put Down The Weapon" con King General (quello di "Money Run Things" della Conscious Sound) e "Can't Take The Pressure" con Hughie Izachaar (della famiglia Reggae On Top). Nel '99 il sound si e' fatto ancora piu' incisivo con "Ease Off" di Tony Roots e con il potentissimo stepper di "Jah Golden Throne" con Peter Broggs.
Notevole anche un 12" con Tena Stelin (uno dei cantanti più prestigiosi della scena UK roots) intitolato "Lion Symbol", a cui ha fatto seguito un'album intero con lo stesso nome. Svariati gli album in catalogo, fra cui molti sono strictly dub, e tre showcase style (cantato + dub): ONE OF THESE DAYS con Naphtali, CAN'T TAKE THE PRESSURE con Hugh Izachaar, e LION SYMBOL con Tena Stelin.
Da pochi mesi su internet e' apparso un sito di Jah Warrior, curato da lui stesso, ed ho avuto l'opportunità di conoscere meglio Steve, la sua storia e la sua etichetta. Jah Warrior si e' rivelato una persona molto sincera e molto motivata nel suo lavoro con il reggae, una passione coltivata intensamente fin dagli anni '70 seguendo fedelmente Sound Systems come quello di Jah Shaka, suo principale ispiratore. Il suo sito e' un'ottima fonte d'informazione sulla roots music, sul dub, sui suoi segreti e sui suoi protagonisti. Infatti Steve, come Russ dei Disciples, è anche una persona che ama scrivere e parlare della sua musica, e lo fa molto bene. Questa intervista e' stata effettuata a marzo 1999


Mimmo - Fino a pochi mesi fa, cio' che conoscevo di Jah Warrior era solo la sua musica ed il suo marchio sui dischi. Ora conosco il tuo vero nome e la tua storia grazie al tuo sito web, e ti sto parlando tramite email. Ti sta piacendo l'esperienza di internet?
Steve - Si, molto. Non ci avevo mai pensato seriamente fino a l'anno scorso, quando un amico mi ha offerto una pagina sul suo sito.
Non sapevo cosa aspettarmi, perche' non avevo mai visto l'internet prima, e nei primi mesi il mio amico mi faxava le email che ricevevo ed io dovevo chiedergli di rispondere per me. Allora comiciai ad avere sempre piu' responso, e quando finalmente vidi il net per la prima volta nei cyber cafe' cominciai a realizzarne il potenziale.
Sono andato online personalmente ed ho sviluppato il mio sito alla fine dello scorso anno. Da allora sono passato dall'avere circa una email ogni due settimane come accadeva all'inizio, alle circa cinquanta email settimanali di adesso. Sono venuto in contatto con parecchie persone di tutto il mondo e sto usando internet per fare affari con distributori di vari paesi.
E' uno strumento essenziale per chiunque come me gestisce una piccola etichetta.

Mimmo - So che hai cominciato a seguire il reggae nei '70, e quindi hai vissuto il periodo in cui la musica e' passata al digitale. Cosa ne pensi di questo cambiamento oggi? Alla fine credi che il reggae digitale sia una cosa buona?
Steve - Quando il reggae digitale apparve per la prima volta alla meta' degli '80, a me non piaceva molto per due ragioni: innnazitutto perche' i primi brani digitali erano perlopiu' ragga o dancehall, e poi perche' la tecnologia del tempo era molto povera qualitativamente se paragonata a quella di oggi.
I suoni della drum machine erano molto poveri, ma quando la tecnologia si e' sviluppata ed anche nella scena roots si e' cominciato ad usarla, allora ho iniziato ad apprezzarla.
Tutto cio' ha anche permesso di fare musica a persone che potrebbero non essere dei musicisti brillanti, incluso me stesso. Io non penso di avere particolarmente talento, mi e' difficile considerarmi un musicista, ma so come usare la tecnologia disponibile oggi per fare della buona musica.
Ci sono un sacco di trucchi in studio che puoi usare per aiutarti nel creare un brano, ed il fatto che stai usando questi trucchi non significa che la musica che stai suonando e' inferiore a quella suonata da "musicisti veri".

Mimmo - La tua musica e' completamente digitale? C'e' qualche strumento acustico? Puoi descrivere il processo della creazione e realizzazione delle tue idee musicali?
Steve - Le prime produzioni Jah Warrior erano tutte digitali con l'eccezione della melodica, ma ora sto usando piu' strumenti reali. L'album di Tena Stelin ("Lion Symbol") ha tromba, trombone , chitarra, melodica, bonghi e percussioni.
Ho usato un sacco di campionamenti di batteria vera negli ultimi due anni, che danno un feel piu live, ma apprezzo molto anche il suono delle batterie computerizzate. Non usiamo una drum machine ordinaria in studio attualmente, usiamo una drum machine campionatore, che ti da una gamma di suoni percussivi molto piu' ampia.
Nel creare i brani, a volte ho un'idea di quello che sto andando a fare prima di cominciare. Creo le basi di alcuni brani nel mio piccolo studio di pre-produzione a casa, prima di portarle nello studio appropriato per completarle. Altre volte comincio senza un'idea fissata, e semplicemente comincio a improvvisare qualcosa finche' non suona bene.
A volte puoi impiegare un'eternita' su un pezzo eppure non riesce a suonare nel modo giusto, altre volte posso metterci un quarto d'ora ed avere un pezzo micidiale. Non sai mai quello che succedera' quando cominci a lavorare.

Mimmo- Ti esibisci dal vivo? Sei pronto per suonare live nel circuito reggae italiano?
Steve - Non faccio live shows, ma Jah Warror e' stato un sound system per 11 anni, ed io ho gestito il sound e selezionato la musica.
Ho venduto il Sound l'anno scorso perche' ne avevo abbastanza e sono troppo impegnato con l'etichetta ora, ma mi esibisco ancora occasionalmente per Sound systems di altra gente, di solito siamo io ed un Mc.
Ho fatto alcune date in Germania con Culture Freeman di recente. Mi piace l'Italia e sarei felice di suonarci con un Sound, purche' ci sia un promoter serio.
Molti promoters si aspettano che tu lavori per niente, oppure ti promettono soldi che non avrai mai, mi sono capitate troppe cose del genere negli anni, e non voglio che mi succedano mai piu'.

Mimmo- Cosa dobbiamo aspettarci da Jah Warrior nel prossimo futuro?
Steve - C'e' un singolo di Tony Roots su 7" pollici appena uscito chiamato "Ease Off". E' una versione one-drop "yard style" del ritmo "Swellheaded" di Studio One. Mi piace molto fare questo tipo di brani, cosi' come le dub version.
Sta uscendo anche un album di Tena Stelin chiamato "Lion Symbol" che segue il singolo dell'anno scorso che e' andato molto bene. Come tutti i miei album vocali, ha il dub di tutte le tracce.
E' in fase di realizzazione uno showcase album con materiale nuovo di artisti con cui ho lavorato finora, come Hughie Izachaar, Culture Freeman, Tena Stelin, Tony Roots etc, ed anche questo sara' vocals + dub.
Non realizzero' nessun dub album nel 1999 perche' la Lush Records (etichetta svedese n.d.r.) ha prodotto un nuovo CD di Jah Warrior intitolato "Dub Storm", fatto con materiale mai pubblicato prima.
Probabilmente quest'anno ci sara' anche un CD dub di Jah Warrior realizato dalla Zions Gate Records in America, percio' ritengo che ci siano gia' abbastanza dub albums per quest'anno.
Ma io sto gia lavorando su progetti per il 2000. Ho un'idea per un dub album con cover versions di vecchi dubplates degli anni '70, dubplates potenti che ascoltavo sui sound systems anni fa', che non furono mai pubblicati. Mi piacerebbe farli nel mio stile ed introdurli ad un'audience completamente nuova, perche' quello e' il tipo di dubs che mi hanno influenzato nel cominciare a fare musica.
Vorrei anche collaborare con Naphtali e rifare un brano che producemmo 10 anni fa' come Zulu Warriors intitolato "2000 style". Era un pezzo forte, ma ora posso farlo molto meglio ed e' perfetto in occasione del nuovo millennio.

Mimmo - Lo UK dub di oggi e' molto vicino ad altre forme musicali, come la rave music, drum and bass, trip hop... cosi', quando "dub meets club", dove finisce il roots e comincia il "club"?
Steve - Quando dici UK dub, deve essere chiaro di cosa stai parlando. Per quanto mi concerne, dub significa reggae, e nient'altro. Io conosco personalmente molta della gente coinvolta in questa scena e posso dirti che nessuno di loro considera quello che sta facendo come qualsiasi altra cosa al di fuori del reggae.
Ci sono altri sulla scena dance music che chiamano "dub" quello che fanno, ma loro sono quelli che hanno rubato il termine e lo hanno usato per guadagnare mentre i veri artisti dub devono lottare per farsi accettare.
Tu puoi usare tecniche dub o fare dub mix di qualsiasi tipo di musica, le Spice Girls, gli Oasis, anche Pavarotti, ma questo non li rendera' reggae, ed ai miei occhi non li rendera' nemmeno dub. Anche il termine drum and bass oggi ha un significato totalmente diverso, originariamente indicava uno spoglio dub mix di un brano stepper.
Io non ho niente contro la gente che fa quel tipo di musica, ma vorrei che non la chiamassero dub. Per me, mettere mettere batterie jungle o house su una traccia per renderla commercialmente accettabile e' molto facile.
La scena dance si considera underground, ma io non vedo niente di underground in un rave con 5000 persone che pagano 25 pounds ciascuno per ascoltare house music. Oppure certi clubs londinesi che hanno la propria rivista patinata in vendita nei negozi, insieme ad altre dozzine di riviste di dance music, mentre non c'e' nemmeno una rivista reggae in Inghilterra. Per me questa e' una grossa industria, big business. La reggae music e' nata dalla lotta contro l'oppressione, poverta', storia nera, memorie di schiavitu', etc.
Da un punto di vista musicale, molti dei brani roots sin dall'alba dell'era rasta sono suonate con accordi in minore, perche' questa e' la tonalita' che ha creato quel feeling. E poiche' la gente oggi usa suoni tecnologici per fare roots dub, e' ancora essenzialmente la stessa musica. Anche quando togli le liriche dai brani roots, la musica ti porta lo stesso messaggio. E' completamente diverso dal feeling della media dei brani allegri di house o rave music.
Le note musicali non dicono "balla, festeggia, divertiti e butta giu' una pasticca di E...", dicono "Ascolta questa storia di realta', sofferenza...". Molto del vero dub creato oggi ha lo stesso sentimento spirituale dei brani roots di 25 anni fa', percio' non puoi mai paragonarlo alla dance music. Se non e' reggae allora none' roots e non e' dub.

Mimmo - Nel passato alcuni dicevano che i bianchi non possono suonare reggae, ed oggi Sizzla canta di supremazia nera. La scena roots in UK invece mostra bianchi, neri e tutte le altre razze unite nelle dances e nel business. Cosa pensi del razzismo nel reggae? E' una cosa del passato o e' ancora reale?
Steve - Io sono contro il razzismo di ogni tipo, che si tratti di bianchi che odiano neri, neri che odiano bianchi, o chiunque che odia chiunque altro. Ci sono persone buone e cattive in tutte le razze.
Ma io penso che quando degli esterni entrano in altra cultura, ne devono essere coscienti, e devono rispettare i punti di vista di quella cultura anche quando non coincidono con i propri.
Nonostante la scena a Londra sia perlo piu' integrata, non e' lo stesso in altri parti del paese dove non ci sono cosi' tanti neri, e vivono ancora tempi duri. In Inghilterra succedono ancora fatti come quello di Stephen Lawrence, un teenager nero che venne ucciso da una gang bianca, e cosi' si crea ancora tensione, cattivi sentimenti e possibilita' di rappresaglie.
Io sono bianco, mia moglie e' nera ed i nostri bambini sono misti. Loro sono molto giovani e quando li porto in giro le signore anziane li accarezzano sulla testa dicendo che sono tanto dolci. Ma io so che che fra 10 o 15 anni le cose potrebbero essere molto diverse, loro potrebbero essere presi per strada dalla polizia o attaccati dai razzisti o non avere un lavoro. Per questo non potrei prendermi in giro dicendo che il razzismo appartiene al passato, nel reggae business o in ogni altro aspetto della vita.

Mimmo - In Italia stanno sorgendo molti reggae sound system. Per noi e' una cosa nuova, non c'e' molta esperienza e know-how in giro. Puoi dare alcuni consigli tecnici sul modo migliore di costruire un roots sound?
Steve - Un reggae sound system e' diverso da un service per i concerti.
E' composto di tre sezioni diverse di speaker: bassi, medi e alti. Tutte devono essere in casse separate e capaci di suonare ad un volume molto alto. Hai bisogno di molti bassi, preferibilmente coni da 18" e minimo 400 watts per speaker.
Oggigiorno molti usano "scoop bins" (casse a scivolo n.d.r.) e questi devono essere progettati per tirare fuori una linea di basso molto pesante. I medi e gli alti dovrebbero essere abbastanza da coprire i bassi ed essere abbastanza chiari da suonare senza distorcere ad un volume molto lato.
Quindi c'e' bisogno seriamente di massicci amplificatori di una potenza rispettabile, raffreddati da una ventola per sopportare un uso prolungato, con potenza sufficente per gli speaker che stai usando, e amplificatori separati per bassi, medi e alti.
Un pre-amp artigianale e' vitale: io ho visto gente usare crossovers, mixers, ecc, ma con queste cose non avrai mai il suono giusto. Un reggae pre-amp ha gli switches per far andare solo i bassi, ecc., controlli parametrici per le frequenze e per trovare particolari toni bassi, come un normale equalizzatore.
L'ideale sarebbe trovare qualche specialista nella costruzione di materiale per reggae sound system, che sa esattamente cosa fare. C'e' gente in Inghilterra che fa questo, come like Jah Tubbys, Barracuda e altri.
Un reggae sound system deve essere capace di presentare la musica in un modo che gli possa rendere pienamente giustizia. Un buon dub ha bisogno di essere suonato con il basso cosi' pesante che deve pressare la cassa toracica, e con un'amplificazione ordinaria non otterrai mai questo.
Una volta che hai ottenuto il Sound, devi essere pronto a spendere un sacco di soldi sulla musica, non solo dischi, ma dubplates, specials etc. Devi suonare i pezzi migliori prima che vengano pubblicati e preferibilmente prima di ogni altro sound system.
Se hai un grosso clash con un'altro sound potresti spendere una fortuna per musica fatta apposta per quell'unica dance. L'operator deve sapere esattamente come far funzionare il sound, il selector deve sapere quando suonare la musica giusta per mantenere la gente coinvolta e come regolare l'andamento della selezione.
Non puoi suonare tutti i tuoi pezzi migliori all'inizio della session. In piu' c'e' bisogno di un bravo mc per creare le giuste vibes. Se manca giusto uno di questi ingredienti, tutto il resto fallisce. Ci sono migliaia di sounds in Inghilterra ma solo una piccola minoranza e' abbastanza buona da andare dappertutto. E' un business molto duro e competitivo, e devi essere molto bravo e duro per sopravvivere.

Quali sono le tue aspirazioni per Jah Warrior e per lo UK dub in generale?
Steve - Per il futuro vorrei avere l'etichetta distribuita in piu' paesi possibile. Io non avrei tempo per farlo da me, ma sfortunatamente devo farlo perche' i miei principali distributori qui non possono o non vogliono farlo.
Mi piacerebbe anche lavorare con alcuni artisti giamaicani e creare un collegamento fra la scena roots in Jamaica e la scena inglese. C'e' stato un grande roots revival in Giamaica recentemente. Un sacco di giamaicani non accettano piu' gun lyrics & slackness, a differenza di quanto e' successo per molto tempo quando era raro che qualcuno gli si opponesse.
A giudicare da quello che dicono, molti Mc e cantanti sono diventati piu' conscious. Ci sono dei brani potenti fatti in Giamaica adesso, ed io amo il lavoro di produttori come Fatis. Penso che la Giamaica ha molto da offrire in UK e noi abbiamo molto da offrire loro.
Loro hanno i migliori cantanti e djs nel mondo, totalmente professionali, sono capaci di vocalizzare qualsiasi base in una sola registrazione senza trucchi ed e' brillante lavorarci. Alcuni artisti in Giamaica oggi stanno cantando liriche militanti su ritmi che non sempre riflettono quello di cui cantano, e per questo penso che i produttori in UK potrebbero aiutarli. Mi piacerebbe vedere artisti come Sizzla, Buju Banton, Luciano, Anthony B etc venire qui e lavorare con me, i Disciples, Bush Chemist, etc. Penso che potremmo dargli un suono totalmente diverso da quello a cui sono abituati, e sarebbe bello vederli portarlo in Giamaica e vedere cosa ne pensa la gente di li'.
Il problema e' che quando i giamaicani vengono a Londra fanno specials per i grossi sound, e registrano brano per i grandi - di solito non roots - produttori e mirano a prendere piu' soldi possibile nel tempo che sono qui. Io posso capirli, ma la gente nella scena roots non ha tutti quei soldi per pagarli, e cosi' non verranno mai da noi. Se fossero piu' ragionevoli con i loro compensi, allora potremmo mettere su qualcosa.
Un tempo il british reggae era considerato di serie B. Ma oggi siamo maturati e penso che noi siamo abbastanza bravi quanto i giamaicani.
Non solo per i produttori, ma anche per i sound systems. Cosi' come Jah Shaka, che e' sempre stato il number one roots sound nel mondo, oggi abbiamo sound massicci come Aba Shanti & Iration Steppas, che suonano solo UK roots e sono sound di classe mondiale.
Percio' quello che vorrei realmente e' che i giamaicani venissero a vedere quello che stiamo facendo qui per poterlo apprezzare. Perche ' originariamente arriva tutto dalla Giamaica. Ognuno sta portando avanti l'eredita' di Tubbys, Scientist, Lee Perry, Augustus Pablo, Yabby U e gli altri grandi produttori e dubmasters giamaicani. Quella musica non viene piu' fatta in Giamaica, e mi piacerebbe vedere chiudere un cerchio, con i giamaicani che riportano indietro quello che stiamo facendo qui oggi, e ricominciano a fare quel tipo di musica in Giamaica, ancora.


Vibesonline.net - 1999

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Steve Mosco, aka Jah Warrior, began his musical role on the Uk roots scene in the late eighties, as silecta with a sound system. The JAH WARRIOR label started in 1995 with several wicked singles and dub albums, and his style has grown in the last years, with most mature and powerful sound. Listen to the last singles "Ease Off" by Tony Roots and "Jah Golden Throne" with Peter Broggs, as the Tena Stelin album "Lion Symbol": all this are some of the best roots music releases in today UK scene. By the last year, on the internet appeared a Jah Warrior site, full of rich and interesting contents, so I had the opportunity to know the man behind Jah Warrior music. This interview was done in march 1998.


Mimmo - Until some months ago, the only thing I knew about JAH WARRIOR was his wicked music and his trademark on the records. Now I know your real name, your story through your web site, and I'm talking with you with email. Are you enjoying the internet experience?
Steve - Yes, very much. I never really thought about it until last year when a friend offered me a page on his site. I didn't know what to expect, in fact I'd never even seen the internet before, and for the first few months my friend used to fax the emails I received to me & I'd have to ask him to reply for me.
Then I started to get more responses & I saw the net for the first time in cyber cafes & began to realise the potential of it.
I went online personally and greatly expanded the site at the end of last year. Since then I've had a very good response and I've gone from getting about one email every two weeks when it first started to about fifty emails a week now.
I've come in contact with a lot of people all over the world and I'm using it to do business with distributors in various countries now. It's an essential tool for anyone like myself who's running a small label.

Mimmo - We know you started to follow reggae music in the seventies, so you lived through when the music changed to digital. What did you think of this change and now, at last, do you think digital reggae is good?
Steve - When digital reggae first happened in the mid 1980's I didn't really like it for 2 reasons - firstly the early digital tunes were mostly ragga or dancehall. Secondly the technology at the time was very poor compared to nowadays.
The sounds from a drum machine of that era are much weaker. But as the technology improved and people on the roots scene began to use it too I started to like it.
It's also allowed people who might not be brilliant musicians to make music, myself included. I don't think I'm particularly talented, in fact I'd hardly even call myself a musician, but I know how to use the technology available now to make quite good music. There are lots of studio tricks you can use to help you create a tune, and just because you're using those tricks it doesn't mean the music is inferior to that which is played by "real musicians".

Mimmo - Is your music all digital? Any acoustic instruments? Can you describe the process of creating and realizing your musical ideas?
Steve - The first Jah Warrior releases were all digital with the exception of melodica, but I'm starting to use more real instruments now. The forthcoming album with Tena Stelin has live Trumpet, Trombone, Guitar, Melodica, Bongos and Tambourine.
I've used a lot of real drum samples in the past couple of years which gives it more of a live feel, but I also like the sound of good computerised drums, and we don't use an ordinary drum machine in the studio anymore now, it's a sampling drum machine which gives you a much greater range of drum sounds.
As for creating tunes, sometimes I have a set idea of what I'm going to do before I start. I create the basics of some tunes on my little pre production studio at home before I take them to be finished at the proper studio. Other times I go in with no fixed idea of what I'm going to do & just start playing something until it sounds good. Sometimes you can spend ages on a track and it doesn't sound right. Other times I might spend 15 minutes and get a wicked track from it, you can never tell what's going to happen when you do this.

Mimmo - Do you do live sessions? How does it work? Are you ready to tour in the Italian reggae connection?
Steve - I don't do live stage shows, but Jah Warrior was a sound system for 11 years and I ran the sound and selected all the music. I sold the actual sound system last year because I've had enough of it and I'm too busy with the label now, but I still do the occasional show on other people's sounds, usually me and an mc.
I did a few dates in Germany with Culture Freeman recently.
I like Italy and I'd be happy to play on a sound system there, just so long as the promoter was serious about it. A lot of promoters expect you to work for nothing or they promise you money which you never get, I've had too much of that over the years and I won't do it anymore.

Mimmo - What should we expect from Jah Warrior in the near future?
Steve - There's a 7" single with Tony Roots coming very soon called "Ease Off". It's a yard-style one drop cut of the Studio One "Swellheaded" rhythm. I like doing those kinds of tunes as well as the dub. Then in April there's an LP with Tena Stelin called "Lion Symbol" after the single he did last year which went down really well. Like all my vocal LPs it's got dub cuts to all the tracks.
In autumn this year I'll be releasing a various artists showcase album, with new material by people I've worked with before like Hughie Izachaar, Culture Freeman, Tena Stelin, Tony Roots etc and this will also be vocal and dub. Plus there'll be other singles which aren't finalised yet.
I won't be releasing a dub album in 1999 because Lush Records in Sweden are releasing a new Jah Warrior CD called "Dub Storm" which is all previously unreleased material. Also there'll probably be a Jah Warrior dub CD being released by Zions Gate Records in America this year, so I think that'll be enough dub Cds for this year.
But I'm already working on things for the year 2000. I've got an idea for a dub album of cover versions of old 1970s dubplates - wicked dubs which I used to hear on sound systems years ago, which were never ever released. I'd like to do them in my style & introduce them to a whole new audience, as they're the kind of dubs which influenced me to start making music.
I also want to link up with Naph-Tali and re do a tune we did ten years ago under the name Zulu Warriors called "2000 style", which was a wicked tune, but I could do it much better now & it'd be just right for the millenium.

Mimmo - You and most of the UK dub today, it's a scene that is close to other musical forms, like rave stuff, drum and bass, trip hop... So, when dub meets club, where does roots finish and turn into club?
Steve - When you say UK dub, you have to be clear what you're talking about. As far as I'm concerned, dub means reggae, not anything else. I know personally most of the people involved in this scene and I can tell you none of them regard what they're doing as anything other than reggae.
There are others on the dance music scene who call what they're doing "dub", but they're the people who've hijacked the term and used it to cash in while the real dub artists are struggling for acceptance.
You could use dub techniques to do a dub mix of any kind of music - The Spice Girls, Oasis, even Pavarotti, but that wouldn't make it reggae and in my eyes it wouldn't even make it dub. The term drum and bass today has a totally different meaning too, originally it meant a bare dub mix of a steppers tune.
I've nothing against people doing that kind of music but I wish they wouldn't call it dub. To me, putting jungle or housey drums on a track to make it commercially acceptable is the easy way out. The dance scene calls itself underground, but I don't see what's underground about some massive rave with 5000 people paying 25 pounds each to listen to house music in a leisure centre. Or certain clubs in London which have their own glossy magazine on sale in shops, along with the dozens of other dance music magazines, when there isn't even one reggae magazine in England. To me that's a major industry, big business.
Reggae music was born from the struggle against oppression, poverty, black history, memories of slavery, etc. From a musical angle, most of the roots tunes since the dawn of the rasta era are played in minor chords, because those are the chords which create that feel. And just because people here use modern techno sounds to make roots dub now, it's still essentially the same music. Even when you take away the lyrics of roots tunes, the music is giving out the same message - it's totally different to the musical feel of your average happy house or rave music. The musical notes don't say "Get up and dance & party & enjoy yourself & shove a tab of E down your throat, etc..." They say "Listen to this tale of reality, sufferation etc".
Most of the real dub being created here now has the same spiritual feel to it as the roots tunes from 25 years ago, so you could never compare that to dance music. If it isn't reggae then it isn't roots and it isn't dub.

Mimmo- In the past some people say white people can't play reggae. Today Sizzla chants about black supremacy. The UK roots scene shows white and black and all races united in the dances and in the business. What do you think about racism in reggae? Is it a thing of the past or is it still real?
Steve - I'm against racism of any sort, whether it's whites hating blacks, blacks hating whites or anyone hating anyone else. There are good and bad people in all races.
But I think that when outsiders enter another culture they have to be conscious of that and respect the views of the other culture and their rights to hold those views, even if they don't agree with those views. And although the scene in London is fairly integrated, it's not the same in certain other parts of the country where there aren't so many black people and they still have a hard time. Things still happen in England like the case of Stephen Lawrence, a black teenager who was murdered by a white gang, and then it's going to create tension and bad feelings and possibly reprisals.
I'm white but my wife is black & our children are mixed. They're very young and when I take them out old ladies pat them on the head and say aren't they sweet. But I know that in 10 or 15 years time things will be different, that they could be picked up on the street by the police or attacked by racists or not get a job they could be perfectly capable of doing. So I could never fool myself that racism is a thing of the past, whether in the reggae business or any other part of life.

Mimmo - In Italy today many reggae sounds are rising. But it's a new thing for us, there isn't much experience and know-how around. Can you give them some technical advice about the best way to build a roots sound?
Steve - A reggae sound system is different from a "PA." It's composed of three different sections speaker wise - bass, mid and treble. All of them should be in separate boxes and should be capable of playing at very high volume. You need a lot of bass, preferably 18" speakers and a minimum of 400 watts per speaker, nowadays most people use scoop bins and they should be designed to throw out a very heavy bassline. The mid and treble should be enough to cover the bass and be clear enough to play without distorting at very high volume.
Then you need seriously heavy duty power amps, fan cooled to take long periods of use, with more than enough power for the speakers you're running, and separate amps for bass, mid & treble. A custom built pre amp is vital - I've seen people using crossovers, mixers, limiters etc, you'll never get the right sound with this. A reggae pre amp has cut out switches to run pure bass etc, parametric controls to boost frequencies and find certain deep bass tones as well as using an ordinary EQ.
You need to find someone who specialises in building reggae sound system equipment and knows exactly what they're doing. There are people in England like Jah Tubbys, Barracuda & others who do this.
A reggae sound system has to be able to present music in a way which can do it full justice. A good dub needs to be run with the bass so heavy it almost crushes your ribcage, and you'll never get that with ordinary PA equipment.
Once you've got the sound right you have to be prepared to spend a lot of money on music - not just records, but dubplates, specials etc. You have to be playing the best tunes before they're released and preferably before any other sound system. If you're in a big clash with another sound you can spend a fortune on music just for that one dance. The operator has to know exactly how to run the sound, the selector has to know just when to play the right music to get the crowd going & how to pace the selections. You can't play all your best tunes early on in the session. Plus you need a wicked mc to create the right vibes. If just one of these ingredients isn't there then the whole thing falls apart.
There are thousands of sounds in England but only a tiny minority are good enough to get anywhere. It's a very hard & competitive business and you have to be very good and very tough to survive.

What are your aims for Jah Warrior and for UK dub in general?
Steve - For the future I would like to get the label distributed in as many countries as possible. I shouldn't have to be spending time doing this myself, but unfortunately I have to because my main distributors here either can't or won't do it.
I'd also like to work with some Jamaican artists and see a link up between the roots scene in Jamaica and the scene here. There's been a big roots revival in Jamaica recently. A lot of Jamaicans don't accept the gun lyrics & slackness anymore now, which wasn't the case for a long time when hardly anyone spoke out against it. A lot of the singers and mcs have become more conscious about what they say.
There are some wicked tunes being made in Jamaica now, and I love the work of certain producers such as Fatis. I think that Jamaica has a lot to offer the UK and we have a lot to offer them. They've got the best singers and mcs in the world - they're totally professional, they voice everything in one take with no mistakes and they're brilliant to work with.
Some of the artists in Jamaica now are chatting militant lyrics on riddim tracks which don't always reflect what they're chatting about, and that's where I think the UK producers could help them. I would love to see artists like Sizzla, Buju Banton, Luciano, Anthony B etc coming here and working with me, the Disciples, the Bush Chemists, etc.
I think we could give them a totally different sound to what they're used to and I'd love to see them take it back to Jamaica to see what people there thought about it.
The problem is that when Jamaicans come to London they voice specials for the major sounds & do tracks for the big, usually non-roots, producers & they aim to make as much money as possible while they're here. I can understand why they do that, but the people on the roots scene don't have that kind of money to pay them, so they never come to us. If they were more reasonable with their fees then we could get something going.
At one time British reggae was considered second rate. But now we've matured and I think we're just as good as the Jamaicans. It's not just the producers here but sound systems too. As well as Jah Shaka who's always been the number one roots sound in the world we've now got wicked sound systems like Aba Shanti & Iration Steppas who play virtually nothing but UK roots and are world-class sounds. So what I'd really like is for Jamaicans to come and see what we're doing here and appreciate it. Because it all came from Jamaica originally.
Everyone here is carrying on the legacy of King Tubbys, Scientist, Lee Perry, Augustus Pablo, Yabby U and the other great Jamaican producers and dub engineers. That music isn't being made in Jamaica anymore, and I'd like to see it go full circle, for Jamaicans to take what we're doing back with them and start to make that type of music in Jamaica again.


Vibesonline.net - 2000

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