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IRATION STEPPAS!!!


Provenienti da Leeds, gli Iration Steppas sono uno dei sounds systems piu' importanti della scena UK Dub inglese: ispirati dall'attivita' di personaggi come Jah Shaka i membri di questa crew hanno lavorato veramente duro curando l'incredibile suono del suo impianto, impegnandosi nell'organizzazione di session dopo session ed iniziando la creazione di suoni prodotti 'in proprio' con cui infiammare le proprie serate ma anche con lo specifico intento di essere diffusi attraverso la stampa e la pubblicazione di singoli e CDs. Iration Steppas stanno per tornare in Italia il prossimo 11 dicembre per incontrare in un sound clash gli ottimi Vibronics in quella che si preannuncia una serata imperdibile. Ten Inch Promotion e LDM Sound ci offrono l'opportunita' di pubblicare questa lunga intervista esclusiva con i membri di questa importante crew registrata durante una loro apparizione romana nello scorso luglio. Ulteriori dettagli sulla storia di Iration Steppas al loro sito ufficiale www.irationsteppas.co.uk


D: Da quanto tempo siete sulla scena?
R: (MARK)”Dalla fine degli anni '80, in un altro sound system, "I-tal Rockers", successivamente in altri sound ancora. Iration nasce nel 1993, ed in tutto sono 11 anni quindi. Prima di Iration abbiamo avuto esperienze con differenti sound system.”

D: Come vi siete incontrati?
R: (DENNIS) “Ho incontrato Mark nella House Of Roots, un classico, l'ho visto parlare con Keety Roots di alcune tracce, ed era una delle mie tracce, io dissi "Si, l'ho fatta io quella canzone". Da li abbiamo cominciato a parlare e da quel momento siamo entrati in contatto. Più o meno era il 1993.”

D: Qual è il vostro stile reggae preferito e i vostri maggiori riferimenti musicali?
R: (MARK)”Beh, indubbiamente il dub. E' quello che facciamo, che suoniamo come dj’s; ci sono ancora molti stili, dai 70's al dub moderno. Amiamo da sempre il dub, ci piace la musica con un messaggio, ci sono molti artisti che fanno vari generi, dal reggae roots più cadenzato agli stili più veloci, al rocksteady, tutte le forme di sperimentazione nella musica che ci piace.
Noi suoniamo dub perchè è quello che sentiamo, punto.”

D: Come valutate la scena dub attuale, e in particolare quella nostrana?
R: (MARK)”Io non parlerei di scena italiana, ma piuttosto in generale di una scena europea che sta crescendo. Francia, Olanda, ovunque. La gente in Europa si occupa maggiormente di dub, ci sono sempre più persone che si stanno rapidamente facendo strada in quest'ambiente. Direi che c'è un grande miglioramento sotto il punto di vista della produzione, ci si avvicina sempre di più a quello che è lo stile UK. La scena dub ovviamente è più grande in Inghilterra, dove se sei bravo riesci a suonare, è facile farsi "bookare", ma se non sei un sound "di serie A", le cose sono molto più difficili. Magari se lo chiedi ad un altro ti dirà che non è così, ma noi ti parliamo così perchè lavoriamo molto, quindi possiamo dire "per noi è OK". Naturalmente per molta gente questo rappresenta un aspetto negativo. Dipende a chi lo chiedi, a noi sembra che il dub sia in gran forma.”

D: Come vi è sembrato che sia stato accolto il vostro ultimo disco "Dubz from the higher regionz"?
R: (DENNIS)”Abbiamo ricevuto un sacco di feedback dalla gente in quanto si trattava di un disco molto atteso, dopo la "pausa" in cui ci siamo dedicati maggiormente al progetto "Kitachi". Abbiamo suonato molto, siamo stati in tour, è uscito molto materiale Kitachi. Adesso abbiamo congelato per un pò il progetto, per concentrarci su ‘Dubz from the higher regionz’, che ci ha riportato ad avere visibilità sulla scena.”

D: Come producete le vostre tracce? Avete un procedimento più o meno standard, oppure ogni canzone nasce in modo differente? Vi avvalete di qualche strumento
o attrezzatura particolare? Svelateci qualche trucco...

R: (MARK)”Non ci sono trucchi, il trucco è avere una buona idea. Sta tutto lì, davvero, è una questione di vibrazioni; tu puoi avere un equipaggiamento modesto, una tastiera, un modulo, un computer, o una drum machine, e qualcun'altro con un grande studio non riesce a raggiungere il tuo livello. Non dipende dall'attrezzatura che hai. Puoi ottenere lo stesso suono con una attrezzatura piccola o grande. Certo che però se hai dei mezzi limitatie non sai cosa stai cercando di tirarne fuori, la storia è differente. Con una certa esperienza però, puoi costruire ugualmente una struttura ritmica, una linea melodica, e tutto il resto, e portare il materiale in un secondo momento in uno studio più adatto alla finalizzazione. Il dub è tutta una questione di vibrazioni, ci sono anche dei trucchi, per esempio durante
la fase di mixdown, ma fondamentalmente è una questione di vibes..Jazzbo tu che ne pensi?”
(JAZZBO)”Quando saliamo sul palco non pensiamo a cosa stiamo facendo, a come lo stiamo facendo, lo facciamo e basta, diamo del nostro meglio per intrattenere la gente, alcune volte lo faccio cantando e altre parlando, suoniamo per la gente e quello che facciamo ci viene spontaneo…”

D: A quali progetti state lavorando attualmente?
R: (MARK)”Stiamo lavorando a molti progetti, ad esempio il nuovo disco di Tena Stelin, avremo progetti nuovi a Settembre-Ottobre...(gli altri ridacchiano)..."Cosa avete da ridere?", scherza. Scherzi a parte, abbiamo molti progetti in cantiere, speriamo nel prossimo futuro...Da un lato non vogliamo fare uscire una serie
di materiale pianificato a tavolino, dall'altra però non vogliamo che capiti di nuovo che passino sei o sette anni prima di far uscire qualcosa, come è già successo...ci piacerebbe riuscire a tenere una media di un'uscita ogni anno, ogni anno e mezzo.”

D: Avete dei suggerimenti da dare a chi volesse cominciare a produrre musica dub?
R: (DENNIS) ”Qualche suggerimento, eh?...Fammi pensare un attimo...come cominciare....questo è valso sicuramente per molti che hanno cominciato a fare dub qui in UK...seguire il proprio sogno, la propria ispirazione. E' importante riuscire a procurarsi
il minimo indispensabile per riuscire a lavorare, per creare qualcosa di omogeneo, riuscire a buttare giù giù le tue idee, e a registrare qualcosa...una volta arrivato a quel punto tutto diventa automatico...cominci a registrare altre cose, fai sentire quello che hai fatto a qualcuno, e se gli piace gli puoi registrare qualche special mix, per dare un pò di visibilità al tuo lavoro, se magari trovi qualcuno che suona spesso e che ti promuove...pensa
ad una specie di valanga...una palla di neve, che si ingrandisce strada facendo.”

D: Cosa preferite, fare dub in studio o sullo stage?
R: (MARK)”Entrambi, chiaro. Quando sei sul palco stai suonando per la gente, e d'altra parte se hai un tuo studio, sul palco finisci per suonare quello che hai creato lì. il pezzo che creo in studio riflette la "vibe" che io e Dennis sentiamo in quel momento..tutto comincia quando riusciamo a catturare questa "vibe" che sentiamo dentro...per cercare un riscontro, di solito facciamo sentire il materiale appena registrato sul nostro soundsystem...il pezzo viene sempre suonato prima sul sound, per vedere quello che ti dice la gente...solo dopo, semmai, passa a far parte del nostro progetto di live set...quando suoni sul palco, virtualmente, senti due vibes differenti: quella di quando hai creato il pezzo in studio, e quella che ti ha fatto sentire la gente quando l'hai suonato per la prima volta sul sound. Ogni volta che suoni live lo stesso pezzo, esce fuori qualcosa di diverso, Jazzbo cambia spesso il modo di cantare..Alla fine in un live set è fondamentale l'interazione
col pubblico, mentre in fase di produzione si tratta di un lavoro prettamente individuale, di interagire con te stesso. Non c'è nessuno a dirti 'premi quel bottone, adesso fai questo' e così via...in studio devi essere tu a sentire la vibe da esprimere quando crei la musica.”

D: Che ne è di Kitachi?
R: (MARK) “In questo momento è a riposo...c'è stato molto da fare nel periodo successivo all'uscita di 'Original Dub D.A.T.', il nostro primo LP...Kitachi ha suonato molto in giro, e da lì in poi ha fatto uscire sette singoli e due album...per questo Iration si è fatto attendere un po', a quel tempo eravamo impegnati col progetto Kitachi. All'inizio i due progetti non erano ben distinti, ma adesso abbiamo deciso di separare le due cose. Al momento funziona meglio così, perchè sembra che il pubblico sia più interessato e curioso rispetto a Iration. Ma allo stesso tempo tutti quelli che ci hanno conosciuto qualche tempo fa si ricordano del nome Kitachi e fanno riferimento a quello, anche se in questo momento il progetto è fermo. Sul sito web ci trovi tutta la storia, e tutte le informazioni su quello che stiamo facendo adesso. Ma Kitachi c'è ancora, se ne sentirà parlare di nuovo, credo nel giro di un paio d'anni.”

D: Fino a qualche anno fa ascoltavo molto ragga e bashment. In seguito, ho scoperto la forza trascinante del dub, me ne sono innamorato e da allora ho prevalentemente ascoltato roots music. Il ragga al giorno d'oggi è pieno di messaggi che parlano di violenza sugli omosessuali, maschilismo, soldi a palate eccetera, insomma è un genere che pur partendo da una radice comune al roots,si sta evolvendo in una direzione comunicativa molto differente, oltre che prettamente musicale. Voi pensate che questo tipo di musica sia utile, per avvicinare un largo pubblico al reggae, pubblicoche piano piano poi può entrare a contatto con i messaggi "veri" del reggae originale, oppure pensate che sia in ogni caso negativo per la scena chesi associno artisti come Elephant Man, Spragga Benz a questa musica?
R:”E' una domanda complessa. Spragga Benz è Bounty Killer fanno quello che si sentono di fare, esprimono quello che hanno dentro, e la musica deve essere fatta con libertà d'espressione. Ovviamente, qualunque artista tu sia, hai comunque una responsabilità, ed è la tua coscienza a decidere, devi renderti conto di quello che stai dicendo alle persone, e dell’influenza che questo avrà su di esse. Bisogna esseri sicuri che la propria scelta sia giusta, perchè le parole sbagliate possono portare la gente sulla strada sbagliata. Ma allo stesso tempo, la reggae music attira ancora molte persone, anche attraverso il ragga, specialmente negli Stati Uniti, dove il reggae si è fuso con l'hip hop, e ora il ragga lì va molto di più, sicuramente molto più del roots. Il reggae oggi racchiude molti mondi, è abbastanza grande, e allafine si tratta sempre di coinvolgere le persone, farle avvicinare a questa musica, anche se a volte le liriche possono essere non completamente condivisibili. Molti hanno cominciato ad ascoltare il ragga e successivamente il roots, ma molti hanno fatto un percorso inverso, capisci...dipende. Questo è tutto quello che posso dire.”
(MARK) “Il dub ancora non è una musica che ti capita di sentire per radioo che trovi in qualsiasi negozio di dischi. L'hip hop è molto più popolare,idem per il ragga e la jungle. Nel dub non è così. Se ami il dub devi dedicare tutto te stesso alla ricerca dei dischi, alla ricerca delle sessions live, cose che non si trovano facilmente ovunque; il ragga invece è un qualcosa con cui vieni bombardato continuamente ed è quasi naturale seguire la massa.
Per questo quando ti avvicini al dub, quando ascolti il dub, è perchè ami questa musica. Il dub è underground, e lo rimarrà, ma allo stesso tempo chi fa ragga, chi fa jungle e chi fa hip hop ha sempre attinto e continuerà ad attingere alla sua eredità…”

A cura di Ten Inch Promotion e LDM Sound System.



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