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Indi

A cura di: Mimmo Superbass


Continua il lavoro di VIBES sull'esplorazione del ruolo del "reggae-silecta", anello fondamentale di congiunzione fra la musica ed i suoi fruitori, e figura chiave nel magico rito della reggae dancehall. Dopo l'intervista a Pecoz (Villa Ada Sound, Roma) pubblicata su Vibes cartaceo, e' il turno di INDI, il silecta di Bass Fi Mass Sound (Milano) considerato da tutti uno dei piu' abili Disk Jockey reggae italiani.
Come potete leggere nell'intervista, Indi ha sviluppato in maniera impeccabile l'attitudine tutta giamaicana del "juggling style", stimolato da una smisurata ammirazione per lo Stone Love Sound e per gli altri grandi sound giamaicani moderni.
Fra pezzi di storia del reggae a Milano e piccoli trucchi tecnici svelati, si snoda questa intervista italiana, piccolo contributo di autoanalisi a questa bella e giovane scena dei Sound System nostrani.


Un tuo sintetico profilo, come ti chiami, quanti anni hai, il tuo lavoro attuale con il reggae.
INDI, 23 anni. Attualmente sono il selector di Bass Fi Mass Sound e il produttore della nuova etichetta autoprodotta (nel vero senso della parola) "I-TAL international Records" che sto realizzando principalmente per produrre tutti i pezzi creati dalla SHE GANG (Xina Mun e Tanita, crew femminile molto originale sulla scena italiana) e poi per realizzare idee che da tempo ho nel cassetto. Penso che per le prime produzioni dovro' aspettare al periodo natalizio. Comunque la previsione e' di stampare un numero pari a 50 copie per canzone.

Raccontaci un po' di come hai cominciato a fare il reggae silecta, avevi gia' a che fare con i giradischi o hai deciso di farlo col reggae?
Ho avuto i miei primi piatti in regale per il mio compleanno a 15 anni: due Technics SL-DB 22 a trazione a cinghia con velocita' regolabile ma in realta' lavoravo su due "1200" in una "dance" fra amici in un Centro Sociale. Inizialmente suonavo 100% hip hop, era la musica che mi accompagnava dall'adolescenza. Mi piacevano molto i "Dope Bass" ed un casino gli "Scratch".
Una sera andai per la prima volta in Pergola, da tempo girava la voce che li' c'erano delle grosse dance. Spesso suonavano Gruff e Michele Skywalker. L'impianto era rigorosamente autocostruito e le sue peculiarita' erano quelle che facevano la differenza rispetto a tutti i posti che organizzavano serate in quel periodo a Milano. Michele l'aveva progettato come un moderno "Sound giamaicano"; bassi potenti e grande pulizia di suono: questo e' stato il mio primo impatto con il reggae.
Mi piacevano le rime, le metriche e l'idea di suonare dei 7 pollici. Da li' ho cominciato a mixare nelle serate hip hop, ragga-hip hop e reggae.
Anche il Papero e Corrado a quei tempi suonavano il rub-a-dub preso da Pato in Giamaica nell'87. Da li a poco Cristina (che aveva introdotto per la prima volta il reggae formato 7 pollici giamaicano in Pergola) mi ha sentito suonare ad una serata, e da li' la proposta di suonare prima e dopo un concerto reggae in Pergola. Il resto e' la mia storia di reggae-selector.

Ci sono dei modelli a cui fai riferimento, che ti hanno ispirato, e che continuano a farlo?
Ho realizzato la prima volta cos'era un vero e proprio "Sound System" quando quando a gennaio del '94 Wossa porto' dalla Giamaica una cassetta di Stone Love vs Metro Media e Bass Odissey vs Killamanjaro (nastro storico dove Leny di Bass Odissey "ammazza" Ricky Trooper con una serie di dub-plate stampati apposta per la serata). Da allora Stone Love non ha mai smesso di ispirarmi. Penso che non esista crew migliore sulla faccia della terra.

Hai individuato delle caratteristiche peculiari della tua dimensione milanese, rispetto al modo di lavorare con la musica nei bashment giamaicani e inglesi?
A Milano continuiamo a fare un buon lavoro. Qui in Pergola per esempio possiamo pensare di fare ogni tipo di serata reggae, dalle situazioni piu' "roots" a quelle piu' "hardcore". Questo grazie al fatto che chi ha organizzato le serate fino ad oggi l'ha fatto pensando ad una situazione reggae il piu' globale possibile.

Esiste una struttura tipica che dai alle tue selezioni? In che misura sono preparate ed in che misura sono condizionate dalla gente sul momento?
Fino a qualche tempo fa ero solito prepararmi prima le parti di selezione, poi durante le serate ne decidevo l'ordine e la durata. Tutto questo mi facilitava nel lavoro di mixaggio sia nel tempo che nella velocita'. Ovvero: se hai una selezione di trenta dischi gia' pronta puoi permetterti di suonare un ritornello a pezzo, e avere la garanzia che la relazione tra uno e l'altro sia perfetta. Tra l'altro l'avevo visto fare da Skyj Juice a Londra una volta.
Oggi invece passo cosi' tanto tempo sui piatti che posso permettermi di improvvisare una selezione mentre sto suonando e riuscire allo stesso tempo a tenere il ritmo e la velocita' del "mix" ad un considerevole livello.
Ultimamente sto provando anche ad inserire dei "cut" e degli "scratch", ma per questo penso che per arrivare ad un buon livello ci voglia ancora tempo.
Per quanto riguarda il pubblico delle dance, penso che se fai un buon lavoro tra parlato e selezione e quindi se hai un buon MC che ti sostiene, puoi coinvolgere la gente in ogni singlo pezzo, sia esso lento-veloce-ballabile o meno.

Sei condizionato nella selezione dai contenuti dei testi, dalle emozioni delle melodie, o solo dall'accostabilita' dei ritmi?
Se ami il reggae ami tutti i suoi lati. Non ho alcun problema riguardo ai testi, ho una chiara visione sia della dimensione giamaicana che di quella italiana. Sono comunque attento quando si parla "batty" e cagate varie, ma vi assicuro che anche nel reggae roots esistono delle grandi contraddizioni. Suono tutto quello che mi piace, non mi pongo grossi limiti. Penso che se fai un buon lavoro a fine serata ti accorgi che la gente e' stata bene e torna a casa carica di energia positiva. Questo e' quello che solitamente noi facciamo!

Nel tuo sound (Bass Fi Mass) collabori con uno speaker, che livello di interazione c'e' fra voi due, fra l'MC ed il silecta nelle vostre sessions?
Bass Fi Mass e' Indi + Skywaker (e naturalmente tutti gli uomini e le donne di Pergola che stanno sostenendo questo progetto). Ovvero il selector e l'MC. Non esiste sound senza MC e non esiste sound senza selector. Io e Skywalker quando suoniamo siamo la stessa cosa. Nelle serate pensiamo con un unico cervello ed e' l'energia che si crea che ci dirige! In realta' per arrivare ad otenered ei risultati abbiamo dovuto lavorare molto insieme; cosa che non abbiamo mai smesso di fare.
Inizialmente entrambi avevamo un ruolo molteplice: il microfono come la consolle si alternavano ugualmente nelle nostre mani, poi con iltempo ognuno h apreso l'indirizzo che meglio ci addice. Tutto questo a un unico scopo: il raggiungimento di buoni risultati. Oggi non c'e' mix senz intro di Skywalker e non c'e' intro senza Indi.

Parliamo un po' di tecnica, per la quale sei molto apprezzato nella scena italiana. Quali soluzioni usi in genere per mixare brani dai ritmi diversi?
Ecco la mia ricetta. Suddividete un pezzo in tre parti fondamentali: l'intro, il ritornello ed infine il cantato. Dividete l'intro in otto parti uguali. DIvidete poi il ritornello in otto parti uguali (a volte sono quattro). DIvidete infine il cantato in otto parti uguali (a volte sono sedici).
Bene! Ora quando il ritornello del primo disco che state suonando si ripete, mandate contemporaneamente (a tempo) l'intro del secondo disco che andrete a suonare. Quando il ritornello del primo disco e' terminato e ci si accinge a ricominciare il cantato, mixatelo passando al secondo disco. Ecco fatto! Questo e' il segretto per un buon mix. Accuratevi sempre che i due dischi girino agli stessi BPM (servitevi del pitch +/-)

Perche' preferisci stare dietro i piatti piuttosto che stare a ballare insieme agli altri? Cos'e' che ti gratifica di piu' nel fare il silecta?
La differenza tra un musicista ed uno spettatore e' come la differenza tra mangiare al ristorante o cucinarsi da soli. Se vi cucinate da soli potete guardarvi in giro e decidere cosa mangiare, ma sopratutto sapete cosa state mettendo nel vostro cibo e siete sicuri che mangerete del cibo sano. E' vero anche che alle volte trovi qualcuno che cucina meglio di te.


Vibesonline.net - 1999

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