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Augustus "Gussie" Clarke

A cura di: Pier Tosi
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Nonostante il suo nome non sia noto come quello di altri produttori 'storici', Augustus 'Gussie' Clarke e' una delle persone piu' importanti dell'industria musicale jamaicana ed anche come produttore, anche se non ha prodotto un catalogo sterminato, ha nel suo curriculum dei momenti veramente esaltanti della storia del reggae. Gussie Clarke ha preferito restare nell'ombra nel corso degli anni, seguendo soprattutto gli aspetti imprenditoriali e tecnici del suo lavoro, anche se il suo straordinario 'orecchio' ne ha fatto uno dei piu' importanti personaggi della scena del reggae. (...)
- Clicca qui per continuare a leggere il profilo di Gussie Clarke, piu' una discografia selettiva-

L'intervista esclusiva che segue, è stata registrata da Pier Tosi a Kingston all'interno degli Anchor Studios nel gennaio del 2001..


D: Puoi raccontarmi brevemente la tua storia? Come sei entrato nell'ambiente musicale?
R: E' stato alla fine delle scuole medie: avevo comunque sempre amato la musica, avevo un piccolo sound system ed ero un collezionista di dischi...Incontrai Erro Dunkley e scambiai un amplificatore con un ritmo da utilizzare e ci registrai U Roy con 'The higher the mountain'. Io vivevo nella stessa area di dowtown Kingston dove abitava Big Youth, cosi' lo chiamai e registrai 'Screaming target'...

D: Cosi' 'Screaming target' fu proprio il tuo inizio?
R: Fu la mia seconda canzone dopo 'The higher the mountain' di U Roy...

D: Eri molto giovane?
R: Avevo appena finito la high school, avevo circa diciotto anni.

D: E scrivevi ed arrangiavi le canzoni o ti occupavi solo del lavoro di produzione?
R: No, mi occupavo solo della produzione...a quel tempo volevo creare il mio studio e volevo mettere insieme il mio equipaggiamento, e c'erano molti studi che gia' lavoravano ed io volevo ottenere un suono diverso e un impatto diverso, cosi' cercai il mio equipaggiamento di base mentre la tecnologia in questo campo faceva passi da gigante. Ottenuto l'equipaggiamento iniziai ad usarlo per ottenere il mio suono peculiare. La musica intanto migliorava grazie alla tecnologia e piu' tardi arrivo' anche il computer...cosi' io cercai di trovare un'enfasi differente. Io credo nelle canzoni, una canzone puo' fare un cantante, cosi' dobbiamo creare una diversa enfasi creando grandi canzoni che si identifichino completamente con i loro cantanti...

D: Cosi' hai lavorato in modo particolare per abbinare le giuste canzoni ai cantanti piu' adatti...
R: Si, lavoravo con grandi autori per avere ottime canzoni e cercavo sempre i contatti per avere buoni cantanti e combinare il tutto con la nuova tecnologia e avere grandi musicisti in studio...

D: Hai raggiunto grando risultati lavorando con i Mighty Diamonds...
R: Si, ho sempre avuto buoni rapporti con i Mighty Diamonds e ho avuto grande successo lavorando con loro...

D: Puoi dirmi per esempio come nacque 'Pass the kutchie'?
R: Avevo le basi ritmiche per un intero album con i Mighty Diamonds ed eravamo arrivati al punto in cui dovevamo decidere con quali canzoni loro avrebbero contribuito: loro si sedettero e scrissero di getto 'Pass the kutchie' perche' come autori sono veramente molto ispirati...

D: Cosi' il brano e' uscito di getto con quel ritmo Studio One e le loro nuove liriche...
R: Si, quel ritmo e le loro liriche ed il resto e' storia...

D: Puoi nominare i migliori artisti con cui tu hai lavorato?
R: Dennis Brown, Gregory Isaacs, Freddie McGregor, Cocoa Tea, Shabba Ranks e molti altri.

D: Costituendo i tuoi studi, hai sempre scelto personalmente gli equipaggiamenti o avevi qualche persona che lavorava con te di cui seguivi i consigli?
R: Sostanzialmente sapevo bene cio' che cercavo e cosa volevo ottenere e la mia parte era di capire tutti gli aspetti tecnici e di avere una buona combinazione nell'equipaggiamento che avevo in studio.

D: Tornando ai tuoi inizi, quali studi utilizzavi prima di poter costruire i tuoi studi?
R:Lavoravo parecchio a Channel One, usavo parecchio anche Dynamic Sound e facevo alcune cose a King Tubbys e qualcosina anche a Randys...

D: Hai iniziato con l'aiuto di qualche 'mentore', qualcuno che ti ha introdotto nell'ambiente?
R: No, non necessariamente...Avevo un approccio diverso per ottenere cio' che volevo, e non ho avuto nessun appoggio. Non seguivo le idee di nessuno in particolare ed avevo un approccio abbastanza diverso dagli altri.

D: Negli anni novanta hai raggiunto grandi risultati combinando la nuova tecnologia e la tua consolidata esperienza creando dei nuovi bellissimi ritmi con un nuovo stile...
R: Si, la mia idea non era quella di semplicemente rifare i vecchi ritmi con la nuova tecnologia. Stavo ancora cercando nuove idee e la tecnologia mi offriva molte possibilita' e cosi' ho deciso un approccio diverso. La nostra industria e' sempre in cerca di qualcosa di nuovo e di diverso.

D: Hai costituito gli studi Music Works, ma ora hai questi nuovissimi studi (gli Anchor Studios)...
R: Si, dopo Music Works ho creato questa nuova struttura con tre diversi studi di registrazione insieme: Anchor e' il piu' grande studio di registrazione in Jamaica.

D: Ora stai ancora lavorando alle tue produzioni?
R: No, al momento non sto lavorando in questo senso. Sto cercando di avere un ruolo piu' esecutivo mettendo vari produttori sotto contratto e supervisionando il loro lavoro producendo dischi in quel modo, perche' l'industria sta cercando qualcosa di nuovo, di diverso, credo che c'e' molto che noi possiamo fare cercando di dare il meglio utilizzando la nostra grande esperienza. Presto iniziero' a identificare i produttori e gli artisti che impieghero' in questo progetto. Voglio cercare di lavorare di piu' con nuovi artisti rispetto ad artisti gia' noti. E' bello lavorare con artisti famosi e non voglio smettere di lavorare con loro, ma la scena ha bisogno di nuova energia, cosi' sto cercando nuovi talenti, nuovi produttori e nuovi artisti. I produttori porteranno nuove idee ed avranno un ruolo esecutivo: noi siamo anche editori della musica che produciamo e quindi faremo in modo che il progetto lavorera' su nuove canzoni. In genere uno dei problemi che limita i produttori e' il costo delle produzioni. Per esempio c'e' gente che vuole mixare una canzone in sole tre ore e pretende che suoni come un brano di Shaggy che e' stato mixato in venti ore. Nel mio progetto se si richiedono venti ore per mixare un pezzo, saranno a disposizione venti ore, se occorrono disci ore per registrare la parte vocale, saranno disponibili dieci ore. Questo non limitera' l'aspetto produttivo e non compromettera' il potenziale delle registrazioni.

D: Ci saranno anche delle major labels coinvolte nel progetto per una distribuzione internazionale?
R: No, perche' una delle cose che penso e' che le grandi compagnie non siano veramente interessate alla musica jamaicana, perche' per esempio se esce un disco di nu buon artista, molto presto ne usciranno altri venti da venti produttori diversi. Perche' una major label dovrebbe spendere soldi su un artista in quelle condizioni? Il nuovo progetto avra' artisti sotto contratto e li produrra' e se le majors saranno eventualmente interessate saranno sicure di avere il necessario controllo professionale evitando che altri venti dischi di quell'artista li bombardino.

D: Ancora sulla grandi case discografiche: credi che stiano lavorando in modo appropriato con il reggae?
R: La mia domanda sarebbe un'altra: 'La gente che produce reggae, sta trattando adeguatamente il reggae?' Intendo dire che le grosse case vogliono lavorare a buoni artisti e progetti di successo e noi dobbiamo renderci conto di questo e dobbiamo dare prodotti migliori. Non credo che in Jamaica sta uscendo il meglio del potenziale musicale. Le compagnie discografiche sono interessate a guadagnare denaro, e se un progetto non serve a questo scopo, non ci crederanno. Il miglioramento principale deve arrivare dalla stessa musica reggae, dagli artisti, i produttori, dai musicisti, abbiamo bisogno di dischi migliori perche' abbiamo perso l'impatto che la nostra musica aveva nel mondo.

D: Non pensi che le majors insistano un po' troppo sull'hip hop/reggae o l'R&B/reggae e non prendano in considerazione personaggi come Morgan Heritage o Luciano che stanno facendo belle canzoni con messaggi positivi?
R: Si, ma anche Morgan Heritage e Luciano dovrebbero decidere se vogliono vendere musica o religione. Noi abbiamo bisogno di buona musica: se torni indietro a Bob Marley, lui era un Rastaman, ma era anche un artista straordinario, faceva musica e contemporaneamente vendeva religione, cosi' credo che anche questi artisti dovrebbero sforzarsi per dare di piu' e portare la nostra musica ad un altro livello.

D: Cosa pensi della nuova reggae music?
R: La dancehall music e' un fenomeno duraturo ma il suo problema e' la pochezza dei suoi testi. Non credo che le liriche migliori di oggi siano comparabili con cio' che potrebbe veramente essere fatto. Penso ci sia molto da lavorare in quella direzione.

D: pensi che la mancanza di qualita' delle liriche dipenda dagli artisti o sia un riflesso della societa' in cui vivono?
R: Penso che gli artisti facciano quello che hanno in mente e cioe' quello che fanno e' comunque il meglio che possano dare. Penso che ci sono tre elementi da considerare: cio' che succede nella dancehall, cioe' che succede ai concerti, cio' che succede nei dischi. Ci sono tre diversi livelli di successo e non credo ad ogni livello succeda la stessa cosa. Un artista puo' cantare qualche lirica e spaccare ad una dancehall ma questo probabilmente non e' sufficiente a giustificare che quelle stesse liriche produrranno un disco di successo. Penso occorra ancora molto lavoro per fare un disco di successo che venda e rifletta il meglio della creativita' musicale della Jamaica. Pensa che venti anni dopo, Bob Marley sta ancora vendendo piu' di tutti gli altri artisti reggae messi insieme, questo significa che c'era un livello che nessuno al momento puo' raggiungere e secondo me la differenza sta proprio nelle canzoni. Adesso la dancehall e' una questione di artisti e noi dobbiamo tornare assolutamente ad un mondo di grandi canzoni.

D: Cosa pensi del discorso molto in voga di fare tanti brani di tanti diversi artisti su uno stesso ritmo?
R: Non sono sicuro di questo. E' stata una novita' piacevole, un buon trucco che in passato ha avuto la sua attrattiva, ma credo che ora e' diventato troppo una consuetudine, non credo possa durare e anzi, questa consuetudine sta deteriorando la qualita' della musica perche', per esempio, tu vai da un artista e gli dici 'Ho questo ritmo e vorrei fare un tuo brano...', la prima sua domanda dovrebbe essere 'Che altri artisti ci sono su quel ritmo?', per vedere il respiro complessivo dell'idea. Noi lavoreremo in un altro modo per essere sicuri di avere un prodotto migliore.


Vibesonline.net - 2002

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While his name is not as known as other producers starting working with reggae music at about the same time, Augustus "Gussie" Clarke is one among the most important persons in the whole jamaican music industry, and, regardless of a not very big musical catalogue, he did produce some really thrilling peaks of reggae history. Gussie Clarke has always choosen to stay in the shadow, paying attention overall to the technical and business aspects of his job, even if his extraordinary "ear" made him one of the most important characters of reggae scene. ()
Click here to read the rest of the Gussie profile on Vibesonline.net.

The exclusive following interview, has been recorded by Pier Tosi in January 2001 at Anchor Studios in Kingston.


Q: Can you briefly tell me your story? How you got involved in music business?
A: Basically it was straight out of the high school, music it was something I always loved: I had a small sound system, I was a record collector...I met Errol Dunkley and I exchanged to him an amplifier for using a riddim and I voiced U Roy's 'The higher the mountain' and I lived downtown where Big Youth originally came from, and I voiced 'Screaming target'...

Q: So 'Screaming target' was your really beginning...
A: It was my second song: the first one was 'The higher the mountain' with U Roy...

Q: You were very young...
A: Yes, just came out of high school, probably about 18 years old.

Q: And you were into writing and arranging tunes or just into the production work?
A: No, just production...at that time we needed to create our own studio and we wanted to have our own equipment and there was so many studios around then, and we wanted to have a different sound and a different impact, so we did look at the basic equipment, what was coming out the cutting edge, so we basically went for those kind of equipment, to starting using it and have our own sound. The technology was moving fast and the music was a little bit more accurate, later the computer came on...so we tried to find a different emphasis, ...I believe in songs, a song make a singer so we have to create a different emphasis creating and identifying great songs and identifying what singer could do this songs...

Q: So you did work particularly in looking for the right songs and right singers...
A: Yes, we had great writers to have the great songs and we always did look for connections in order to have good singers and to put together this with new technology and to have very good musicians in studio...

Q: You did reach great results working with Mighty Diamonds...
A: We always had good relationship with the Diamonds and we had great success working with them...

Q: Can you tell me how, for example, 'Pass the koutchie' came out?
A: We had actually the riddim tracks for doing an album with them, and we were thinking about what songs they contribute: they actually sat down and wrote the song very straight because they are very good writers...

Q: So the tune went out straight with that Studio One riddm and their lyrics...
A: Yes, that riddim and their lyrics, and the rest is history...

Q: Can you mention some of the best artists you worked with?
A: Dennis Brown, Gregory Isaacs, Freddie McGregor, Cocoa Tea, Shabba Ranks and many others...

Q: Putting together our studios, did you choice personally the equipment or you had some technician working with you and getting some advices?
A: Basically I knew what I wanted and my part was to understand the whole technical aspects and to get a good combination with what the equipment we had. in the studio.

Q: Going back to the beginning, which studio did you use before setting up yours?
A: We did use Channel One a lot, we did use Dynamic Sound a lot, few little things at King Tubbys, Randys we did a few things...those studios...

Q: Did you start with the help of any mentor or a people who did enlight you?
A: Not necessarily...I have a different approach to what I do, and not necessasily had a mentor. I didn't want to follow somebody but to have a different approach...

Q: In the nineties you did reach great results combining the new technology with a consolidated musical attitude to do great new riddims...
A: I was not into refreshing old riddims with the new technology, I was basically looking for new ideas, and there was a great number of good ideas out there and one needed to package it differently. Our industry always needed for somehing new, something different.

Q: You did create Music Works and now you have this new studio facility (Anchor Studios)...
A: What we did is...we had Music Works studio and we create this new facility with three recording studios together: Anchor is the largest recording studio in this country.

Q: Now are you still working in your own productions?
A: No, at the moment we are not working on our own productions. We are trying to take a more executive role signing producers and oversee what they are doing and produce records, because I think the industry is needing something new, something different, I think there's a lot more that we can do tryin' to look how to develope the best of us with the experiences we had over the years ...We gonna start soon to identify the producers and the artists we want to work with. What we are looking is new artists rather than established artists. The established artists are fine: what we are doing is working for them, but I believe the industry is needing new blood and new energy, so we are looking for new talents, we are looking for new producers and new artists. The producers will bring new ideas taking an executive role: we are music pubblishers too, and we will supply the projects with new songs. One of the problems is the high cost of recording: for example somebody wants to go to the studio and mix a song and they want to do it in three hours and they want it to sound like a Shaggy's song that took twenty hours to mix. In our new project, if they need to have twenty hours to mix a song, they will have twenty hours, then ten hours to voice, they have ten hours to voice. This will not restrict any production aspect of the recording, will not compromise the potential quality of the recording.

Q: Will you work with this new project with major labels on worldwide basis too?
A: No, because one of the things I believe is that major companies are not truly interested in jamaican music, because for example if you put out a recording by artist, pretty soon you'll have twenty more records from tventy different producers coming. Why would any major label wants to spend any kind of money on that artist?? The new concept will be signing the artists, producing them and if majors want to be in them, they'll be sure there will be any professional control operating to avoid that twenty different records come out bombarding them.

Q: Again on major labels: do you think major labels are now treating reggae music properly ?
A: My question really is 'The people in reggae are they treating reggae properly?' This is the real problem: I mean, every record company wants to have a successful artist and a successful project, we must recognize and capitalize on this, we must make good and great products. I don't think we are making the best products. I mean record companies is all about making money, and if they're not making money they're not interested in a product in which they're not believe. The better improvement it has to come from the music, the artists, the producers, from the players, we need better records, we have lost the impact our music had in the world.

Q: Don't you think that major companies are insisting too much in hip-hop/reggae or r&b/reggae and they're not considering people like Morgan Heritage or Luciano, with good songs with a message?
A: Yes but also again Morgan Heritage and Luciano needs to recognize and understand if they want to selling music or to selling religion. We need to good music, if we go back to Bob Marley, Bob Marley was a rastaman, but Bob Marley was an artist, he made music and he was selling religion, and I think a lot of these artists need to recognize that there's much more they can do than they're doing to capitalize and carry themselves and this music to another level.

Q: What do you think about new reggae music?
A: Well, dancehall is a music is here to stay, but the problem is that lyrically is really poor : I don't think the best lyrics of today are comparable with what we can really can do, I think is a lot more that we can do in this direction.

Q: Do you think this lack of quality in the lyrics is a responsibility of the artists or a reflection of the society where they're living?
A: I think what the artists are doing is what they're thinking, so this is the best of them. I think there are basically three elements to understand: what happens in the dancehall, what happens on stage and what happens on records. These are three different levels of success and I don't think the same thing happens at the same level of success. An artist can sing some lyrics and smash up the dance a night but probably this is not sufficient to justify the making of a good-selling record. I think we have to go back to work to do a successful record that truly sells and it reflect the best of Jamaica...I mean twenty years later Bob Marley is selling more than anybody else put together, it simply means that there is a certain level that nobody at the moment can't get to, and the difference is basically in the songs, yunno? Right now the dancehall is all about the artists, so we need to go back to the songs...

Q: What do you think about the 'riddim' thing?: to have twenty or thirty artists out on record over the same riddim...
A: I'm not sure about that: It's a novelty, it has its place, but I think what is happening now it has become the way of the industry and I don't think it can last. I think all this is deteriorating the quality of the music, because for example you go to an artist and you say 'I have this riddim and I like it to do...' his first question should be 'who else is on that riddim?'. We will work in a different way to be sure to have a better product.

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