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Dubware

A cura di: Mimmo Superbass


Il reggae italiano fino ad oggi ha sviluppato una discreta scuola di gruppi musicali ed una sempre piu' vivace scena dancehall, ma lamenta una generale scarsezza di produttori musicali e dub masters. In questo panorama desolante, una piacevole eccezione e' stata nel 1999 l'uscita di "It don't mean a thing if it ain't got that skank!", un umile CD autoprodotto dalla durata breve e dal titolo lungo a firma DUBWARE.
Dietro questa sigla c'e' un giovane musicista napoletano, Valerio Riccelli, che supporta le sue autoproduzioni con la sua etichetta ARRAYED ROOTS e con il suo sito web.
La professionalita' e la sapienza musicale di Valerio sono notevoli, la sua familiarita' col reggae anche, e dal contenuto del suo primo lavoro lo si avverte.
Il CD e' stato accolto con molto interesse anche fuori dall'Italia, ed oggi, ad un anno di distanza, il suo secondo lavoro in dub "VISION OF BABYLON", (sempre su Arrayed Roots) rappresenta una conferma ed una ulteriore maturazione.


Profilo di Valerio Riccelli. Parlaci un po' di te, della tua storia, del percorso che ti ha portato a Dubware.
Val e' fondamentalmente un contrabbassista di musica classica; ho fondato, inoltre, una band di progressive rock, incidendo un disco. Sono autocostruttore di synth analogici ed elettroniche a valvole, come lavoro alternativo tratto strumenti a tastiera vintage (piani elettrici, synth, organi, drum machines). Dopo varie esperienze musicali nelle piu' disparate orchestre e bands, ho messo su un piccolo studio ed ho iniziato a lavorare ai miei pezzi, creando dei one-man band projects, di cui il piu' recente e' "DUBWARE".

Ora invece parlaci di Dubware e di Arrayed Roots Sound. Cosa c'e' esattamente dietro queste sigle?
Il nome Dubware e' l' unione di due parole: Dub, il genere musicale, e Hardware, i supporti con cui i DJs usavano fare i "Dub remixes" dei brani di reggae, solitamente sulle B-side dei sette pollici giamaicani. Arrayed Roots Sounds e' la mia etichetta che, per il momento, ha in catalogo solo i primi due lavori di Dubware, ma spero che piu' in la possa ingrossare ed ingrassare il catalogo.

Ci sono altre influenze nella tua musica oltre al reggae?
Le influenze sono molteplici, e comprendono tutto il mondo musicale che mi sta attorno, senza alcuna distinzione.

Il fatto di provenire da Napoli, con tutta la sua pesante tradizione e cltura musicale, influenza in qualche modo il tuo lavoro col reggae?
Ma certamente. Come ho detto prima, da contrabbasista classico stavo nell' orchestra del M Roberto De Simone, riesumando le "villanelle", forme musicali napoletane del '500 ... Piu' tradizione di cosi' ...

Puoi descrivere tecnicamente il processo di creazione e realizzazione di un tuo brano?
La realizzazione di un brano e' preceduta da una ricerca di suoni, che ritengo piu' adatti a descrivere e rappresentare l' idea di base, poi si passa alla strumentazione e all' arrangiamento, alla registrazione e al missaggio, che io considero ancora parte creativa. In ultimo la prova del nove: mando in play un comune nastro in un mangiacassette da quattro soldi; se suona bene anche li' OK, se no, si riparte da capo. A lavoro ultimato, invito sempre un mio amico rasta a ballare dei brani di reggae e dub, inserendo, a sua insaputa, anche i miei pezzi. Se li balliamo, allora il lavoro e' riuscito !

Nel tuo sito, nelle parole e immagini che usi, fai riferimento a simboli e linguaggi del rastafarianesimo? E' solo un riferimento simbolico alla cultura reggae, oppure e' una precisa scelta religiosa?
La definirei "attrazione" religiosa.

Come e' stato accolto il tuo primo mini-CD? Puoi farci un bilancio di questa esperienza?
Ottima accoglienza di pubblico e critica, anche per quanto riguarda le radio, bisogna ora puntare sulla promozione e sui canali di vendita, purtroppo, quando sei indipendente e sconosciuto, le porte non sono quasi mai aperte, ma come si dice, per ogni porta chiusa c'e' un portone che si sta aprendo...

Cos'e' cambiato in questo nuovo CD rispetto al primo al nuovo lavoro? Quali sono le principali differenze?
E' una naturale e logica evoluzione del progetto: naturale per quanto riguarda la fase creativa, 'logica' per quanto concerne il "concept", e poi, a mio parere, e' migliorata la produzione, con la ricerca di suoni piu' 'professionali' (vedi il Sig. Sly Dunbar dietro le pelli e piatti). Poi c'e' l' idea di portare in giro DUBWARE come Sound System, idee per un terzo lavoro, altre compilation in arrivo (tra cui la Dub Funk Association di Kelvin Richard per la Tanty UK)...Un' altra cosa: sara' possibile ascoltare alcuni brani scaricandoseli gratuitamente in formato MP3 CD quality sul sito di VITAMINIC a: http://stage.vitaminic.it/dubware/

Potete visitare il sito Arrayed Roots e ordinare i CD di Dubware, all'indirizzo http://www.geocities.com/arrayedroots/
email arrayedroots@tiscalinet.it


Vibesonline.net - 2000

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