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CASINO ROYALE: ROCKERS!



A cura di: Pier Tosi

Sicuramente tra le cose più originali uscite in Italia nel 2008 c'è il ritorno dei Casino Royale con una rivisitazione di vari brani classici del loro repertorio in chiave 'rockers style'. In questo periodo oltretutto la 'storica' band milanese sta portando in giro per l'Italia le reggae vibes racchiuse in 'Royale Rockers' e Vibes On Line vi consiglia di non perderveli (consultate sulla nostra agenda le loro date). Pier Tosi ha parlato di 'Royale rockers' con il cantante Aliosha in una breve 'intervista radiofonica andata in onda sul'emittente libera bolognese Radio Città Fujiko. Su Vibes On Line trovate anche la recensione di 'Royale rockers' ed a questo link tutte le informazioni sull'attività più che ventennale di Casino Royale.


D: Nel vostro ultimo ‘Royale rockers’ avete attuato una sorta di ritorno alle origini…

R: Beh si, anche se un ritorno alle origini con un po’ più di cognizione di causa. Siamo partiti nel 1987 come gruppo ska ispirato dalla musica della Two Tone, musica in levare ma con una certa grinta. In ‘Royale rockers’ ci siamo ispirati ai suoni del reggae anni settanta e quindi l’andamento è un po’ più rallentato. In effetti è un omaggio ed un ritorno alla terra dai cui suoni siamo partiti e che è sempre rimasta nel nostro DNA nonostante tutti i cambi di stile che abbiamo attraversato. Anche quando facevamo drum & bass le radici nella musica giamaicana erano abbastanza avvertibili.

D: L’idea di ‘Royale rockers’ è di proporre i vostri ‘classici’ della discografia in chiave ‘rockers style’: avete avuto incertezze nel decidere quali brani ricondurre allo stile reggae?

R: No, a dire il vero no perché la maggior parte dei nostri pezzi si riallacciano al ritmo in levare, anche quelli che nascono più sul versante soul come ‘Cose difficili’ si sono adattati molto bene e questo è naturale anche perché il soul ed il rhythm & blues ha sempre calzato a pennello sul reggae e questi generi sono stati presi dai giamaicani come riferimenti e reinterpretati. Oltre allo stile ci siamo riallacciati alla Giamaica anche come pratica di registrazione cercando di fare come avrebbero fatto loro e cioè facendo tutto in diretta senza perdere la spontaneità.

D: Qua e la si coglie qualche riferimento diretto a classici del passato come ‘Stop that train’ o qualche groove di Jackie Mittoo e questo rende il
riferimento ancora più esplicito oltre che essere molto piacevole per chi ascolta ed ama il reggae…

R: Guarda sono cose venute fuori in grande libertà ed in maniera giocosa e siamo soddisfatti che l’approccio totalmente ludico ha portato questi risultati, sia dal punto di vista dei concerti in cui la risposta è ottima ed anche come sta andando il disco. Siamo riusciti a fare questo vinile 10” che viene regalato nei negozi in queste settimane a chi compra il CD. Direi che a portare avanti questo progetto stiamo avendo molte soddisfazioni e ci stiamo molto divertendo. Rispetto ai pezzi che abbiamo scelto ti devo dire che un sacco di fans ci hanno scritto per dirci che avevamo lasciato fuori questo o quel brano. La nostra scaletta dal vivo comprende infatti più di dodici pezzi: c’e’ ‘Re senza trono’ e qualche altra traccia tratta da ‘Reale’. I nostri piani prevedono di fare un disco nuovo di inediti anche se non sappiamo ancora a quale stile approcciarci
e magari di tornare al reggae con un seguito a questo ‘Royale rockers’. Molti produttori sintonizzati sul dubstep per esempio ci hanno contattato per poter fare dei remixes da ‘Royale rockers’ e ci fa piacere che questo suono sporco stimoli personaggi che si muovono totalmente nel digitale. Fino almeno alla fine di gennaio continueremo a portare in giro i suoni reggae: il 16 gennaio suoneremo al Velvet di Rimini e divideremo la serata con il mitico David Rodigan e per noi è un onore.

D: Avete qualche piccolo cambiamento nella line up in questo tour, giusto?

R: Si, infatti Ferdi continua ad essere molto impegnato come batterista dei Bluebeaters ed al suo posto abbiamo Ale Soresini, ex-batterista di RN Tickets, partner musicale di Alborosie e batterista anche degli Smoke. Fortunatamente i problemi di
salute che ha avuto nel 2007 sembrano pienamente risolti e credo sia uno dei migliori batteristi reggae italiani. Ora è uscito anche il CD degli Smoke e lui è anche in giro logicamente con questa band per promuovere il disco. Quando Ale sarà impegnato con gli Smoke il suo degno sostituto sarà Nico dei Franziska, anche lui ottimo batterista. Una cosa interessante è la scoperta di questi ottimi musicisti con cui abbiamo uno scambio molto proficuo. Il nostro stile di reggae è legato agli anni settanta e non è che si senta tanto in giro e questa cosa ha i suoi pro ed i suoi contro. Per esempio abbiamo suonato a Bari di spalla a Shaggy ed il suo pubblico si aspettava ritmi forse più potenti..

D: Al Sunsplash invece direi che è andata molto bene…

R: Si, anche se forse il Sunsplash era la cornice ideale perché il pubblico del Sunsplash racchiude molti cultori degli anni settanta giamaicani. La nostra è un po’ un’operazione di recupero di un suono che spesso è attualizzato dall’utilizzo di molti campionamenti e spesso i più giovani non si rendono conto che vengono da quella tradizione.

(Un ringraziamento particolare a Radio Cittą Fujiko )

 


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