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BR STYLERS: L'alchimia del Dub

A cura di: Pier Tosi
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Vibes On Line ritorna ad occuparsi dell'underground reggae italiano scegliendo un gruppo che ha deciso di esprimersi attraverso la difficile scelta di suonare un dub teso e notturno, morbosamente legato agli accordi in minore, una musica 'blu', secondo la loro stessa definizione.
BR Stylers sono operativi gia' da qualche anno a Pordenone e si raccontano attraverso questa intervista raccolta al Rototom Sunsplash 2001 qualche giorno dopo la loro apprezzata esibizione. Noi li abbiamo conosciuti quasi per caso grazie ad un loro demoCD di quattro brani, il primo da loro inciso, in cui dal pulsare di un dub che riecheggia Dub Syndicate e Revolutionary Dub Warriors ma di cui si intuisce il riferimento al dub jamaicano degli anni settanta, emerge abbastanza decisamente il loro potenziale e la loro personalita'. Il primo brano di quel demo si apre con la voce di Prince Far I, il deejay dalla 'voce di tuono' ed e' significativamente intitolato 'Tribute to Prince Far I'.
Continuando l'ascolto, tra echi e riverberi, una batteria registrata molto vecchio stile e la bella voce di Michela colorata da effetti vari, emerge anche una interessantissima riedizione di 'Armagideon time' di Willie Williams, intitolata 'Ready for war'. Il percorso di BR Stylers e' proseguito poi quest'anno con la diffusione, ancora una volta in proprio del demoCD opportunamente intitolato 'Dub alchemy', con quattro nuovi brani, due dei quali proposti in due cuts differenti.
Potete leggere la recensione di 'Dub Alchemy' nella rubrica delle recensioni. Finalmente pare essere arrivato il momento dell'esordio discografico per il gruppo pordenonese perche' stanno per uscire sulla etichetta udinese Ezthettic Records i due primi singoli, intitolati 'Inna fusion' e 'Feel the rain': il primo brano sara' anche incluso, insieme a brani di Mad Professor e Zion Train, su 'Suitable#2: Dub adventures', una raccolta di dub futuribile compilata dai pistoiesi Dubital.
Per chiunque volesse contattare i BR Stylers il loro indirizzo email e' brstylers@reggaemail.com Per chi volesse ascoltare la loro musica, un brano da scaricare e' sufficente cliccare qui


D: Vorrei che tu mi dicessi i nomi di tutti i componenti del gruppo...
R: Noi siamo un combo di quattro persone: io Paolo (Paolo B.) al basso, Gianpaolo (GP) alla batteria, Luca (Ceo) alla tastiera e Michela alla voce . Abbiamo un quinto elemento, Stefano che lavora sul mixer come nostro dub master...Le nostre intenzioni sono di riproporre dal vivo il dub, che noi consideriamo una branchia del reggae ed una sorta di sintetizzazione del reggae stesso. Nel dub viene sottolineata la base ritmica, la struttura portante di basso e batteria e su quelle si creano le alchimie di echi ed effetti vari.

D: Qual'e' l'origine del vostro nome?
R: Il nostro nome, BR Stylers arriva da Blue Radics che e' una formazione precedente di cui facevamo parte noi quattro, insieme ad altre persone. Siccome questo nome ci identificava molto, per il fatto della radice e del blu, il colore del dub, radice in senso proprio di radicazione...

D: Perche' il blu e' il colore del dub?
R: Questa e' una cosa che abbiamo deciso noi a priori: il dub e' una forma musicale notturna per noi, in senso proprio mistico e mentale. Il nero non esiste ed esiste solo sotto forma di un blu molto denso che e' il colore della notte e del dub...non a caso il sound ha sempre sonorita' in minore molto piu' introspettive, e' una scelta coerente anche perche' nei posti dove viviamo abbiamo una influenza da vibrazioni molto 'blu', molto gravi come grave e' anche la forma degli accordi in minore, per il fatto che abitiamo in Friuli, territorio piovoso e abbastanza buio, abbiamo le montagne vicine, fa freddo...Io ho tantissimi dischi che rappresentano la Jamaica calda e solare, ma nella musica che vogliamo proporre vogliamo mettere le nostre vibrazioni.

D: Quindi questo 'blu' ha un'accezione positiva ed una negativa?
R: Potrebbe anche essere cosi'...noi in effetti cerchiamo di mettere nel nostro sound le sensazioni che viviamo, e nella fetta di Babylon in cui viviamo sono abbastanza negative. Qui in Friuli la qualita' della vita non e' altissima...nella nostra regione c'e' uno dei piu' alti tassi di suicidio rispetto alla media nazionale. La volonta' di portare avanti questo sound, ora come ora nasce come una necessita', non riusciremmo a suonare altro.

D: Il dub potrebbe sembrare una forma musicale non semplicissima per dei giovani musicisti esordienti come voi: quale percorso musicale vi ha portato al dub?
R: Diciamo che comunque per poter suonare il dub devi comunque conoscere il reggae. Dal momento in cui decidi di suonare questa musica devi intraprendere un cammino che e' anche quello del reggae, del roots reggae, il roots e' una disciplina mentale e musicale insostituibile, non potresti pensare di fare del dub senza la sua componente principale, il dub e' indivisibile dal roots, credo per esempio che in ogni concerto di roots jamaicano c'e' un momento, per quanto breve, in cui il band leader chiama 'dub it!', ed inizia il dub....

D: Il dub nasce storicamente dalla necessita di lavorare in economia e da tecnologie molto essenziali, anche se ultimamente fare dub significa spesso usare tecnologie sofisticate. Vi ritenete una band dall'alto contenuto tecnologico???
R: Per quanto possa sembrare noi in realta' abbiamo meno tecnologia di quanto si crede...Anche sui brani dell'ultimo demo il lavoro sui suoni non e' impegnativissimo, non abbiamo strumenti troppo tecnologici, usiamo una parte tecnologica Midi ma anche una parte analogica, per esempio usiamo dei filtri analogici che piu' che costosi sono introvabili e difficili da usare perche' implicano conoscenze di musicista piu' che da engineer o da deejay. E' chiaro che al giorno d'oggi con un buon budget puoi sbizzarrirti molto facendo del dub ma non e' necessario spendere moltissimo...Come tu hai detto, il dub delle origini si faceva con molto poco...a livello di effetti l'analogico funziona meglio del digitale...

D: Quali sono i vostri riferimenti stilistici?
R: Guarda, il nostro tributo lo vogliamo pagare tutto quanto in assoluto alla roots music.

D: Parlami della vostra impostazione per cio' che riguarda i concerti...
R: Adesso e' abbastanza semplice ed essenziale, noi suoniamo gli strumenti e il set viene completato dal lavoro al mixer, abbiamo pochi campioni e piu' che altro campioni sonori piu' che sequenze. Penso che andando avanti con la pratica penseremo anche a 'farcire' piu' il sound, ora stiamo suonando piu' in senso 'ballabile', piu' ritmico...

D: Per il momento il vostro materiale e' uscito solo 'sotterraneamente'sotto forma di demo: su cosa state lavorando ora e cosa sperate che accada in un futuro piu' o meno immediato?
R: Fino ad ora abbiamo lavorato da soli, abbiamo fatto il materiale nostro con un multitraccia digitale a otto tracce che ci siamo comprati. Ora abbiamo regolarizzato le cose dal punto di vista dei diritti d'autore e a breve faremo un primo singolo prodotto da alcuni ragazzi di Udine che lavorano a un progetto di una nuova etichetta piu' orientata pero' sull'elettronica. L'idea e' di fare un brano con due versioni reggae, una 'one drop' ed una piu' 'steppers' e di aggiungere anche un remix un po' piu' ardito...

D: Come possiamo concludere questa chiacchierata?
R: Mah...noi siamo abbastanza ottimisti perche' abbiamo visto che per esempio anche in questo Sunsplash c'e' stato molto entusiasmo rivolto alla roots music e non solo verso la dancehall. E' una cosa che mi ha fatto piacere perche' io credo veramente in una estetica oggettiva del roots, del dub, di suoni un po' piu' 'pesanti'.


Vibesonline.net - 2001

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BR Stylers

Vibes On Line comes again to deal with italian underground reggae, and selects a band which decided to express itself by a hard work, the performance of a "nighty", tight dub, characterized by minor chords, a "blue" music, according to their own statement.
It's already a few years that BR Stylers are on the musical scene in Pordenone, and they reveal themselves in this interview, taken at Rototom Sunsplash 2001 a couple of days after their performance. We got in touch with them by true hazard, a four-tracks demo CD, their first work, in which they propose their strong personality and their possibilities by a music that echoes Dub Syndicate and Revolutionary Dub Warriors with,
in the same time, a shining reference to Seventies' jamaican dub. Demo's first track is called Tribute to Prince Far I and begins with this "thunder voice" deejay's voice. With echoes, reverbs and recorded drums very old style, Michela's beautiful voice, enriched by various effects, offers a really interesting edition of Armagideon time by Willie Williams, called "Ready for war". BR Stylers activity continued, this year, with another Demo CD, this one a self production as well, called "Dub alchemy", with four new track two of them being different cuts of the same song.
BR Stylers' first official work is going to come out by an Udine's label, Ezthettic Records, which will produce two singles called "Inna fusion" and "Feel the rain"; the first of them will be included, as well as tracks by Mad Professor and Zion Train, in a selection of future dub compiled by Pistoia's band Dubital, called "Suitable#2: dub adventures".


Q: I would like to know each group's member name...
A: We're a 4 members team, Paolo at the bass, Gianpaolo at the drums, Luca at the keyboards and Michela is our voice. There is also Stefano, at the mixing board as our dub master. Our idea is to perform a live dub, which we consider a branch of reggae characterized by a sort of "synthetization" of the reggae itself. Dub has a strong rhythm base, and our spirit is to realize the alchemy of echoes and effects upon the drum and bass structure.

Q: Where your name comes from? Which is its origin?
A: BR Stylers comes from Blue Radics, the name under which we performed before. We feel a lot this name, 'cause of the "radics" which inspires a sense of roots and "Blue", the colour of dub...

Q: Why blue is the colour of dub?
A: This is really a decision of ours: we think that dub is a "night" music, in a mystic point of view. Black doesn't exist, it's just a very dark blue, very dense, that is the colour of the night and of dub... It's not an hazard that our sound has a "minor" sonority, it's coherent with our geographical position, Friuli, northern Italy, sourrounded by mountains, rainy weather, cold and dark... I've got a lot of records from Jamaica, warm and sunlighted, but in our music we want our vibes.

Q: So you think that "blue" has one positive meaning and a negative one as well, don't you?
A: Yes, maybe... we try to characterize our sound with our real feelings, and in the babylon area where we live they are rather negative. Here in Friuli life quality is not really high... the suicide ratio is one of the highest in the whole country. By now we feel this sound as a need, we couldn't play something else.

Q: Dub could seem an unappropriate choice for young esordient musicians like you are: which musical path did lead you to dub?
A: Well, it's sure that to play dub music you need to know reggae music. When you decide to play dub music you start a path that is the same of reggae, of roots reggae; roots can't be replaced by anything else, it's a guide for the mind, and it's impossible to realize dub without roots, it's its main component, indeed in each jamaican roots concert there is a moment in which the band leader calls "dub it!" and the dub begins...

Q: historically speaking, at the origin of dub there is the need to produce in a cheap way and with a low level of technology; actual dub is rather the result of the use of highly sophisticated technology. Do you consider yourself as a high technology contents band?
A: Although it could seem so, we don't use very much technology... Even in our last demo, the work on the tracks is not really engaging, the technologial part is limited to a MIDI interface, but the most is analogic. We use analogic filters that are more rare than expensive, and besides they're hard to manage, because they require "musical" skills rather than sound engineer or deejay skills. Obviously, if you have a consistent budget you can spread a lot, in the dub world, but you don't need to spend so much to reach good quality. As you told before, origins' dub was done with very few resources, and indeed analogic effects are much more appreciated than digital ones.

Q: Which are your style references?
A: Roots music gets our tribute. Definitively.

Q: What about your settings when you play live?
A: By now it's all quite simple and essential, we play instruments and the rest is mixer work; not a lot of samplings, and most of them are sound samples rather than sequences. I suppose that keeping goin' we'll improve our sound, by now we think to something people can dance, can feel the rhythm...

Q: All of your production until now is in the form of demo: what are you working on and what are you awaiting from next future?
A: We have always worked on our own, we realized our material with a digital eight-tracks we bought. Now we arranged everything about copyrights and in a few time we'll come out with our first single, produced by a crew from Udine who works on a project of a new label dedicated to electronic music. The idea is to make a piece with many versions, a "one drop" one, a "steppers" one and maybe a cool remix

Q: What do you think could be a good conclusion for this interview?
A: Well, we think positive because we observed, even in this Sunsplash, a great enthusiasm for roots music, not only for dancehall. This makes me happy, because I believe in a specific characteristic of roots and so of dub and all "heavier" sound coming from it.


Vibesonline.net - 2001

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