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BERES HAMMOND

A cura di: Pier Tosi
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Beres Hammond e’ un artista immenso, di sicuro tra i nostri preferiti: il suo stile arriva dal passato del reggae e dalla necessita’ di riempire la vita di musica che ti prenda il cuore e ti faccia dimenticare per un po’ le preoccupazioni ed i drammi che lo scorrere del tempo portano nel tuo viaggio. Questa necessita’ e’ condivisa con il suo pubblico che ama Beres per l’enorme amore che sa infondere nella sua musica ed in quella degli artisti da lui prodotti sulla sua Harmony House label. nella nostra intervista si racconta con molta sincerita’ e la prima cosa che e’ evidenziata dalle sue parole e’ la pazienza con cui ha perseguito il suo grande successo, arrivato quando aveva gia’ la maturita’ necessaria per non esserne troppo condizionato. L’abbiamo incontrato prima di un suo concerto del suo recente tour italiano alla fine dell’estate. Il suo spettacolo, accompagnato dalla sua Harmony House e preceduto dai sets delle sue coriste, le Harmony House Singers e del giovane Ginja e’ veramente notevole: la band fornisce un accompagnamento sonoro assolutamente all’altezza e la cosa che colpisce di piu’ e’ la dedizione e la enorme carica di interprete con cui Beres da vita ad una favolosa sequenza di super-classici del suo repertorio. Vorresti veramente che non finisse mai ma Beres fa di tutto per non farti pesare la separazione chiudendo con una versione acapella della magnifica ‘Come down father’. La pubblicazione di questa intervista coincide con l’uscita del suo attesissimo nuovo CD ‘Love has no boundaries’ che trovate recensito cliccando questo link. Non aggiungiamo altri particolari biografici che potrrebbero far perdere il gusto della lettura dell’intervista: per chi volesse saperne di piu’ vi rimandiamo al suo sito ufficiale ed ad un profilo biografico per chi ha qualche difficolta’ con l’inglese.


D: In che modo ti sei avvicinato alla musica quando eri un ragazzo?

R: Per noi giamaicani e’ normale andare in chiesa, tutti vanno in chiesa e la musica ha una parte importante nelle funzioni religiose, cosi’ quando tu sei in chiesa devi cantare, che tu sia in grado di farlo o no, cosi’ direi che questa e’ la maniera in cui ho iniziato. In seguito quando ero a scuola cantare divenne una specie di ossessione per tutti i ragazzi: mi ricordo il periodo dai dieci ai quindici anni e tutti i ragazzi che erano intorno a me potevano cantare e noi siamo cresciuti in questo modo…

D: Quindi non era il desiderio di essere una star ma era solo la vita normale…

R: Si! Era solo parte della nostra vita di tutti i giorni, tutti i miei amici cantavano o dicevano di poterlo fare. Quando avevo undici anni registrai la mia prima canzone…

D: A Kingston?

R: Si, a Kingston: abitavo circa a quattordici chilometri dalla citta’ cosi’ era facile per me andare in giornata a Kingston e tornare a casa. Ti voglio dire che la registrai mentre andavo a scuola e tenendolo nascosto ai miei genitori, non seppi nulla riguardo all’uscita di quella canzone…

D: Avevi paura di dirlo ai tuoi genitori?

R: Si. I miei genitori? Mio padre non ha mai voluto che facessi il musicista perche’ a quei tempi con la musica non riuscivi a vivere ed ogni genitore invece vuole le migliori opportunita’ per suo figlio o sua figlia. Ovviamente ora ha cambiato idea. Ora capisco perche’ non ha mai voluto che lo facessi. A quei tempi non lo capivo perche’ lui amava molto la musica ma non disse mai che era un modo rispettabile di guadagnarsi da vivere ma fu mia madre quella che mi spinse a perseverare ed io la ringrazio per questo ogni singolo giorno. Nel 1973 feci un audizione per uno show di cantanti dilettanti, il ‘Merritone amateur talent’: da quella notte tutto fu come una magia…

D: Quale canzone cantasti in quella occasione?

R: Era una canzone americana, una canzone di Jerry Butler intitolata ‘Need to belong’ ed un’altra canzone intitolata ‘Perfidia’…Sentii di aver conquistato il cuore di spettatori che lavoravano nell’ambiente musicale e questo fu molto incoraggiante ma capii subito anche che non sarebbe stato tutto facile. Dopo circa un anno capii che mio padre aveva ragione: non c’era assolutamente un ritorno economico ma la passione bruciante per cio’ che facevo mi fece andare avanti, cosi’ dovetti andarmene da casa per un po’. Per un po’ non ebbi il coraggio di incontrare mio padre…Durante questo periodo cantai per vari gruppi poi mi unii ai Zap Pow. Divenni il cantante dei Zap Pow nel 1975 ed iniziammo a fare parecchia strada. Firmammo un contratto con la Island Records ma non credo che la Island si occupasse di noi nel migliore dei modi…Capii che ancora una volta le cose non andavano come avrei voluto ed incontrai un produttore e musicista, Willie Lindo. Facemmo un album per la Aquarius Records ed era qualcosa di diverso da cio’ che avevo fatto fino a quel momento, si intitolava ‘Soul Reggae’…comunque ando’ benissimo in Giamaica ed in meno di due mesi il mio nome inizio’ a circolare nell’ambiente e quando facemmo uscire come singolo la ballata ‘One step ahead’ ando’ dritto nei Top Ten e rimase al primo posto per tre mesi e mezzo su vari networks e questo contribui’ a consolidare la fama di Beres Hammond! Io visto il successo continuai a registrare ballate, ebbi qualche altro successo, quattro o cinque numeri uno in un periodo abbastanza breve, ma ancora non riuscivo a pagare le bollette…

D: Cosi’ ancora non potevi andare a trovare tuo padre…

R: (risate) No, pero’ devo ammettere che da quando i giornali parlavano spesso di me era piuttosto orgoglioso. Andavo a trovare la mia famiglia ed erano contenti di me pero’ facevo in modo di andarmene prima che qualcuno mi chiedesse se guadagnavo bene…(risate). Era un lavoro duro e decisi di tornare al rockers reggae, cioe’ quello che facevo con Zap Pow, ma magari ora un po’ piu’ orientato alla dancehall, cosi’ fondai la mia etichetta e feci uscire un singolo intitolato ‘Groovy little thing’: quel brano divenne abbastanza popolare e non molto dopo Willie Lindo fece uscire un altro singolo intitolato ‘What one dance can do’ e poi ‘She loves me now’ in successione e cosi’ le cose iniziarono ad andare meglio…

D: ‘What one dance can do’ e ‘She loves me now’ erano tunes digitali e se guardi a quel periodo sembra che la musica digitale era piu’ adatta ai deejays che ai cantanti ma tu sei stato uno dei pochi cantanti ad andare fortissimo nella dancehall con tunes digitali…

R: Si, per me funziono’ e devo dire che mi ritengo molto fortunato. C’erano tanti altri cantanti di talento e molti di loro non ebbero le opportunita’ che ho avuto io cosi’ io ringrazio ogni giorno Dio per questo…comunque dopo questi successi mi presi una pausa perche’ stavano succedendo cose tremende in Giamaica e stavano accadendo anche nella mia vita, questo fu circa dal 1987 al 1990. Poi ricominciai, incontrai Donovan Germain della Penthouse e decidemmo di fare un singolo, una sola traccia. Io ero a New York per un periodo cosi’ tornai in Giamaica e cercai di prenotare un po’ di tempo in studio ma tutti gli studi erano prenotati, cosi’ mi rivolsi a Donovan Germain che aveva uno studio e anche se era prenotato riuscii ad avere un piccolo spazio: io ascoltai la base ritmica ed usammo un piccolo intervallo tra gli artisti che stavano usando gli studi. Ci volle meno di un’ora a fare ‘Tempted to touch’. Io mi dimenticai rapidamente il nome di quella canzone e perfino di averla mai fatta! Dopo circa due mesi i soundboys cominciarono a venire da me a chiedermi di registrare dei dubs di quella canzone intitolata ‘Tempted to touch’ ed io non mi ricordavo di averla mai fatta! Risposi ‘Non ho mai fatto questa canzone’ e loro ‘Si!, hai questo pezzo che sta dominando le charts a New York!’ Poco dopo qualcuno mi chiamo’ dall’Inghilterra chiedendomi ancora di registrare un dub di ‘Tempted to touch’. In Giamaica non potevi sentirla perche’ non era mai uscita. Penthouse aveva l’abitudine di fare uscire i dischi prima all’estero cosi’ non ero mai riuscito a sentire com’era alla fine la canzone. Donovan venne a trovarmi e mi disse ‘un uccello non puo’ volare con un’ala sola cosi’ dobbiamo registrare un’altra tune per fare conto pari’. Io gli dissi ‘Portami una copia cosi’ posso sentire come e’ venuta l’altra canzone’, lui me la diede ed io dissi ‘Wow, e’ bellissima!’ Nelle due settimane successive usci’ in Giamaica e si sentiva ovunque: tutti volevano lo special di quella canzone. Era veramente bellissimo cosi’ decisi di sfruttare quest’altra occasione…Feci un album intitolato ‘A love affair’ e questo consolido’ il rapporto con Germain. Feci qualche traccia per Fatis Burrell e Strartrail, personaggi che erano per me vecchi amici, ero circondato da vecchi amici che producevano musica e mi chiedevano di registrare canzoni per loro ed io lo facevo senza chiedere compensi altissimi e senza pianificare i miei successi. Fortunatamente per me comunque tutte queste canzoni andarono benissimo nelle classifiche. Negli anni novanta ebbi talmente tanti numeri uno che non mi ricordo nemmeno quanti, poi nel 2000 sono riuscito a costruire il mio studio personale, l’Harmony House studio costruito a casa mia…Dio mi ha benedetto ancora, ho fatto canzoni come ‘They gonna talk’, ‘Rock away’, un album che ha avuto la nomination per il Grammy Award e questo per me e’ stato bellissimo…

D: Sono sicuro che vincerai il Grammy con il tuo prossimo CD…

R: Forse. Il mio scopo comunque e’ di fare un’altra canzone che faccia stare bene la gente, cosi’ ultimamente in realta’ la reazione della gente alla mia musica e’ il mio Grammy. Se mi danno il Grammy ok, sara’ bello ma onestamente non e’ lo scopo primario di quello che faccio…

D: In Giamaica tu sei uno dei cantanti piu’ amati dalla gente, un cantante di cui essere orgogliosi…

R: Si, in Giamaica la gente mi manifesta il suo amore, mi amano e me lo dimostrano in ogni occasione…

D: In ‘Rock away’ tu canti dei vecchi tempi, delle vecchie canzoni che ti riempivano il cuore..

R: Quando arrivarono gli anni novanta ed inizio’ l’era digitale…Io non sono un grosso fan dei suoni digitali, il digitale puo’ essere usato ma non amo il modo in cui viene abitualmente usato, il fatto che sia necessario a chi non ha alcuna inclinazione musicale per fare i ritmi: questa cosa e’ assolutamente spaventosa…Nel giro di un po’ di tempo letteralmente chiunque si e’ trasformato in produttore, tutti erano produttori, cosi’ inizio’ un periodo di…non posso nemmeno definirla musica, un periodo di diverse vibrazioni in cui gli artisti si offendono e litigano tra loro, ci sono problemi ovunque e sono necessari rinforzi di polizia agli shows, la musica si e’ mossa verso un diverso stile, un’altra direzione e cultura…Dal mio punto di vista in Giamaica ci sono tantissimi talenti ma l’enfasi e’ troppo posta sul negativo, le stazioni radio suonano musica negativa…

D: Ma questo secondo te da cosa dipende?

R: Non so…qualcuno dice che la musica tende a riflettere la societa’. Potrebbero avere ragione ma io non sono completamente d’accordo perche’ credo ci sia piu’ gente meravigliosa in giro che gente cattiva, ma il mio problema e’…i media giocano un ruolo molto serio nella societa’ e se i media mettono enfasi nelle vibrazioni negative questo e’ quello che puo’ succedere cosi’ poi ti rendi conto che i migliori talenti cominciano a spostarsi sulle vibrazioni negative, questo e’ il motivo principale per cui ho scritto ‘Rock away’ perche’ spesso mi trovo a ricordare come ho iniziato a fare questo lavoro e come era la scena, come era tutto bellissimo e come la musica giocava un ruolo importante in tutto cio’ e la gente rispettava il prossimo ed ogni canzone aveva un’identita’ precisa, non dovevi necessariamente capire le parole, ti bastava sentire la musica e capire che canzone era e non la potevi confondere con nient’altro…ed ogni canzone era ottima…

D: Parliamo ancora del potere della musica perche’ tu hai intitolato un CD intero ‘Music is life’ (la musica e’ vita) e una delle mie canzoni preferite di Beres Hammond e’ ‘Hold on’ in cui tu canti a proposito di resistere e tirare avanti contro le difficolta’ della vita…Cosa puo’ fare la musica per salvare la gente e dare loro le buone vibrazioni per tirare avanti nella vita?

R: Non e’ solo la musica…anche tu che sei parte dei media hai un ruolo importante da giocare, tu proponi la musica e le notizie e se i media propongono musica positiva alla gente, si, la situazione migliorera’, dobbiamo fare quello che definirei uno ‘sforzo globale’...capire che dobbiamo dare speranza e giustizia alla gente.

D: Dobbiamo prenderci le nostre responsabilita’…

R: Si, e chiedere a tutti di essere piu’ responsabili perche’ tanta gente contribuisce a diffondere vibrazioni negative, cosi’ noi dobbiamo iniziare una nuova era…Nella mia zona io cerco di farmi sentire in questo senso ogni volta che posso e questa e’ una delle cose che mi rende orgoglioso…Credo di non avere mai fatto una canzone di cui non potevo ritenermi orgoglioso, mai registrato qualcosa di cui non considerarmi orgoglioso.

D: Infatti tu sei molto concentrato nei tuoi sforzi creativi, non saturi affatto il mercato come altri artisti e non vediamo Beres su ogni ritmo che esce in Giamaica…

R: No, non e’ la mia cosa preferita ma nella cultura giamaicana c’e’ la dancehall e in questo ambiente e’ normale che i produttori fanno tanti ritmi e ci registrano sopra tantissimi cantanti….questo e’ un mio problema…nella dancehall i deejays suonano questi ritmi e mandano una decina di brani di fila sullo stesso ritmo e tutti gli artisti vogliono essere parte di questa moda della dancehall e se vuoi essere in questa cosa devi cantare su questi ritmi insieme a un sacco di altri cantanti…La cosa buona sul mio rapporto con la dancehall e’ che in tutti questi anni di lavoro ho conquistato un grande rispetto dalla scena dancehall e sono apprezzato anche se non canto su tutti questi nuovi ritmi…stanno solo aspettando il prossimo singolo di Beres Hammond e li ringrazio per questo…

D: Di solito non canti per un largo numero di produttori…

R: No, io lavoro con lo stesso gruppo di persone, la stessa crew ristretta perche’ non ho molto tempo visto che ho molto lavoro da fare con Harmony House, specialmente curando i giovani nuovi talento in arrivo…

D: E’ vero che hai messo piu’ di una buona parola nel recente riavvicinamento di Duckie Simpson e Michael Rose nei Black Uhuru?

R: Si, ho detto loro che sarebbe stato bello che si fossero riuniti, visto che sono persone meravigliose, fanno musica meravigliosa ma per questioni loro non si parlavano da venticinque anni: puoi essere arrabbiato per un po’ per un qualsiasi motivo ma cosi’ mi pare troppo…Michael e’ mio amico e Duckie e’ mio amico e dovevo incontrarli separatamente, se c’era Duckie non ci poteva essere Michael e viceversa. Venivano a casa mia sempre in occasioni diverse. Ho parlato a tutti e due spiegando che era tempo che tornassero insieme, loro si sono lamentati un po’ all’inizio ma alla fine sono tornati insieme. Non credo di essere stato il primo responsabile del loro riavvicinamento ma ho comunque fatto il possibile perche’ accadesse…

D: Ci parlavi dei nuovi talenti con cui lavori…

R: Mmm, sono cosi’ numerosi ma se tu segui attentamente le uscite li scoprirai. Ora ho Ginja in tour con me e lui e’ un vocalist molto promettente e sto comunque aspettando il rilascio di Jah Cure…lui e’ uno dei miei artisti preferiti in assoluto.

D: In passato hai registrato musica bellissima con lui…

R: Si! Lavoravamo insieme in studio con regolarita’ ma lui fu arrestato proprio quando era sul punto di esplodere come artista e questo fu un danno anche per la Harmony House. E’ ancora in carcere ma stiamo facendo molti sforzi per farlo uscire…

D: Quando sara’ fuori?

R: Se scontera’ l’intera pena bisognera’ aspettare altri due anni e mezzo ed e’ un periodo lunghissimo…come dicevo noi ci occupiamo di lui ogni settimana con il dipartimento di sicurezza ed il ministro e abbiamo avvocati che seguono il suo caso da vicino, vanno in carcere e si accertano della sua buona condotta..spero sia fuori se non prima di Natale almeno poco tempo dopo.

D: Raccontaci qualcosa sul nuovo album…

R: E’ una continuazione coerente del mio lavoro…se ascolti i miei CDs considera che il prossimo non sara’ tanto diverso, ci saranno storie nuove ma io posso cantare solo di cose che mi circondano, l’amore mi circonda ma anche l’odio mi circonda, cosi’ queste cose sono nel mio lavoro e il mondo intero e’ afflitto ora da gravi problemi e quindi mi occupo anche di questo ma in un modo molto sottile e personale…posso garantirti che sara’ un ottimo album.

D: Hai gia’ un titolo ? (al momento dell’intervista ancora non si sapeva ma il nuovo CD si intitolera’ ‘Love has no boundaries’ NDA)

R: No, di solito cerco di fare in modo di non occuparmi di queste cose…lascio le decisioni di questo tipo alla VP o ai miei collaboratori della famiglia Harmony House…

D: Cosi’ loro decideranno il titolo per te…

R: Si, perfino la lista delle canzoni. Io cerchero’ di non essere in circolazione quando lo faranno perche’ quello che di solito accade e’ che diamo a VP mettiamo trenta canzoni nuove, e loro devono metterne circa sedici o al massimo diciotto nel CD: io comunque preferisco che ne abbiano di piu’ e che le sentano. Tutte le canzoni che scrivo mi interessano allo stesso modo cosi’ lascio la scelta a loro perche’ se dovessi farlo io le vorrei tutte e trenta nel CD e non e’ possibile. Per me e’ troppo difficile scegliere: le mie canzoni sono i miei ‘bambini’ e non puoi decidere quali sono i tuoi bambini preferiti. Meglio lasciare quindi questa parte di lavoro ad altri!

(si ringraziano per l'aiuto Beppe 'High Grade' e Kaliweed Sound)

Recensione 'Love Has No Boundaries'

Profilo Biografico Beres Hammond

Discografia Beres Hammond:

- Soul Reggae (Water Lily, 1977)
- Just A Man (Joe Gibbs, 1981)
- Coming At You (WKS, 1983)
- Let's Make a Song (1982)

- Beres Hammond (Charm, 1986)
- Live & Learn Present B.H. (Live & Learn 1987)
- Have A Nice Weekend (VP, 1988)
- Putting Up Resistance (Tuff Gong/VP, 1989)
- Just A Vibe (Startrail, 1990)

- A Love Affair (Penthouse, 1992)
- Full Attention (Xterminator/VP, 1993)
- Sweetness (VP, 1993)
- In Control (Elektra, 1994)
-Love From A Distance (VP, 1996)
- Getting Stronger (Heartbeat, 1997)
- Collectors Serie (Penthouse, 1999: raccolta)
- Reggae Max (Jet Star, 2000: raccolta)
- Forever Yours (Reggae Road, 2000)
- A Day In Life (VP, 1998)
- Music is life (VP, 2001)
- Beres Hammond & Friends (ERC, 2001: raccolta vecchio materiale)
-Anthology: Can't Stop A Man (VP, 2003: antologia)
- Love Has No Boundaries (VP, 2004)

Dieci Tracce Cruciali:

- Rock Away (Harmony House)
- What One Dance Can Do (WKS)
- Hold On (Xterminator)
- Full Attention (Xterminator)

- They Gonna Talk (Harmony House)
- Tempted To Touch (Penthouse)
- Come Back Home (Startrail)
- Can You Play Some More (Harmony House)
- Under Pressure (Harmony House)
- Call On The Father (Rad's)

Dieci Imperdibili Combinations:

- No Gabbon (con Luciano - Xterminator)
- Love Me Affi Get (con Cutty Ranks - Penthouse)
- Pull It Up (con Buju Banton - Penthouse)
- Live On (con Marcia Griffiths - Penthouse)

- Let The Good Times Roll (con Natural Black - Harmony House)
- Every Man Has His Story (con Luciano, Tony Rebel, Terror Faboulous - Xterminator)
- Putting Up Resistance (con U Roy - Tappa)
- There For You (con Annette Brissett - Taxi)
- Rise Above (con Ginja - Harmony House)
- Respect & Honour (con Tony Rebel - Penthouse)


Vibesonline.net - 2004

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Beres Hammond is one of the greatest singers of the jamaican tradition and of course on of our favourite singers. We met him recently in Italy during his last european tour. Beres tells us his story of patience and strong determination in this exclusive interview. For further informations about him you can visit his official website .


Q: How you got involved in music when you were a youth?

A: It was normal for us as jamaicans to go to church, everybody goes to church, so music was a part of it, when you go to church you have to sing, wheter you have the voice to sing or not, so I guess this is where I started, and then in school again it was a sort of compulsory for everyone to sing and even when I was a kid, when I was about ten, fifteen years old I still remember that everyone around me could sing and we grew up that way, so I guess pretty much that sound started…

Q: It’s not wanting to be a musical star, it’s everyday life…

A: Yeaman! It’s just part of the normal living, all my friends around me, they sang, at least they talk they could sing. When I was eleven years old I remember I recorded my first song…

Q: In Kingston??

A: Yes, in Kingston: I lived about fourteen kilometers away from the city so it was easy to me to go to Kingston and back. After that, I mean I was doing that while I was in school hiding from my parents to do that, so I never heard anything about the song…

Q: So you were scared of them?

A: Yeaman! Parents? My father, he never wanted me to do music, because back in the days music never usually pay too much and every parent wants the best for his or her child, so I don’t have it against still now: now I get to understand why he didn’t wanted to be involved because he love the music so much, but he never told it was a viable way of getting around but my mother she’s the one that actually pumped me and wanted me to do it and I give thanks to her every single day, then it was 1973 when I actually did an audiction for an amateur show, the name of the show was ‘Merrytone amateur talent’ and since that night everything went like magic…

Q: Which song did you perform on that occasion?

A: It was an american song, a Jerry Butler song called ‘Need to belong’ and another song called ‘Perfidia’…I heard that I won the heart of qualified folks and it was encouraging but I realized it wasn’t a bed of roses. Afetr about a year I realized that maybe my father was right, there no financial reward at the time, but the burning love I had for what I was doing get me going on, so I had to stay away from home, for quite some time, I couldn’t face my father…during all this period i had something running with different groups like Zap Pow, I met Zap Pow in 1975 and became their lead singer and we did a lot of things, we had a deal with Island Records, but I don’t think Island was doing the best job for us for whatever reason…I realized thing weren’t going as I had hoped so while I was still in the group I decided to record a solo album so I hooked up with a musician and producer named Willie Lindo. We did an album for Aquarius Records, but that album was somewhat a little bit different from the kind of things I’m doing now, it was the ‘Soul Reggae’…but it worked beautifully for Jamaica in less then two months my name was sort of buzzing all over the place and then we realeased a single called ‘One step ahead’, it was a ballad and instantly went into the Top Ten and it stayed number one for about three and a half months on the different networks, and that established Beres Hammond! So I kept doing more ballads, beacuse if it’s not broken you don’t mend it, I kept punching the ballads…I had quite a few successes with the ballads, maybe four or five number one in a short period but that wasn’t paying the bills even…

Q: So you didn’t pay visits to your father yet?

A: No, I have to admit that there was the newspapers talking about me so he was kinda proud, so i give ‘em some visit and everybody was happy but I left them right before they started talking about financial reward…(laugh) It was an hard working thing so I decided to switch the thing again to jamaican rockers, that’s what I was doing with Zap Pow but this time more into the dancehalls so i established my label by the way and released a little song called ‘Groovy little thing’: that tune started getting some plays, started getting popular in different areas and not very long after Willie Lindo released another one called ‘What one dance can do’ and ‘She loves me now’ like a sequel, the going got a little bit steadier, life started to look a little bit more up…

Q: About ‘What one dance can do’ and ‘She loves me now’: these were digital tunes and if you look to the past it seems digital music is better for deejays…you’re one of the huge dancehall singers getting right with digital…

A: Yeah! It worked for me I’m one of the lucky guys, I shoul say I’m blessed because there are so many other talents, tuff talents talking about singers now and a lot of them didn’t the opportunity to do what I did, so I give thanks everyday for that…anyway it’s up to that serie, it was about late 80s going into the 90s, so I took a break for maybe about two years because of some crazy things that were happening in Jamaica and happening to me, it was about to 1987 to 1990. That year I started again, I hook up with Donovan Germain from Penthouse and we decided to do a little record, we decided to do one track, actually I did the track because I was in New Work for a while and I came back to Jamaica and I wanted to get some studio time but everywhere, all the studios were booked, so I went down to him, he was booked too but he gave me a deal that if I listen to this riddim track and do a little thing on it then he had a little time in the studio for himself to give me that day, so I said OK. It took less tan one hour to do ‘Tempted to touch’ so the deal went out and I forgot everything about ‘Tempted to touch’. I didn’t even remember the name of the song! Until about two months after: dancehall people started come up to me asking me for dubs of this song that I have ‘Tempted to touch’ and I didn’t remember that! I said ‘I never done a song like that’ ‘Yeaman! You have a song in New York mashing up the charts!’. Right there again you have fols calling me from England ‘you have to sing me this dub..’ Because it was not playing it in Jamaica, Penthouse never released it in Jamaica, he was using to release records abroad first so I never had the chance to hear what the song sounds like. Donovan came to me afterwards and said ‘Bird can not fly on one wing so we need another tune to balance him off’ I said to him ‘Let me have a copy of it so i can hear what the song is like' so he gave it to me and I said ‘Wow! It sounds good!’ and the next two weeks it was all over Jamaica, everybody wants to do a version of this tune. It was beautiful and since that time I just decided to keep punching…I did an album called ‘Love affair’ and it adjusted me with the man Germain for a while…I did a couple of tracks for Fatis Burrell too, I did a couple of tracks for Startrail, but it was just purely friends, I was surrounded by long time friends producing music, so they came asking for some songs and I did it not expecting anything because I never asked for extra money to them. Fortunately for me again all these songs made the charts: in the 90s I don’t know exactly how but I got quite a lot of number one songs, and then by the time the year 2000 came and I already set up my studio, the Harmony House studio at home…and the Father blessed me again, I got songs like ‘They gonna talk’, ‘Rock away’ and I did an album out there which was nominated for the Grammy which I think it was beautiful for me…

Q: I’m sure you will win the Grammy with your forthcoming CD…

A: Maybe..but my goal and my aim is to sing another song that make people feel good, so ultimately people’s reaction to my music is my Grammy. If they will give me a Grammy, hey, that’s beautiful but that’s not really my aim, honestly…

Q; I know in Jamaica you are the people’s singer: something to be proud of…

A: Yes, in Jamaica they give up some love to me, they have a little love thay had reserved there for me…

Q: I have a question about ‘Rock away’ because it’s about the old vibes…

A: When the 90s came and the whole digital era started…I’m not a huge fan of digital, digital can be used but I don’t like the way in which they used it. Digital was necessary for anyone to have no musical inclination at all to make riddims, so that is scary…I’m right because as soon as it got popular everyone turned into producer, everyone was a producer, so here comes a different time of, I don’t call it music, a different kind of vibe in Jamaica now where people starts to curse each other, starts causing problems everywhere, the law enforcement have to be present at stage shows…the music as we know started cultivating a different kind of vibe, a different culture…In my view there in Jamaica you have loads of talents but the emphasis was placed on the negative, the radio stations startd playing negative…

Q: What’s the meaning of that, in your opinion?

A: I don’t know…some people is saying the music is a reflection of the society. They might be right but I’m bot totally in agreement with them because they’re much more beautiful people around than bad people, but my problem is…the media, they have a very serious role to play, in any society and if the media keep putting emphasis and promotion on the negative, then this is what gonna happen, so after a while you find all the good talents start drifting back, so that’s the whole reason ‘Rock away’ came about because when I sit by myself and I reflect how I started out in the business and how the time was, how beautiful everything was and the music played a major role in all of that, and people used to respect each others and every song had an identity, you don’t need to hear the singer, you just neec to listen to the instrumentation and you know what song it is, and you didn’t mix that song with nothing else…and every song was good,…

Q: We can speak about the power of the music too because you did title a full album ‘Music is life’ and one of my favourite Beres Hammond tune is ‘Hold on’ in which you’re singing about holding on against the difficulties in life…
What can do the music to save the people, to get the right vibes to go forward in life?

A: It’s not just the music, it’s like…even you, you’re part of the media, so you got a role to play, you’re the media, the one who break the news to the massive, so if the media bring good music to the massives, yeeeah, will be right back in business, we all have to make what you call a ‘concerted effort’…everyone, and realize that we have to give justice and hope to the people…

Q: We have to be responsible…

A: Yeas and you have to claim responsability because lot of people have hands in creating all this, so we have to claim responsability and decide to turn a new page…I in my area I try to do the beat i can everytime I can because until today one of the things I’m proud of is…I don’t thing I have done a song that I’m not proud of, I don’t think I recorded one that I can’t say ‘Gosh!’

Q: Infact you’re concentrating very much on your creative effort and we don’t wee no Beres Hammond on every single riddim the producers are putting out…

A: No, it’s not my favourite thing to do but in Jamaican culture the dancehall is going on and the producers are building the riddims and then a lot of singers are coming on the riddims…that’s my problem…now in the dancehalls the disc jokeys they play these riddims and they play six, ten songs of these riddims, so if you as an artists want to be a part of the dancehall then you’ll have to be a part of this riddim or the next riddim…The very good thing about me is that in the years I spent in the business I have developed a certain level of respect from the dancehall itself so it doesn’t matter if I come on this or that riddim, they’re just looking for a Beres Hammond, and I give thanks for that…

Q: You don’t work for a huge number of producers…

A: No, no I work with the same group of people, the same little crew because I have a lot of work in Harmony House to do. Harmony House focus is especially on upcoming talents and I have a lot of them…

Q: Is it true you are behind the recent reunion of Michael Rose and Duckie Simpson as Black Uhuru?

A: Yes, I told them it would have been lovely for some beautiful brethren who make beautiful music that haven’t spoken to each other for twenty years, I told them it would have been lovely for them to get back, I mean you can’t bear grudge for so long, whatever it might be so, the fact is that Michael is my friend and Duckie is my friend also and I see them differently everytime. Michael comes to the house and Duckie comes to the house on a different occasion…Anytime I see one of them I said ‘It’s time to you to get back together’ and at least they got back together. I did make an effort on this, i don’t think it was me alone, but I played a sort of major role…

Q: What about the upcoming talents you’re working with?

A: Mmm, they’re so numerous but if you follow the label you will discover them. Now I’m Ginja out there with me and he’s a very promising artist and I’m still waiting for Jah Cure to be released…He’s still in jail but we will fight and try to get him released as soon as possible...he’s one of my favourite artists.

Q: You did put on record some wonderful music from him..

A: Yeaman! We worked together in the studio and when he was arrested just when he was about to break so this was a let down for Harmony House but we are working and waiting for him to get out…

Q: When he’ll get out?

A: If he should do all the time that is required by law it could be none less than two and a half years which is a long time…like I’m saying we work every week with the security department, the ministry and all them people following colse the case, going to the prison and make sure that he’s on good behaviour…I do hope he gets home if not before Christmas, not long after…

Q: May we have a little advance about your forthcoming album?

A: it’s just a continuation of Beres…if you have one album of Beres, this one coming is not much different, it’s just different stories, I just sing about everything that surround me, love surrounds me and hate surrounds me so a little of that is in my work, and the world is in a serious mess as we speak, so I might indulge myself in a little bit of that also, in a very subtle way but (laugh)… I can say it’s gonna be a nice album.

Q; Do you have a title yet?

A: No, I try to leave that part of it out of my litter…I leave it to people like VP or to members of my Harmony House family, yunno?

Q: So they will have a meeting and decide that…

A: Yes, even about the selection of songs, I try not to be around when they’re selecting the songs, because what happen is, they get like thirty songs, if you gonna put like eighteen songs on the album or sixteen, I prefer to get them thirty and to let them listen. All the songs I make interests me the same way so I leave the selection to them because if I’m there I’m gonna want all thirty in it…’That one must do, you can’t drop it…’ Too hard to me to choose my favourite children because my songs to me are like children and I love each of them the same way so it’s hard to me to say ‘I prefere this or that’ Better to leave this work to other people.

(thanks to Beppe 'High Grade' and Kaliweed Sound)

Beres Hammond Discography:

- Soul Reggae (Water Lily, 1977)
- Just A Man (Joe Gibbs, 1981)
- Coming At You (WKS, 1983)
- Let's Make a Song (1982)

- Beres Hammond (Charm, 1986)
- Live & Learn Present B.H. (Live & Learn 1987)
- Have A Nice Weekend (VP, 1988)
- Putting Up Resistance (Tuff Gong/VP, 1989)
- Just A Vibe (Startrail, 1990)

- A Love Affair (Penthouse, 1992)
- Full Attention (Xterminator/VP, 1993)
- Sweetness (VP, 1993)
- In Control (Elektra, 1994)
-Love From A Distance (VP, 1996)
- Getting Stronger (Heartbeat, 1997)
- Collectors Serie (Penthouse, 1999: raccolta)
- Reggae Max (Jet Star, 2000: raccolta)
- Forever Yours (Reggae Road, 2000)
- A Day In Life (VP, 1998)
- Music is life (VP, 2001)
- Beres Hammond & Friends (ERC, 2001: raccolta vecchio materiale)
-Anthology: Can't Stop A Man (VP, 2003: antologia)
- Love Has No Boundaries (VP, 2004)

Ten Crucial Tracks:

- Rock Away (Harmony House)
- What One Dance Can Do (WKS)
- Hold On (Xterminator)
- Full Attention (Xterminator)

- They Gonna Talk (Harmony House)
- Tempted To Touch (Penthouse)
- Come Back Home (Startrail)
- Can You Play Some More (Harmony House)
- Under Pressure (Harmony House)
- Call On The Father (Rad's)

Ten Unmissable Combinations:

- No Gabbon (w. Luciano - Xterminator)
- Love Me Affi Get (w. Cutty Ranks - Penthouse)
- Pull It Up (w. Buju Banton - Penthouse)
- Live On (w. Marcia Griffiths - Penthouse)

- Let The Good Times Roll (w. Natural Black - Harmony House)
- Every Man Has His Story (con Luciano, Tony Rebel, Terror Faboulous - Xterminator)
- Putting Up Resistance (con U Roy - Tappa)
- There For You (con Annette Brissett - Taxi)
- Rise Above (con Ginja - Harmony House)
- Respect & Honour (con Tony Rebel - Penthouse)


Vibesonline.net - 2004

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