header sunnyvibes link
indice di articoli vari indice delle interviste indice delle recensioni di album indice delle recensioni di singoli  


Artist: Various Artists
Titles:
Selector Choice vol.1 - King Jammys

Selector Choice vol.2 - King Jammys
Selector Choice vol.3 - King Jammys

Selector Choice vol.4 - King Jammys

Label: VP

Distribuiti in Italia da Jahmekya e One Love Music Corner

Recensito da: Pier Tosi


I critici occidentali che avevano identificato il ‘purismo’ del reggae nella poetica di Bob Marley e degli altri ‘eroi’ del roots degli anni settanta lamentavano decisamente nel decennio successivo la presunta decadenza di tendenze musicali secondo loro ‘frivole e volgari’ e difficili da comprendere perché rivolte perloppiù alle yards dei ghetti di Kingston. In realtà in Giamaica la scena era più vitale che mai e gli scossoni innovativi portati dai ritmi dancehall di bands come la Roots Radics diventavano un vero e proprio terremoto con l’ingresso nel 1985 dei primi ritmi reggae interamente computerizzati. King Jammy è stato il principale protagonista di questa rivoluzione attraverso l’ormai celebratissimo Sleng Teng riddim, seguito poi letteralmente da una valanga di suoni digitali documentati abbastanza dettagliatamente da VP da questi quattro CD doppi vendibili separatamente a documentare la produzione degli studi di St.Lucia Road dal 1985 al 1989. Jammy innovava il reggae attraverso la sua idea di dancehall style avendo comunque con la consapevolezza di chi aveva contribuito a creare la tradizione durante le lunghe sedute di apprendistato del dub a Waterhouse al banco del mixer con il suo maestro King Tubby (per lui una figura paterna: Jammy non trattiene le lacrime in diretta ai microfoni di David Rodigan subito dopo l’assassinio del grande dubmaster) o attraverso la produzione di importanti roots acts come Black Uhuru o Hugh Mundell. Negli anni ottanta nelle dancehalls si assiste al trionfo del ‘riddim’: la canzone è importante ma ancora di più lo è il canovaccio ritmico su cui si susseguono allegramente i vari cantanti e deejays. Con zelo quasi entomologico questo imponente corpus di centosessanta canzoni è suddiviso in ben trenta ‘ritmi’ partendo nel volume 1 dal ‘Darker shade’ di Wayne Smith per finire alla fine del volume 4 con il famigerato ‘Punany’ dei vari Admiral Bailey e Ninjaman. Questa scelta lo rende un po’ arduo all’ascolto: ascoltare sei o sette brani di fila sulla stessa base rtimica può risultare noioso per certuni ma sicuramente farà felici i maniaci in perenne caccia di versioni (c’è comunque sempre in aiuto la modalità di ascolto ‘random’…). Dal 1985 al 1989 la scuderia di King Jammys è stata una fucina di entusiasmo e passione in cui ogni membro era importante a partire dai cantanti e i deejays, gli engineers di studio, i selecters ed i tecnici del ‘King Jammy’s Super Power’ fino agli autisti o i facchini a cui toccava il compito di maneggiare le enormi casse del sound system. Per un artista era motivo di orgoglio fare parte di questa famiglia e non a caso anche alcuni grandi della dancehall di oggi formati musicalmente in quegli anni come Beenie Man, Bounty Killer o Elephant Man hanno registrato per il corpulento produttore. Questi sedici CDs contengono un’orgia di dancehall dai limpidi ed energetici suoni digitali sudata da un esercito di artisti: Cocoa Tea, Wayne Smith, Shabba Ranks, Johnny Osbourne, King Kong, Leroy Gibbons, Pinchers, Admiral Bailey, Josey Wales e ovviamente tanti altri. Si va da stelle senza tempo come John Holt e Dennis Brown a personaggi misconosciuti come Hugo Barrington o il bianco Dominic o John Wayne, passato alla storia per la sua ‘Call the police’. Tra i tanti ‘anthems’ abbiamo giusto il tempo di citare ‘Buddy bye’ di Johnny Osbourne, ‘Sara’ di Frankie Paul, ‘Love punaany bad’ di Shabba Ranks, ‘Tune in’ di Cocoa Tea, ‘Healthy body’ di Admiral Bailey, ‘Mr. Landlord’ di Half Pint Se anche la dancehall digitale non è il vostro stile preferito in questi CDs trovate le autentiche radici del suono dancehall giamaicano dei nostri giorni. Nel booklet di ogni CD una galleria fotografica tratta dagli archivi privati di Jammy e interessantissime note su ogni brano scritte dal giornalista Rob Kenner.

 


Vibesonline.net - 2007

Per tornare all'inizio pagina
Per tornare all'indice delle recensioni



 

 


This page is part of the Vibesonline.net web-zine
home page http://www.vibesonline.net
web design: Vibrazioni Visive - mimmo@bassculture.it