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Artist: Train To Roots
Title: Train To Roots
Label: Autoprodotto

 

Recensito da: Pier Tosi


La Sardegna fino ad ora non aveva dato significative tracce di se in ambito reggae ma sta recuperando abbastanza in fretta il terreno perduto con sound systems come Big Island e Wild Flava, un progetto discografico come Torralu e la assai convincente band roots Train To Roots di cui ci troviamo ad ascoltare l’omonimo CD di debutto. Dall’ascolto del primo acerbo demo CD ci eravamo fatti l’idea di una band che traeva linfa ispirativa dai classici del roots anni ’70 e cercava di riproporne piuttosto fedelmente le atmosfere. Le cose non sono cambiate in ‘Train To Roots’ e, a parte una maggior maturita’ e miglioramento dei suoni , la band sassarese ci propone un suono roots genuino ed influenzato dai gloriosi suoni UK come per esempio quelli del primo album degli Aswad. Sei delle undici tracce superano i cinque minuti di lunghezza ad esaltare un mood lento e meditativo in cui il collettivo brilla per compattezza (la voce non sovrasta gli altri strumenti) e risaltano begli sprazzi di organo e chitarra ed il corposo timbro del trombone. Le cinque tracce del primo demo, tutte in lingua inglese, riappaiono qui in versioni migliorate e tra queste ‘Babylon’ apre il CD, seguita ancora dai suoni in minore di ‘Jump around the fire’ e ‘The voodoo we do’. Con la saltellante ‘Brucia lento’ il suono si fa gioioso ed oltre alle liriche in italiano troviamo per la prima volta un inserto in dialetto sardo. Con ‘Tricky day’ ci rituffiamo nel ‘sufferers sound’ mentre l’intreccio degli strumenti di ‘Closer to you’ ed il suo ritmo pulsante ci ricorda qualche episodio di Steel Pulse. In ‘Dub wise man’ fa capolino tra gli echi il suono di una melodica ed il ritmo si riaccelera in ‘Sun from the ghetto’. Siamo arrivati al finale di ‘Train to roots’: il calore dell’organo introduce ‘Don’t be afraid’, uno dei momenti piu’ belli dell’intero CD, seguita dall’easy skankin’ di ‘I ask why’ e dal notevole poema nyabinghi in sardo ‘Coro e anima’. Train To Roots hanno ancora tanta strada da fare ma questo loro debutto contribuisce (come anche i loro bei concerti) a mettere in mostra tante indiscusse qualita’. Per chi scrive il maggior pregio del CD è la amalgama del collettivo ed il difetto il suono un po’ datato. In attesa di vederli dal vivo, i roots fans che seguono la scena italiana dovrebbero procurarsi questo CD. Vale la pena di fare un salto al sito internet ufficiale della band http://www.traintoroots.it


Vibesonline.net - 2006

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