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Artist: Henrie & Louis meet Blue & Red in Kingston 20
Title: Time Will Tell
Label: BSI Records

Recensito da: Mimmo Superbass
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Quando si parla di "concept album" s'intende qualcosa che e' molto di piu' di una semplice raccolta di brani, qualcosa che rappresenta un percorso attraverso le varie tracce con un forte senso di unitarieta' e coerenza. Questo disco e' ancora di piu': "Time will tell" e' un'autentico viaggio spirituale oltre che geografico, dall'Inghilterra in una Giamaica profonda e ancestrale, che trascende tempo e spazio e ti rapisce l'anima.

Decisamente un capolavoro questo che ci arriva dalla BSI records, etichetta portavoce in USA di una concezione del dub molto inglese (Alpha & Omega, Jah Warrior, The Rootsman e molti altri nel loro catalogo) a cavallo fra ortodossia e sperimentazione.

La concezione di TIME WILL TELL parte da Bristol, grande citta' inglese con una forte identita' nella storia del british reggae, un luogo che negli ultimi 10 anni ha espresso molte esperienze significative in materia di dub sperimentale e affini. Fra queste c'e' sicuramente quella di Andy Sholes e Jack Lundie, noti come HENRIE & LOUIS, che in questo lavoro si sono uniti a Rob Smith, attualmente animatore del progetto BLUE & RED e parte del celebre team SMITH & MIGHTY (prestigiosa firma in ambito drum'n'bass).

Si tratta di gente con un forte background culturale roots reggae, che qualche anno fa hanno deciso di intraprendere questa avventura produttiva andando dritti alla fonte della loro ispirazione artistica originaria: quella Giamaica da cui il dub e' nato, da dove pionieri come King Tubby ed Augustus pablo hanno lasciato una traccia indelebile nella storia della musica.

Cosi' la musica creata e concepita in Inghilterra e' ritornata alle sue radici, in uno studio allestito a Duhaney Walk, Kingston 20, per far registrare le voci giamaicane sulle tracce inglesi. Il racconto attraverso il testo e le immagini contenute nel booklet ci descrive una serie di incontri casuali, laboriose ricerche e momenti di grande ispirazione.

L'album ha preso forma traccia dopo traccia, con l'apporto di grandi leggende giamaicane come Tony Tuff, Johnny Clarke e Willie Williams, veterani meno noti come come Prince Green e Steve Harper, giovani emergenti come Ghadian, ed anche artisti residenti in UK come Tippa Irie e Preddi. Il tutto e' stato poi mixato nello studio degli UB40 ad Oracabessa, sempre in JA, grazie al coinvolgimento casuale ed entusiasta del loro produttore Pops Dawling.

La forma finale dell'album rispecchia pienamente l'idea del viaggio e della metamorfosi interiore. Suoni di grande pulizia ed esemplare limpidezza, creano un'atmosfera magica che ricorda alcuni dei momenti migliori della ON'U SOUND. Le tracce sfumano una nell'altra con fluidita', introducendo i vari interpreti e conducendo per mano l'ascoltatore attento in una esperienza musicale rigeneratrice, che comincia dall'intro di Tony Tuff e termina con il "Chant down Babylon" di Tippa Irie.

Fra i momenti piu' intensi svettano i due brani di Steve Harper ("Never fail I yet" e' stato realizzato anche su singolo 7") ed il grandioso "Children" di Willie Williams. La semplice purezza del messaggio spirituale rasta nelle liriche viene amplificata con grande efficacia dall'accurata e amorevole produzione.

Se gli autori inglesi di TIME WILL TELL intendevano rendere un tributo di riconoscenza alla cultura giamaicana originale, possono senz'altro ritenersi soddisfatti: quest'album insolito e fuori da canoni prevedibili lascia il segno in chi ha la fortuna di ascoltarlo.


Vibesonline.net - 2002

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When speaking about "concept albums" the meaning is not only a simple collection of tracks, but something which represents a path through the songs with a strong feeling of coherence. This album is even more: "Time will tell" is an authentic trip, spiritual other than geographic, from England to a deep and ancestral Jamaica, which trascends time and space and steals one's soul.

BSI Records, which spreads in the USA the english dub idea (Alpha & Omega, Jah Warrior, The Rootsman are among the others in their catalogue), releases this one which reveals itself as a true masterpiece for its waving from orthodoxy to experimentation.

The conceiving of Time Will Tell begins in Bristol, great english city with a strong identity in the history of U.K. reggae, a place which, during the last 10 years, saw the spreading of many significant experiences in the area of experimental dub and similar ideas.

Among these there is surely the one by Andy Sholes and Jack Lundie, a.k.a. HENRIE & LOUIS, who joined for this work Rob Smith, actually the mind of BLU & RED project and member of SMITH & MIGHTY team (outstanding component of drum'n'bass scene).

These are people with a strong roots reggae cultural background, who some years ago decided to engage in this production adventure going straight to the source of their artistic inspiration: the Jamaica where the dub comes from, where pioneers like King Tubby and Augustus Pablo left an undeletable track in the history of music.

Then, the music conceived and created in England went back to its roots, in a sudio established in Duhaney Walk, Kingston 20, to record jamaican voices on english tracks. The story told by the text and the images form the booklet describes a series of casual meetings, laborious researches and moments of great inspiration.

The album was built track after track, with the contribution of great jamaican legends like Tony Tuff, Johnny Clarke and Willie Williams, less famous veterans like Prince Green and Steve Harper, young rising artists like Ghadian, but also artist living in the U.K. like Tippa Irie and Preddi. The whole work has been then mixed at UB40's studio, in Oracabessa, in Jamaica, thaks to the casual, but enthusiastic, involvement of their producer Pope Dawling.

The final aspect of the album fully reflects the idea of the trip and of the interior metamorphosis. Clear and limpid sounds create a magic atmosphere which reminds some of the best momento of ON-U-SOUND. The tracks dissolve one into the other with fluidity, introducing the different performers and leading by hand the careful listener into a regenerating musical experience, a path which begins with Tony Tuff's intro and ends with Tippa Irie's "Chant Down Babylon".

Among the most intense moments of this listening experience we set undoubtly the two Steve Harper's tunes ("Never fail I yet" is available also on 7" single) and the great "Children" by Willie Williams. The simple purity of the spiritual rasta message in the lyrics is exhalted with great effectiveness by the accurate and loving production.

If the english authors wanted to express a grateful tribute to the original jamaican culture, well, they can certainly consider themselves satisfied: this album, unusual and unpredictable, strongly marks everybody who has the luck to enjoy it.


Vibesonline.net - 2002

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