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Artist: Casino Royale
Title: Royale Rockers: The reggae sessions
Label: V2

Recensito da: Pier Tosi

Dopo il ritorno discografico effettivo di due anni fa con ‘Reale’ è ora invece tempo di tornare alle radici per Casino Royale con questo progetto particolare che rielabora in chiave reggae undici episodi significativi di un’avventura durata ventun’anni. Se gli inizi di questa fondamentale band della scena alternativa italiana erano perloppiù in chiave ska e rocksteady il ritmo ‘one drop’ aveva comunque fatto capolino nei primi dischi ed il reggae è sempre comunque stato un motore ispiratore anche negli episodi più innovativi. L’intento preciso ora è quello di prendere a riferimento il ‘rockers style’ cioè il granitico beat del reggae classico degli anni settanta e le sue particolari atmosfere: il riferimento a quest’epoca d’oro della musica giamaicana arriva anche alla modalità di produzione e cioè le undici tracce suonate tutte d’un fiato in pochissimi giorni in studio a cercare la massima spontaneità e fragranza d’esecuzione. Si sale in vettura con Treno per Babylon, il paesaggio sonoro riecheggia epiche bands di studio come gli Aggrovators o i Revolutionaries e la patina di antico da una prospettiva differente alla tipica ‘lunarità’ del suono Casino Royale di episodi classici come Sempre più vicino, Suona ancora o Cose difficili. Non vogliamo rovinarvi il gusto di scoprire i molti riferimenti espliciti se amate il vintage sound giamaicano: oltre alle citazioni dirette ci appassionano in Royale rockers anche quelle astratte come le rullate effettate che sembrano uscire dal mixer di King Tubby, il suono del piano molto Channel One ed altre chicche che affiorano ascolto dopo ascolto. La prospettiva nuova comunque non fa perdere l’identità alle canzoni e l’idea di fondo è che probabilmente il senso di straniamento della musica ‘urbana’ dei Casino Royale degli anni novanta prosegue attraverso una linea sottile le allucinazioni dell’apocalisse roots giamaicana dei tempi in cui infuriava una vera e propria guerra civile sull’isola. Giù il cappello comunque davanti alla ciliegina sulla torta e cioè la magnifica apparizione del recentemente scomparso Mikey Dread in Cosmic sound che chiude un lavoro assolutamente convincente.



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