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Artist: The Rootsman
Title: Realms of the unseen
Label: Third Eye

Recensito da: Mimmo Superbass
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Artista da sempre di casa nei regni del non-visto con la sua musica del "terzo occhio", The Rootsman ci porta nei regni del mai-sentito con il suo nuovo album, sicuramente il migliore della sua lunga discografia e sicuramente una delle cose piu' eccitanti ed elevate venute fuori dalla scena dub inglese di questi anni. Una scena da cui The Rootsman proviene, ma da cui si e' sempre distinto portando l'attitudine roots in tutte le direzioni possibili oltre il reggae, purche' vitali e pulsanti d'energia.

"Realms of the unseen" rompe con gli stessi schemi in cui sembravano consolidate le produzioni di Rootsman, lasciando fluire una intensa corrente di energia musicale attraverso una padronanza tecnica di grande maturita', buon gusto e freschezza.

Brani come "We come rough" e "Born bad" sono d'impatto immediato: fusioni steppers-techno-drum'n'bass da rave party che travolgono tutto, estremamente ballabili e coinvolgente. E quando entra il basso, arriva davvero molto, molto pesante! Molto fresco anche "Imitator", che sta per uscire come singolo 10" in una devastante versione con Daddy Freddy.

Gli altri brani sono caratterizzati dal tocco "orientale" che rappresenta la vera specialità di Rootsman, come nella struggente melodia di "Exodus" e nell'andamento balcanico di "Murder on the Orient Express". "To The Foundation" è un'altra bomba ritmica perfettamente in equilibrio tra ritmi ragga e mediorientali. Ed in "Berber Bashment" si alternano i campioni di un dj giamaicano e di un cantante marocchino.

Da Bradford UK via Pakistan proviene il giovanissimo rapper Johnny Lone, nell'unico, bellissimo, brano hip hop dell'album (Al Andalus). "Kouyate" (realizzata in tandem con i tedeschi Alien Hi Fi) invece e' costruita su campionamenti di musica west africana, un torrido dub-jungle con acute voci di griots.

Ogni brano, anche quelli che non ho descritto, rappresenta un gioiello di sperimentazione sonora e ritmica, tasselli di un mosaico completo e molto equilibrato. Recensire un grande album non e' semplice, e mi rendo conto di avere quasi easurito gli aggettivi positivi, ma il mio entusiasmo sembra essere in buona compagnia: l'album sta avendo una grande risonanza in UK ed in Europa, il che non e' facile per una piccola etichetta come la third eye music. Potere del terzo occhio!


Vibesonline.net - 1999

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The Rootsman at the controls of I&I Project Sound System in Italy. April 1999.


Always at home in the "Realms of the Unseen" with his "Third Eye Music", The Rootsman take us into the realms of the "never-heard -before" with his new album, certainly the best in his long discography, and truly one of the most exciting releases to come out of the UK dub scene in these last years.

The Rootsman came from that scene, but has always distinguished himself by taking the roots attitude towards all the possible directions over reggae, and providing vitality and full of energy.

"Realms of the Unseen" breaks with the same schemes in which seemed to be consolidated in the Rootsman productions, letting flow an intense current of musical energy, through technical skill, good taste and freshness.

Tracks like "We Come Rough" and "Born Bad" are immediately impressive: steppers-techno-drum'n'bass fusions that mash up everything, extremely danceble and infectious. And when the bass line comes in, it comes very, very heavy! Really fresh also is "Imitator", soon out as 10" single with a devastating Daddy Freddy DJ version.

The other tracks have that typical "oriental" touch that is The Rootsman's real speciality, like in the ardent melody of "Exodus" and in the balkanic groove of "Murder on the Orient Express". "To The Foundation" is another rhythmical bomb, perfectly balanced between ragga and middle-east rhythms. And "Berber Bashment" takes in turns samples from a Jamaican DJ and a North African singer.

From Bradford UK via Pakistan,originates the young rapper Johnny Lone in the only, beatiful, hip hop tune in the album (Al Andalus). "Kouyate" (produced with Alien Hi Fi from Germany) is built on West African samples, a torrid dub-jungle with high griot voices.

Every track, also those I've not quoted, represent a jewel of sonic and rhythmical experimentation, pieces of a well balanced mosaic.

Reviewing a great album is not easy, and I'm aware to have almost finished the positive adjectives, but my enthusiasm is in good company: "Realms of the Unseen" has reached great resonance in UK and in Europe, and this is not easy for a small company like Third Eye Music. Power of the "Third Eye"!


Vibesonline.net - 1999

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