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Artist: Easy Star All Stars
Title: Radiodread
Label: Easy Star (distribuito in italia da Goodfellas)

Recensito da: Pier Tosi


Prima dell’uscita di ‘Dub side of the moon’ la newyorkese Easy Star era una piccola reggae label indipendente che cercava di farsi strada in un mercato piuttosto intricato: la riproposizione in chiave dub reggae del classico album dei Pink Floyd ha avuto un grande successo ed ha caratterizzato l’etichetta al punto che la mossa successiva è stata cercare un altro disco ‘rock’ a cui riservare un trattamento simile e la scelta è caduta su ‘OK Computer’ dei Radiohead, il prodotto famosissimo di una band che è stata accomunata dalla critica ai Pink Floyd e senza dubbio uno dei dischi rock piu’ significativi della fine dello scorso millennio. Lo scritto all’interno del booklet di ‘Radiodread’ spiega varie cose interessanti rispetto al sistema di lavoro degli Easy Star All Stars e ci dice che ‘OK Computer’ e’ un disco piu’ complesso e difficile da adattare in chiave reggae del suo predecessore. Questa difficoltà va ricercata in un suono assai denso e complesso, eccellentemente ricreato dalla Easy Star con un approccio che agli amanti del reggae puo’ ricordare il suono stratificato ottenuto da Lee Perry ai suoi Black Ark Studios intorno al 1977. Crediamo che i produttori di ‘Radiodread’ siano assai fieri del risultato, visto che una scritta sotto i credits del disco ci tiene ad informare che nella creazione del suono non e’ stato usato nessun campionamento tratto dall’originale. Chi vi scrive non conosce molto bene ‘OK computer’ e questa recensione eviterà i confronti con l’originale. ‘Radiodread’ vede il suono del reggae tutto al servizio di una evocatività ed una sintassi tutta ‘rockista’ che non ha tanto in comune con il roots reggae e spinge la musica giamaicana tutta dalla parte del ‘nuovo rock’. Il carattere del disco piu’ che assorbire la danzabilita’ ed i caratteri piu’ solari del reggae è invece molto autunnale e meditativo e piacerà a chi ama la cupezza di certo roots ‘apocalittico’ presente un po’ in tutte le ere del reggae. A parte Toots & Maytals, i grandi protagonisti del reggae al servizio di queste sessions e cioe’ Sugar Minott, Morgan Heritage, Meditations, Horace Andy e Israel Vibration forniscono grandi prove vocali snaturando un po’ la peculiarita’ del loro stile ma apparentemente aderendo il piu’ possibile agli originali. La Easy Star è riuscita ancora una volta a dar vita ad un prodotto stimolante utilizzando il concetto che stava dietro al reworking della musica dei Pink Floyd: ci chiediamo ora quale sara’ la loro prossima mossa per evitare che diventino vittima di un cliche’.


Vibesonline.net - 2006

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