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Artist: AA.VV
Title: Joe Gibbs anthology. Love of the common people.
Label: Trojan

Recensito da: Mimmo Superbass


Piu' di dieci anni di musica giamaicana, dal 1967 al 1979, sono splendidamente sintetizzati in questo doppio cd dedicato ad un nome fondamentale ed imprescindibile fra i grandi produttori reggae.

Joe Gibbs (Joel Gibbson, classe 1945) e' una di quelle figure di produttore tipiche nella storia del reggae, che sembravano essere capitate quasi per caso nel business musicale. Vendendo 45 giri nel suo negozio di riparazioni TV, Gibbs si rese conto di poter avere un margine di guadagno decisamente superiore producendoli. Cosi' decise di investire i suoi risparmi in questo settore commerciale allora in piena espansione (seconda meta' anni '60), dominato dalla rivalita' fra Coxone Dodd (Studio One) e Duke Reid (Treasure Isle).

Senza nessuna capacita' musicale, ma con i soldi sufficienti, le idee chiare ed un buon dinamismo imprenditoriale, Joe Gibbs parti' alla grande assumendo Lee Perry come responsabile delle sue produzioni. Appena licenziatosi da Studio One Lee Perry era un giovane vulcano creativo, un mostro musicale con gia' una grossa esperienza e letteralmente amato dai musicisti che dirigeva.

La prima etichetta di Gibbs, Amalgamated, divenne cosi' subito una protagonista del fenomeno musicale del tempo: il rocksteady. Nel primo di questi cd troviamo il primo hit: "Hold Them", esordio di un giovanissimo Roy Shirley ed un ancora piu' giovane Errol Dunkley, segue lo stesso Lee Perry che comincia a presentarsi come "the upsetter", e soprattutto i Pioneers con i loro due primi hits "Long shot" e "Jackpot", inizio di un' importante carriera che continuera' in UK.

Ma e' nel passagio storico fra rocksteady e reggae, a cavallo fra i due decenni '60 e '70, che Joe Gibbs comincio' a distinguersi sul serio. Lee Perry lascia il posto ad un altro genio del suo calibro, Niney The Observer, i musicisti diretti da Lynn Taitt vengono soppiantati dai giovani e dinamici Hippy Boys (prima esperienza dei fratelli Barrett, in seguito mitica sezione ritmica dei Wailers) e l'etichetta Amalgamated si moltiplica in Pressure Beat , Joegib, Shock.

Il cd a questo punto offre Peter Tosh alle sue prime apparizioni senza i Wailers ("Maga dog" e "Them a fi get a beatin"), il leggendario Count Machuky (da molti indicato come il vero primo creatore del dj style invece di U Roy) e soprattutto "Love of the common people" di Niky Thomas. Questa cover di un brano americano arrivo' clamorosamente al nono posto della classifica pop britannica nel 1970, dopo aver subito pero' un arrangiamento orchestrale dai suoi importatori (Trojan). Qui e' presente il mix originale giamaicano.

Completano il primo cd brani di Heptones, Lord Comic, Lizzy and Cornell Campbell ed altri. Ancora piu' esaltante il secondo che documenta l'apice del marchio Joe Gibbs nel decennio di fuoco del reggae: i seventies. Fra i momenti chiave dell'epoca: l'avvento dell'etichetta " Joe Gibbs record globe", l'utilizzo di nuovi musicisti residenti chiamati The Professionals (praticamente quasi gli stessi che a Channel One Studio, suo nuovo rivale, si chiamavano Revolutionaries) e soprattutto l'unione col genio del mixer Errol "T" Thompson, reduce del Randy's Studio.

Errol T e' considerato uno dei grandi maestri originali del dub e la sua unione con Joe Gibbs fu lunga e prolifica: la coppia domino' la scena dell'epoca con l'appellativo "the migthy duo". Appare qui il gia' celebre Dennis Brown, che con Gibbs raggiungera' l'apice del suo successo. "Money in my pocket" fu prima un grosso hit in Giamaica nel 1972, e nel 1979 fu reinciso (in uno stile che riflette in pieno i cambiamenti musicali dei due periodi) raggiungendo le classifiche pop inglesi e contribuendo decisamente a dare lo status di "principe del raggae" a Dennis Brown. Sul cd ci sono entrambe le tracce oltre alla dj version con Big Youth.

Non mancano dei gioiellini dell'epoca d'oro del roots: "Burn Babylon" di Sylford Walker, "Inna Jah Children" di Dhayma, "Heavy Manners" di Prince Far I. Mancano invece i Culture che con Joe Gibbs incisero il primo album "Two Seven Clash". C'e' pero' uno dei ritmi piu' celebri, quello di "See Them A Come" che Joe Gibbs and the Professionals chiamarono "State Of Emergency", ispirati dal clima di strisciante guerra civile dell'epoca che vedeva il socialista M. Manley al governo.

A questo proposito lo storico Steve Barrow cita come Joe Gibbs nutrisse simpatie politiche verso i conservatori del JLP, contrapponendosi anche in questo ai fratelli Hookim del Channel One, che invece riempivano le loro produzioni di suggestioni e linguaggio "leftist".

Non poteva mancare in questa antologia un vero inno del primo dancehall style: "Up Town Ranking" del duo femminile Althea e Donna che rappresento' un'ennesima incursione nelle classifiche nazionali inglesi. Qui troviamo anche la dj version "Three Piece Suit And Thing" di Trinity, e lo strumentale chiamato "Calico Suit".

Con molti altri artisti che non abbiamo citato, da Leo Graham a Ruddy Thomas, finisce questa antologia che non copre l'intera attivita' di Joe Gibbs (continuera' a produrre per buona parte degli '80) ma che rappresenta un prodotto decisamente godibile, oltre che un utile documento per gli appassionati della storia del reggae.


Vibesonline.net - 2002

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