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Artist: Damian Marley
Title: Welcome to Jamrock
Label: Tuff Gong/Universal

 

Recensito da: Pier Tosi


‘Welcome to Jamrock’ è la ‘big tune’ che ha dominato le classifiche reggae degli ultimi mesi dimostrando di come Damian Marley sia in questo momento, musicalmente parlando, il diretto erede di Bob con le idee più chiare. E’ quindi abbastanza naturale che dia il titolo al CD che rappresenta il seguito di ‘Half way tree’, il lavoro che fruttò a Damian il Grammy Award del reggae nel 2001. La sua musica parte senz’altro dall’eredità paterna per guardare avanti in modo assai originale attraverso una miscela di dancehall reggae, hip hop e soul, illuminati qua e la da varie intuizioni pop e dal sapore della ‘latin music’. La voce di zio Bunny Wailer, l’unico Wailer sopravvissuto, apre il CD in ‘Confrontation’ mentre troviamo i maggiori riferimenti all’opera di Bob Marley in ‘Move’, una sorta di ‘Exodus’ per il terzo millennio sospinta dal deciso ‘flow’ vocale di Damian e la cover di ‘Pimpers paradise’ riletta in chiave acustica insieme al fratello Stephen e a Black Tought dei Roots. ‘All night’ campiona gli Skatalites di ‘Nimrod’ mentre il reggae puro fa capolino nel CD con ‘We’re gonna make it’ (i patiti vi ritroveranno un ritornello di Jimmy Riley prodotto in origine, guarda caso, da ‘zio’ Familyman Barrett) e la suadente ‘There for you’. Lo stile vocale di Damian è massicciamente influenzato dall’hip hop che riecheggia in ‘The master has come back’ e ‘Road to Zion’, quest’ultima con un prezioso ‘cameo’ di Nas, mentre il ragga si unisce al soul in ‘Beautiful’ in cui la linea melodica è efficacemente affidata a Bobby Brown. La festa comunque ritorna decisamente nelle yards giamaicane all’ultima moda con ‘Hey girl’, ‘In 2 deep’ e la conclusiva ‘Khaki suit’ in cui a Damian si affiancano Bounty Killer e Eek-A-Mouse. Sconsigliamo l’ascolto di ‘Welcome to Jamrock’ a chi pensa che il reggae sia morto nel 1981 con Bob Marley: gli amanti delle ultime tendenze lo troveranno al contrario estremamente stimolante e sicuramente all’altezza del precedente ‘ Half way tree’.


Vibesonline.net - 2005

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