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Artist: Junior Kelly, Bounty Killer, Capleton
Title: The good, the bad and the blazing
Label: Minor 7 Flat 5

 

Recensito da: Pier Tosi


Fin dagli anni settanta, l’album condiviso da due o tre artisti e’ un vero e proprio classico della musica giamaicana anche se negli ultimi anni produttori senza scrupoli hanno usato questa formula per far uscire delle banalissime raccolte di brani gia’ noti perche’ usciti su singolo e senza alcuna attinenza tra loro. Non e’ il caso di questo ‘The good, the bad and the blazing’ in cui il talentuoso producer tedesco Brotherman riunisce sotto lo stesso tetto tre pesi massimi del reggae adattando il loro stile al suo peculiare tocco musicale. Prima di descriverne il contenuto dobbiamo complimentarci con Brotherman per il fantasioso titolo ispirato da ‘Il buono, il brutto e il cattivo’ del grande Sergio Leone: il buono e’ Junior Kelly, il cattivo e’ Bounty Killer ed ovviamente l’incendiario e’ The Prophet Capleton. Questo tocco di fantasia arriva molto gradito da un ambiente in cui la fantasia non si spreca affatto!!! (pensate a quanti brani ci sono in giro con il trito titolo ‘Thanks & praise’, solo per fare un esempio). A parte una breve intro ad ognuno dei tre artisti sono riservati quattro brani e l’apertura e’ per Junior Kelly che con la superlativa ‘Jah Jah’s people’ mostra di gradire molto gli spunti musicali a base di semplice ma potente roots music di Brotherman. L’artista di ‘Love so nice’ e’ in effetti quello che si adatta meglio alle atmosfere migliori create per il producer tedesco da grandi musicisti giamaicani come Dean Fraser, la Firehouse Crew ed altri campioni di questo calibro. A breve distanza nella mia classifica di gradimento arriva Capleton che mostra in questo CD il suo lato piu’ meditativo: ‘Hear the children’ e ‘They just don’t know’ ci ricordano infatti i migliori episodi ‘deep roots’ di ‘Still blazing’, quelli in cui The Prophet si confronta con il roots classico proveniente dagli anni ‘70. Brotherman invece fa del suo meglio per adattarsi al tiratissimo stile di Bounty: ‘Straight’ e’ un numero dancehall non troppo convincente, ‘West Indies’ sul Sunday riddim (gia’ uscito su singolo) e’ uno dei migliori brani della star della dancehall su un ‘one drop’ riddim, mentre addirittura in ‘Hey yo allo’ il governatore della povera gente distende le sue rime su un ritmo quasi jungle. I tre artisti quindi mettono in campo differenti abilita’ ed approcci dando vita ad un piacevolissimo CD in cui e’ evidente la visione d’insieme ed il tocco personale di un produttore di talento come Brotherman.


Vibesonline.net - 2006

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