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Artist: AA.VV.
Title: Firehouse revolution. King Tubby productions in the digital era - 1985/89
Label: Pressure Sound

Recensito da: Mimmo Superbass
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Alla fine del 1988 la rivoluzione digitale nel reggae era ormai totalmente compiuta. In brevissimo tempo drum machines e tastiere avevano spazzato via una tradizione ultraventennale di produzione discografica, e tutti i settorri del business avevano subito profonde trasformazioni.

L'attenzione dei media e del mercato internazionali in questa fase della musica giamaicana erano ai minimi storici, dopo l'ubriacatura marleyana dei '70. Il reggae si richiudeva così ancora una volta nei sound system e qui ritrovava alimento e direzioni di crescita, rinnovava linguaggi e riti.

Per chi seguiva il reggae in quegli anni lontano dalla JA erano poche le opportunità di decifrare in tempo reale quello che avveniva. Se "Under me sleng teng" dal Jammy's studio fù uno shock, la successiva "Tempo" da Tubbys fù come un pugno in faccia. Minimale e radicale, un suono meccanico e ruvido, arso dal sole e dalla polvere del ghetto di Waterhouse,

"Tempo" sorprendeva anche perchè rappresentava il ritorno nel business di King Tubby. Noto al mondo come l'inventore del dub e re indiscusso del suono reggae nei '70, Tubby aveva rinnovato il suo studio adattandolo al nuovo business digitale. La terribile zona di Kingston chiamata Waterhouse, ribattezzata Firehouse per i conflitti a fuoco che vi imperversavano specie in periodo elettorale, era sempre stata la location del suo studio e del suo business.

Da li Tubby cominciò ad inseguire il nuovo corso e modello della musica, affidando gran parte del processo produttivo (audizioni, mixaggio, ecc.) ad i suoi nuovi giovani collaboratori Phantom, Peego e Fatman, e riservandosi il ruolo (defilato ma essenziale) di attento supervisore. Notevole anche l'apporto dei musicisti che in seguito saranno noti come Firehouse band, protagonisti di primo piano nel reggae dei '90.

Della serie di hits create da questo team sulle etichette Waterhouse, Firehouse e Taurus, solo Tempo di Anthony Redrose ebbe un vero impatto internazionale, il resto rimase abbastanza limitato al mercato yardie, fino alla pubblicazione alla fine del 1988 dell'album "King Tubby presents soundclash dubplate style".

Quest'album fece molto scalpore anche perchè era la prima documentazione su LP del fenomeno dei dubplates e dei sound clash: un intero album fatto di specials con i deliranti intro di Fuzzy Jones, e con delle esplicative note di copertina firmate dallo stesso King Tubby. Con quel disco molti nel mondo si accorsero che Tubbys era tornato sulla scena, ma questo purtroppo servì solo ad aumentare lo shock pochi mesi dopo, per la notizia del suo tragico assassinio avvenuto nel febbraio 1989.

La raccolta della Pressure Sound contiene varie tracce di "Soundclash dubplate style", più "Tempo" con relativa versione e King Everall sullo stesso ritmo, più altri singoli piuttosto rari e poco conosciuti. Un lavoro che rende giustizia ad un periodo rimasto piuttosto oscuro e sottovalutato nell'opera di questo immenso genio musicale chiamato King Tubby.

Il digital reggae prodotto dal suo studio aveva un suono più ruvido e aspro rispetto a quello dominante del Jammy Studio, una differenza evidenziata dall'ascolto della selvaggia versione Tubbys del ritmo Sleng Teng: "Under me fat thing" cantata da Redrose. Si percepisce come l'attitudine alla sperimentazione con suoni estremi e radicali, il "tocco pesante" al mixer, ed il ghetto come ispirazione e referente sono stati gli elementi di continuità nell'arte di King Tubby per tutta la sua vita.

Tracce come "Line up" di Johnny Osbourne, la versione da soundclash di "Fade away" resa da Little John, "Babylon" di King Kong, sono esempi poco noti di come la roots music e le tonalità minori non sono mai scomparse dalla musica giamaicana, neanche nell'era del cosidetto ragga. Brani come questi prodotti in Giamaica venivano regolarmente suonati dal sound di Jah Shaka in UK, e rappresentarono una ispirazione essenziale nello sviluppo del digital roots inglese dei '90.

Elementi di una storia del primo reggae digitale ancora tutta da riscoprire.


Vibesonline.net - 2002

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