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Artist: Lee Perry
Title: Dubstrumentals
Label: Trojan Records (distribuito in italia da Goodfellas)

Recensito da: Pier Tosi


La Trojan e’ sempre molto legata alla figura di Lee Perry che contribui’ in modo decisivo a distribuire e rendere famoso in Inghilterra durante gli anni settanta: come e’ noto tutti i suoi primi albums a nome The Upsetters uscirono per la nota etichetta che distribuiva anche i singoli di sua produzione su varie etichette sussidiarie, prima fra tutti la Upsetter. La nuova gestione Trojan si occupa ora anche di materiale di Lee Perry che ai tempi non pubblico’: fu infatti la piccola DIP label a pubblicare a Londra nel 1975 i tre albums racchiusi in questo doppio CD e cioe’ ‘Kung Fu meets the Dragon’, ‘The return of the wax’ e ‘Musical bones’ di Vin Gordon. Lee Perry era operativo ai suoi nuovi Black Ark Studios dagli ultimi giorni del 1973 e il materiale qui racchiuso mostra una tappa del processo creativo che porto’ il piu’ folle produttore della storia del reggae dalle aspre sonorita’ funky dei primi anni settanta all’intricato sottobosco sonoro dei capolavori degli anni finali all’Arca Nera. Dalle mania per gli spahetti-westerns Scratch passo’ a quella per i Kung Fu movies celebrati in ‘Kung Fu meets the dragon’. Il disco che vanta una delle piu’ belle copertine della storia del reggae e’ un proto-dub album con pezzoni strumentali di ambientazione orientale, resa al meglio anche grazie agli sprazzi di melodica di Augustus Pablo. Lee Perry sperimenta nuove alchimie sonore per un nuovo pubblico (non a caso l’album usci’ in UK e non in Giamaica) creando qualcosa concettualmente simile a quello che venti anni dopo si sarebbe chiamato ‘trip-hop’, e cioe’ un reggae molto ‘fumato’ e abbastanza fuori dai canoni dell’epoca. Alle tracce dell’album i compilatori aggiungono ‘Black Belt Jones’ e ‘Enter/Exit the dragon’, cioe’ alcune tracce di ambientazione simile ma uscite al tempo solo su singolo. La musica non cambia molto con ‘Return of the wax’, uno dei piu’ oscuri albums di Lee Perry, stampato ai tempi in pochissime copie senza copertina e senza nemmeno i titoli dei brani. Anche qui siamo alle prese con numeri reggae abbastanza rarefatti con chitarra e tastiere che entrano ed escono liberamente tra accenni di dub. Tra le tracce possiamo ascoltare una versione strumentale molto ‘basic’ di ‘Curly locks’ di Junior Byles. ‘Musical bones’ ebbe una sorte simile a quella di ‘Return to the wax’ e cioe’ fu stampato in pochissime copie: il suo interprete Vin Gordon e’ il trombonista che porto’ le suggestioni dello scomparso Don Drummond nel reggae anni ’70. Il debito stilistico nei confronti di Don De Lion e’ talmente grande che Vin Gordon era ribattezzato da molti suoi produttori ed estimatori Don Drummond Junior. Questa e’ di sicuro la parte piu’ suggestiva del doppio CD con il jazz che entra di forza nelle maglie del reggae targato Lee Perry, il trombone di Vin Gordon (ora in forza agli Skatalites) che ruggisce come un elefante nella giungla e lo spirito di Don Drummond che si concretizza in un paio di occasioni anche attraverso un paio dei suoi grandi temi rivisitati. L’acquisto di ‘Dubstumentals’ da parte di un pubblico piu’ generico e’ consigliato proprio per la presenza di questa gemma riportata alla luce: l’ascolto degli altri due albums e’ a tratti un po’ noioso e non siamo assolutamente alle prese con il miglior Lee Perry. Per chi comunque vuole avere una panoramica dettagliata dell’evoluzione del tocco di questo geniale produttore nel corso degli anni settanta, l’acquisto e’ invece fortemente consigliato


Vibesonline.net - 2006

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