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Artist: General Degree
Title: Generally Speaking
Label: Kingstone

Distribuito in Italia da Jahmekya

Recensito da: Pier Tosi


Il veterano General Degree si è guadagnato le cinque stellette in tanti anni di attività e tante buone tunes ma non ha mai allargato più di tanto la sua notorietà. Il suo vocione ed il suo stile vocale fanno intuire subito che questo artista è cresciuto con lo stile dei rude boy deejays in attività nella seconda metà degli anni ottanta e per certi aspetti può ricordare un Sean Paul molto meno controllato nel flow. A lui si interessa ora la label tedesca Kingstone che attingendo dal materiale di vari produttori anche di grido come Big Yard, Christopher Birch e Lenky Marsden mette insieme un CD che ha come maggior pregio la varietà delle tracce pur mantenendo un alto livello qualitativo. L’inizio di ‘Generally speaking’ è tutto in chiave dancehall con anche alcuni eccessi di kitch giamaicano come il ritmo disco di ‘Bumpa to bumpa’ ma anche giocate di classe come ‘Hot wata’ e ‘Dance with you’ in compagnia di Chico. Le atmosfere cambiano nella parte centrale del CD: nell’ ‘one drop’ di ‘Naw flex right’ Degree fa da spalla a Beres Hammond che è anche produttore del brano. Altre tracce notevoli in chiave reggae sono ‘Cradle robber’ e l’arcinota ‘Non genuine’ sulla notevole ripresa da parte di Big Yard del ritmo di ‘Stop that train’. Le soprese non sono finite: in ‘D’music’ Degree cavalca assai bene un ibrido hip hop/ragga come solo Sly & Robbie sanno confezionare (un altro cut di questo ritmo lo trovate nel CD ‘Rhythm doubles), ‘Dutty river’ prodotta dalla Boot Camp si colora di tinte indianeggianti, in ‘Fire tonight’ fa gli onori di casa in chiave dancehall a Richie Stephens mentre ‘My fat thing’ ritorna su argomenti piccanti che non guastano nelle dancehall giamaicane. Fuochi di artificio per concludere con ‘It no matter’, la convincentissima counteraction di ‘It’s a pity’ di Tanya Stephens sullo stesso identico Doctor Darling riddim. In questo ‘Generally speaking’ Degree si da da fare, corre, strilla e suda rovinando il suo completo bianco ma a noi non importa perché nella dancehall l’eleganza è solamente un fattore secondario ed è la sostanza che conta.

 


Vibesonline.net - 2007

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