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Artist: Daweh Congo
Title:Jah Children
Label: Super Vibez

Recensito da: Pier Tosi


Quando alla fine degli anni novanta usci’ lo spettacolare ‘Militancy’ prodotto da Barry O’Hare, Daweh Congo sembrava destinato ad un radioso futuro e pur essendo un nome abbastanza consolidato del panorama roots and culture mondiale magari ci aspettavamo da lui qualcosina di piu’. Di sicuro sono pochi gli artisti in grado di rivoluzionare il mercato di appartenenza contando solo sulle proprie forze e non avendo degli agganci importanti, soprattutto in un periodo in cui molti producers sono piu’ orientati a conquistare una credibilita’ nel mercato del bashment e magari evitano i suoni classici del roots perche’ li ritengono meno redditizi almeno in prospettiva immediata. Questo nuovo ‘Jah children’ ci presenta Daweh nel suo classico stile ‘salmodiante’ che ricorda parecchio, pur avendo trovato una sua peculiarita’ espressiva, alcune cose del grande Burning Spear. Ascoltando questo CD molto ben riuscito si potrebbe crecare la iperbole definendo questo giovane cantante figlio d’arte (suo padre, Leo Graham, ha registrato varie tracce per Lee Perry) forse l’unico valido successore del grande Burning Spear e lo spessore di questo ‘Jah children’ non fa certo apparire queste parole esagerate. Lo stile della ‘lancia fiammeggiante’ riprende e basa gran parte della sua suggestione sulla ipnoticita’ e ripetitivita’ di certa musica dal cuore del continente africano ed anche Daweh Congo non e’ molto adatto a chi non sopporta una certa ripetitivita’ che e’ poi il punto di forza del suo caratteristico stile vocale. Tuttavia bisogna dire che le quattordici tracce di questo lavoro sono veramente notevoli e ‘Jah children’ e’ un disco veramente ottimo: Andrew ‘Super’ Nash e Franklin Waul hanno prodotto il tutto registrando ai Tuff Gong Studios con la crema dei sessions man jamaicani del momento ed assoldando anche il veteran bobo dread Junior Reid per l’unica combination del disco, la versione remix di ‘Only Jah know’, presente anche cantata in solitaria da Daweh Congo. Per le restanti tracce una grande onogeneita’ come dicevamo e una vera e propria indigestione di grande roots come si faceva ai vecchi tempi che dischi come questo per fortuna non fanno poi rimpiangere troppo. La quasi identita’ con Spear e’ ottenuta nel sound in maggiore con i fiati di ‘Love and harmony’ e grande suggestivita’ anche nella conclusiva ‘High praises’ aperta dal mistico suono di un gong e sospinta da un maestoso suono nyabinghi. Concludiamo dicendo che ‘Jah children’ magari non sara’ un disco incredibilmente originale per qualcuno di voi, ma molto significativamente non contiene tra le basi musicali delle vecchie ‘versions’ riutilizzate ma delle basi nuove composte per l’occasione, se si esclude forse la rilettura di un abbastanza famoso tema di Augustus Pablo. Sicuramente gli appassionati di new roots non resteranno delusi!


Vibesonline.net - 2004

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