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Artist: Radici Nel Cemento
Title: Alla Rovescia
Label: Bloom

Recensito da: Pier Tosi


Sono finalmente ritornati i Radici Nel Cemento con il loro terzo CD intitolato 'Alla rovescia': direi subito che la band romana ha fatto tesoro dei tre anni passati dall'uscita del precedente 'Popoli in vendita' e questo nuovo lavoro li vede assolutamente maturati ma con la loro ben precisa identita' rimasta immediatamente avvertibile fin dai primissimi ascolti.

Vediamo un po' cosa succede se mettiamo il CD nel player e spingiamo 'play'… Il CD si apre con il brano che l'intitola, una vivace composizione di Adriano un po' nel filone popolareggiante di 'Me ne vojo anna' con bellissimi sprazzi di flauto e sezione fiati (molto bello l'assolo di tromba) ed un ritmo abbastanza incalzante.

Il ritmo resta veloce per 'Echelon', il cui testo mette in guardia dallo spionaggio informatico che ci attanaglia a livello mondiale. Le atmosfere cambiano decisamente con 'Rock with me', un dondolante kinky reggae in inglese, una canzone da festa sospinta da un festoso riff di fiati ed una atmosfera gioiosa.

Fino ad ora abbiamo sentito tre brani di Adriano ma il quarto brano e' il primo composto da Giorgio: si tratta di 'Il posto per me', uno ska veloce e dolce nonostante il testo parli di inadeguatezza e passivita' nel vivere certe situazioni. Al quinto brano ritorna lo stile calypso/reggae che abbiamo sentito in apertura con 'La donna mia', una spiritossissima lirica sulla gelosia femminile che viaggia su un groove quasi latineggiante e molto, molto solare con degli stacchi quasi ragga-style. Ritornando sul testo, in questo caso emerge ancora la poesia' di 'borgata' di certi episodi gia' conosciuti (tocca citare di nuovo 'Me ne vojo anna'') e sicuramente questo brano diventera' un nuovo classico dei concerti delle Radici.

Dopo la gioia 'popolaresca' un attacco stepper veloce per 'Soltanto una vita', Radici Nel Cemento inna roots style ed un testo molto lucido che definisce il degrado e lo squallore che stanno dietro alle situazioni di schiavitu' celate dal mondo della prostituzione. Il senso della lirica e' che nulla puo' giustificare gli abusi fisici e psicologici che stanno spesso dietro a queste storie, ed e' significativo a mio avviso sentire brani reggae che si occupino anche di questi temi.

La traccia sette e' un altro scossone emotivo: in 'Roots' le Radici crecano di spiegare cosa intendono loro appunto per musica e cultura 'roots' e le vibrazioni del brano ti catturano alla grande. '…Pompa il sangue nelle vene, lo senti o no?, questo basso fa vibrare, lo senti o no?…' chiede Giorgio mentre il ritmo dondola, gli echi doppiano la batteria ed i fiati seguono dolcissimi, uno splendido momento di questo disco.

La traccia successiva, 'Senza rancore', ritroviamo Adriano che canta un energetico ska in minore, un quasi omaggio ai classici del genere con bellissimi inserti dei fiati. Il ritmo rallenta ed arriva un altro momento speciale: 'Dedica' e' ispirata e dedicata alla esperienza di Silvia Baraldini ma potrebbe rappresentare l'esperienza di tutti i prigionieri politici annullati dalla silenziosa violenza delle celle di isolamento.

Le liriche sono sospinte da un maestoso roots riddim con un bellissimo riff di fiati con il flauto in evidenza. A seguire arriva 'Cicileu', un brano anti-proibizionista che molti gia' conosceranno dalle esibizioni live delle Radici. In questo brano il ritmo 'mediterraneo' spesso tipico dei Radici Nel Cemento raggiunge cadenze tra la tarantella ed il ritmo dancehall jamaicano. In 'Cicileu' si gioca anche con uno scherzetto in salentino diventato ormai di dominio pubblico.

Ci stiamo a questo punto avvicinando alla fine di 'Alla rovescia': si ritorna al reggae venato di ska in 'Gattabuia', un brano che mi ricorda gli Africa Unite di 'Babilonia e poesia' soprattutto grazie al violino ed a certi andamenti quasi 'arabeggianti', poi si ritorna ad una love song di Adriano, 'Pappa e ciccia', e per gli amanti del suono 'skatalitico' 'Senza parole', la versione strumentale di 'Senza rancore', con i singoli strumenti in ancora maggiore evidenza..

Si ritorna nel finale alla roots music potente ed all'impegno sociale con 'Liberatelo', un pezzone dedicato a Mumia, un notevole stepper in cui sembra di essere tornati ai tempi di 'Tuoni e lampi'. Da segnalare in chiusura la dub version di 'Liberatelo' intitolata 'Dub fi Mumia', con alcuni estratti della vera voce di Mumia Abu Jamal dal sapore molto 'dub poetry' ad entrare ed uscire dalla camera dell'eco insieme alla chitarra, il piano ed i fiati.

Questo 'Alla rovescia' e' veramente un buon CD e cresce ascolto dopo ascolto, quindi non possiamo fare altro che consigliarvelo. Nel CD tra l'altro e' contenuta una CD-Rom track molto ben fatta in cui Radici Nel Cemento raccontano tutta la loro storia attraverso la loro discografia, la lista completa dei loro concerti (di molti e' visibile anche il manifesto) ed anche alcune curiosita' che riguardano il loro lungo viaggio attraverso l'Italia durante tutti questi anni.


Vibesonline.net - 2001

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