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Artist: Cornell Campbell
Title: I shall not remove
Label: Blood And Fire

Recensito da: Mimmo Superbass


Con questo album la Blood And Fire aggiunge un'altro tassello nella sua scientifica esplorazione del reggae anni '70, in particolare quello prodotto da Bunny Lee con l'inconfondibile "tocco" del Tubby's studio.

La voce di Cornell Campbell rappresenta un'altro aspetto cruciale della "Bunny Lee era", e questo album si affianca idealmente a quello di Johnny Clarke, realizzato dalla Blood And Fire all'inizio del 1999. Infatti subito dopo Johnny Clarke, Campbell fu' il piu' grosso hitmaker di Bunny Lee in quegli anni di sangue e fuoco della musica giamaicana che vanno dal 1975 al 1980.

Come possiamo leggere nelle consuete appassionanti note di copertina di Steve Barrow, la carriera di Cornell Cambell inizia sin dal 1959, con le sue prime registrazioni per Coxone Dodd, seguite da un suo breve inserimento nel trio degli Uniques. Per un cantante giamaicano nato artisticamente in quel periodo, i modelli di riferimento appaiono scontati, ed il magnifico e purissimo falsetto di Cornell era perfettamente adeguato ad incarnarli: nella definizione di Steve Barrow "... combina una purezza di tono che echeggia Curtis Mayfield, con un modo di esprimersi pieno di soul influenzato da Sam Cooke".

La fruttosa collaborazione con Bunny Lee inizia sin dal 1972. La presenza "tentacolare" di Bunny Lee nel mondo musicale giamaicano gli rese l'appellativo di "gorgon", dal mostro mitologico. Lo stesso termine veniva usato per indicare il carisma di una testa coronata dai dreadlocks. Cosi' nacque la serie di "gorgon songs" che aprono questo CD, tutte enormi hits nei '70. In particolare la prima "The Gorgon" che fu incisa originariamente come dubplate per il Channel One Sound System.

"Natty Dread Inna Greenwich Town" fu un altro enorme successo da dance hall, e rifa' il verso a "Natty Dread" con cui Bob marley esplodeva fuori dalla Giamaica nel 1975. Allo stesso modo in cui Bob Marley rivendicava fieramente il suo quartiere d'origine (Trenchtown), Bunny Lee e Cornell Campbell vollero celebrare in musica la loro zona d'azione: il ghetto di Greenwich Town, dov'era situato anche lo studio di King Tubby.

Ed a proposito di King Tubby, come al solito parte fondamentale del fascino di questo CD sono le pionieristiche dub versions che spesso completano i brani in preziose "extended version" tratte dai 12" originali. Sempre secondo Steve Barrow, il dub di "Natty Dread Inna Greenwich Town" fu la prima volta in cui King Tubby uso' il delay sulla voce.

Forse il piu' celebre successo di Cornell Campbell fu "Dance Inna Greenwich Farm", delizioso "slice of life" giamaicano che descrive la scena di una dance in una yard del ghetto ("... King Tubby an di dreads was there...") con tanto di poliziotti e infami in circolazione. Esaltante e rarissimo il DJ style di Doctor Alimantado che segue, a sua volta completato dal dub mix in un esplosione di "flying cimbals".

Le ultime tre tracce sono le piu' roots e le mie preferite. Ed a quanto pare sono in buona compagnia, visto che King Tubby amava ascoltarsi "Two face rasta" quando andava in giro in macchina.

"Righteous Rastaman" entra nel merito del clima politico giamaicano avvelenato dell'epoca, con una affermazione di indipendenza dei rasta che "don't deal with politics..."

Chiude in bellezza "Bandulu" che musicalmente abbandona i flying cymbals di King Tubby ed entra nelle atmosfere "pese" di Scientist nel 1980. E' il ritmo su cui ebbe successo Don Carlos con il celebre "Late Night Blues", con il giro di basso suonato da Gerge Fullwood ma inventato da Robbie Shakespeare in "Shine Eye Gal" dei Black Uhuru. Il DJ style di Ranking Dread arriva a rendere definitivamente irrinunciabile questo ennesimo CD Blood And Fire.


Vibesonline.net - 1999

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