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Michael "Joshua" Manley, 1924 - 1997

a cura di Mimmo Superbass.
Pubblicato su Vibes fanzine 1997


Michael Manley, carismatico leader politico socialista, per tre volte Primo Ministro della Giamaica, e' morto il 6 Marzo 1997. In suo memoria si e' tenuto un grande concerto in Giamaica, ed anche noi su Vibes vogliamo occuparcene, perchˇ si tratta di una figura storica molto importante nello sviluppo della reggae music.

La storica lotta per il potere in Giamaica, tra il partito conservatore (Jamaican Labour Party) ed il partito socialdemocratico (People National Party) ha sempre influenzato profondamente tutti i settori della vita sociale giamaicana, e in particolare la produzione musicale.
Nei primi anni '70 il PNP di Michael Manley vinse le elezioni grazie anche all'appoggio di molti musicisti reggae, attratti dal suo programma di riforme socialiste e dalla sua retorica di riscatto degli strati piu' poveri del popolo giamaicano.

Per colpire l'immaginazione dei poveri, fra i quali si diffondeva sempre piu' la religione Rastafari, Michael Manley uso' lo pseudonimo di "Joshua" (Giosuˇ, il biblico profeta che porto' a termine la liberazione dall'Egitto del popolo di Dio, cominciata da Mosˇ), e nei discorsi che teneva nelle campagne o nei quartieri poveri impugnava un bastone regalatogli da Hailˇ Selassie in persona durante una visita di Stato in Etiopia, chiamandolo "the rod of correction" (il bastone della correzione).

Il tentativo di riformare in senso socialista la Giamaica fu considerato un'esperimento inedito nei Caraibi, e venne paragonato al Cile di Allende. Meno tragicamente e piu' miseramente di Allende, anche Joshua falli', non si capisce fino a che punto per i suoi limiti o per l'azione destabilizzatrice degli USA e della CIA, che supportavano apertamente il leader dell'opposizione Edward Seaga (detto "CIAga"). Fatto sta che durante il suo governo i poveri diventavano sempre piu' poveri, e la Giamaica conobbe una stagione sanguinosa di guerra tra bande e terrorismo criminale.

I rasta e le classi poveri diventarono allora sempre piu' disilluse e diffidenti nei confronti di tutti i politici, e la musica reggae visse i momenti piu' alti del suo sviluppo, diffondendosi universalmente con Bob Marley. Nelle elezioni del 1981 il PNP perse e ritorno' al potere Edward Seaga, che avvio' una politica socioeconomica neoliberista in pieno accordo col suo grande alleato, Ronald Reagan. Il reggae rispecchio' il falso ottimismo dilagante abbandonando le tematiche sociali e religiose della roots music per fare spazio al dance hall style.

Dopo poco tempo i poveri caddero nella disperazione e nella miseria piu' nera, nei ghetti si diffusero sempre piu' la cocaina e la criminalita', e nacque una nuova consapevolezza sociale. I Rasta definirono Reagan "l'anticristo" perche' faceva bruciare le piantagioni di Ganja. Michael Manley ritorno' al potere, per poi ritirarsi dopo poco per problemi di salute.

Oggi Primo Ministro e' il socialista Patterson, ma i "sufferers" hanno ancora mille ragioni per lamentarsi, e per esprimersi con una musica che in tutto il mondo parla un linguaggio rivoluzionario e di coscienza spirituale. Per citare le parole di un'articolo di Michael Manley (scritto come introduzione al libro "Reggae International" di Stephen Davis): "...il reggae e' diventato internazionale, e cio' e' in parte dovuto a doni naturali di Bob Marley. Ma deve essere anche vero che l'asserzione positiva di categorie morali, va ben oltre i confini parrocchiali. In mezzo ad altre cose, il reggae e' il suono spontaneo di un'impulso rivoluzionario locale. Ma la rivoluzione stessa e' una categoria universale. E' questo, probabilmente, cio' che rende il reggae particolare, anche all' orecchio internazionale."


Vibesonline.net - 1997

Vedi su Vibesonline.net: Joshua and the rod of correction

 

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