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The african teacher: Burning Spear live al Metarock Festival, Pisa 12 / 7 / '97
Jahka/Jahmento band
Fightin'sisters
RN Tickets
Africa Unite

a cura di Pier Tosi.
Pubblicato su Vibesonline 1997


L'ultima giornata del riuscitissimo Metarock festival diventa un vero e proprio happening reggae: tutti o quasi i gruppi italiani che stanno dandosi da fare in questi ultimi tempi a scaldare l'atmosfera e preparare l'entrata in scena del leggendario Winston Rodney AKA Burning Spear e della sua collaudata band.

Incominciando dai dettagli, a causa della discreta lunghezza del viaggio non assistiamo ai due set di apertura: le uniche tracce tangibili sono i saluti di un trafelato Beppe Giacalone che lascia velocemente con i compagni il Metarock per raggiungere un altro posto in cui Jahka/Jahmento band hanno il loro secondo concerto della serata (mitici!!) e le ultime note del breve concerto delle Sisters mentre stiamo per entrare nell'area del festival.

Cerchiamo per parte della serata di forzare il blocco per provare utopisticamente di rivolgere qualche domanda a Winston Rodney ma nonostante le promesse dei membri della sua crew di farci contattare il latitante road-manager, essi sembrano piu' interessati ad approfondire la conoscenza con alcune delle graziose italian girls presenti. Ci rassegnamo e ci dedichiamo alla musica : e' il momento degli RN Tickets di Bergamo, abbastanza a loro agio con i suoni dell'immenso impianto (bassi piuttosto potenti). Sono un po' penalizzati dal poco tempo a disposizione, ma la loro porzione di spettacolo scorre via molto bene nella presentazione di vari brani del loro nuovo CD 'Un affare difficile'.
Il loro reggae venato di soul e jungle, molto caldo e solare fa ballare i gia' parecchi presenti e anche alcuni dreads membri della crew di Burning Spear visibili su un lato del palco. Da segnalare nel finale la presenza di un ospite jamaicano, Bunny Selassie ad arricchire ulteriormente il set con alcuni brani dal sapore lovers.
Molto bravi RN Tickets con cui rinnoviamo l'appuntamento a quando avranno piu' spazio a disposizione.

Dopo di loro e' la volta degli Africa Unite, che deliziano i presenti con i loro nuovi suoni e le canzoni del nuovo 'Il gioco'. Anche per loro il set originale e' piuttosto accorciato, cosi' i nuovi brani prendono il sopravvento portando l'atmosfera sulle frequenze di un lento e sinuoso reggae tendente al trip-hop. C'e' spazio comunque anche per il classico beat reggae e per alcuni numeri jungle padroneggiati da un Bunna in ottima forma e privo di chitarra.

A questo punto entra la leggenda: un laborioso cambio palco a cui segue un sound-check in diretta fatto dai componenti della band che suonano tutti insieme mentre i sound-men sistemano il tutto, poi la band attacca un ritmo poderosissimo e dopo qualche minuto di acclimatamento entra in scena BURNING SPEAR.
Winston Rodney si colloca al centro del palco mentre la band continua a macinare: la sua non piu' giovane eta' e' evidenziata dalla sua bianca barba e anche le danze magari non sono piu' quelle di una volta ma il grande magnetismo della sua presenza e soprattutto della sua voce sono pressoche' intatti!!!

L'inizio del concerto vede alcuni brani degli ultimi albums, i consueti lunghi ipnotici brani che Spear guida con la sua tipica voce e lo sguardo che sembra cercare forza lontano, oltre i tanti spettatori presenti. Il gruppo suona veramente in un modo incredibile. Nessuno spazio a nuovi effetti, sound super-roots e tanta potenza e precisione. Nelle code dei brani dei micidiali spazi di drum and bass mentre Spear suona con le percussioni dei Nyabinghi riddims: mi viene in mente che il concetto di Trance music non e' affatto una invenzione moderna e che e' proprio la meditazione la dimensione in cui Burning Spear porta il pubblico con il suo intenso spettacolo.

Molte le invocazioni a Jah Rastafari mentre i brani si susseguono creando un compattissimo continuum sonoro: vista la copiosa produzione di Spear si fa persino fatica a riconoscerli. Il concerto va verso una durata extra e mette a dura prova i ragazzi che da ore sono in piedi davanti al palco. Arriva il momento dei vecchi anthems: in successione 'Marcus Garvey', 'Slavery days' e 'Christopher Columbus' poi si conclude il concerto ma abbastanza rapidamente l'MC entra ad incitare il pubblico e Spear esce a trascinare i presenti in un lungo ed estenuante bis.

Alla conclusione i fari accesi ed i volti stanchi e soddisfatti di tutti coloro che hanno potuto presenziare quella sorta di maratona mistica che e', ancora nel 1997, un concerto di Burning Spear.


Vibesonline.net - 1997

 

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