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Radio Rebelde dal vivo
(Bologna, Teatro Occupato 1 febbraio 1997)

Sud Sound System + Timpa Dub and The Messapians)
(Bologna, Livello 57, 15 febbraio 1997)

a cura di Pier Tosi.
Pubblicato su Vibes fanzine 1997


Un unico articolo per parlare di due appuntamenti che in questo mese di febbraio hanno riguardato la mia citta' : Radio Rebelde e Sud Sound System, due collettivi per certi versi piuttosto differenti, per provenienza geografica innanzitutto (dalle nebbie di Venezia, base di Radio Rebelde al "fuecu" del Salento terra di S.S.S.) ma anche per un diverso modo di sentire il reggae e per una diversita' di esperienze.
Voglio comunque accomunarli in questo articolo sia perche' sono due gruppi di persone tra i piu' attivi a tenere vivo il fuoco del reggae italiano e sia perche' i loro concerti hanno avuto in comune una eccezionale carica ed efficacia nel comunicare ritmi ed emozioni, due serate veramente speciali per dimostrare che grazie a certe persone, tra i tanti disagi che riguardano la musica in Italia, ci sono eventi che non fanno per nulla rimpiangere posti come Londra, Parigi o New York.
Non e' mia intenzione paragonare i Radio Rebelde ai Sud Sound System o stabilire chi tra i due gruppi vince il confronto. Entrambi mancavano da Bologna da molto tempo e per rispettare la cronologia incominciamo da Radio Rebelde.

Era dall'agosto del 1993 che Radio Rebelde non si fermavano a Bologna : in quell'occasione fu un concerto durante il mese di Agosto, con la citta' deserta, al CSOA Pellerossa a pochi giorni dallo sgombero.
Molta acqua e' passata sotto i ponti da quei giorni e i Radio Rebelde hanno pubblicato "Tam Tam", sino ad ora loro disco piu' rappresentativo ma purtroppo incappato in gravi problemi di inadeguata distribuzione durante il 1996.
"Tam tam" e' un album con brani convincenti e ottimi suoni e dimostra l'attitudine della band a suonare un reggae molto inglese, legato ai ritmi hot steppers e ai suoni del Digital Dub.
Nonostante questi riferimenti comunque Radio Rebelde dimostra un suo stile e una identita' che si evidenzia ancor di piu' nella dimensione live. Infatti i Rebelde hanno superato i dispiaceri dovuti ai problemi distributivi del disco ("Tam tam" e' comunque uscito solo nel maggio 1996 ed e' ancora un prodotto attualissimo : cercatelo da Good Stuff o al recapito della band) e continuano in una grandissima crescita per cio' che riguarda le esibizioni live.
Al Teatro Occupato la gente arriva piano e piano e quella che sembrava una serata "fiacca" si anima ad un'ora tarda, ma comunque prima dell’inizio del concerto. I Rebelde attaccano fortissimo, dando tempo ai fonici di sistemare l'impianto dopo un inizio un po' infelice. Li possiamo vedere in formazione a cinque senza la Pitura Freska Horn Section che talvolta li accompagna : impressionante la sezione ritmica composta da Ras Mouse alla batteria (straordinario il suo crescendo nel corso della serata) e Ubi al basso, partecipe anche ai cori, insieme a Brother D ala voce solista e all'unica chitarra. Completano il gruppo Ras Smoothy alle percussioni e Lucky alle tastiere.
La prima parte del concerto e' dedicata alle canzoni di "Tam tam" che contribuiscono non poco a scaldare l'atmosfera: non occorre molto perche' la piccola folla del Teatro Occupato incominci a ballare ed ondeggiare. Si susseguono i brani: "Vibrazioni", "Unity posse", "Stay", l'inno antiproibizionista di "Mi herb" e Radio Rebelde sono padroni assoluti della situazione coniugando ottimamente i loro potenti ritmi steppers alla melodia e al calore dell'anima reggae.
In mezzo all concerto arriva una ottima versione di "Kinky reggae" di Bob Marley e incominciano a sentirsi i nuovi brani che continuano il discorso compositivo incominciato da tempo con "Tam tam". Arriva il momento del finale alla grande con "Esternazione" (che continua ad occupare un momento importante del concerto) e "Tam tam" ma anche alcune nuove composizioni tra cui colpisce un brano dal sapore jungle-dub.
Non resta molto altro da dire se non che Radio Rebelde ha dissolto in un attimo lo stacco spazio-temporale che lo separava da Bologna e che il loro e' un bellissimo spettacolo che reggerebbe di sicuro il confronto con acts simili provenienti da paesi in cui il reggae ha una ben diversa circolazione.

Per cio' che riguarda Sud Sound System c'e' da dire che il loro rapporto con Bologna e' abbastanza diverso : partiti dalla longeva e attivissima scena reggae pugliese molti di loro hanno vissuto a Bologna partecipando ad esperienze diverse dalle attivita' che svolgevano in Salento e proprio a Bologna e' iniziata l'avventura dei successi del Sud Sound System.
La puglia non e' lontanissima, ma se si esclude una piccola parentesi che riguarda l'ultima notte dell'appena concluso 1996 (peraltro abbastanza sfigata) non vedevamo i Sud Sound System dai tempi del vecchio Livello 57 di via dello Scalo.
Il reggae brucia sempre a S.Donato di Lecce, ma brucia di sicuro piu' forte da quando c'e' stata in casa S.S.S. la svolta che li ha portati dall'utilizzo delle basi e dei dischi (cosa che poi continua nelle dancehalls che il collettivo organizza di continuo) alla formazione di una vera e propria band. Dalla grande amicizia e interscambio con i siculi Calura (di sicuro la piu' rimpianta ex reggae band d'Italia) nasce il quartetto "Timpa Dub and the Messapians" (Gopher alla batteria e Treble alla chitarra dalla vecchia guardia S.S.S. e Giovanni Ficupala al basso e Alessandro "Maestro" Garofalo alle tastiere dalla Sicilia ancora una volta via Bologna!) che accompagna dal vivo le voci del resto della banda: Don Rico, Terron Fabio, Nandu Popu, Papa Gianni e GigiD.
Il prodotto tangibile di questa svolta e' l'album "Comu na Petra", imprescindibile ultimo capitolo dell'avventura S.S.S. Tornando alla serata del Livello 57, ci si rende conto che l'attesa e' notevole perche' all'ingresso si forma una fila e una ressa degna di un concerto-che so-dei Nirvana. Quando S.S.S. aprono il concerto il Livello 57 e' discretamente pieno ed e' gia' difficile raggiungere le posizioni vicine al palco.
L'atmosfera e' molto casalinga per la band vista la massiccia presenza di ragazzi pugliesi fuori sede che cantano in coro i brani e rispondono a gran voce a un appello dedicato a loro che Terron Fabio fa dopo un paio di brani. Con questa cornice c'e' da dire che un concerto di Sud Sound System e' veramente una esperienza quasi incredibile: la band gira ai cento all'ora a suo agio negli stili piu' disparati come dancehall, ragga,hip hop o rub-a-dub style e i ragazzi con i microfoni non si risparmiano di certo.
Se nel caso di Radio Rebelde ho parlato di stepper e suono inglese, qui c'e' da dire che siamo dentro a atmosfere piu' jamaicane, in un certo senso piu' calde e vedere all'opera Timpa Dub & Messapians con S.S.S. fa pensare alle backing bands jamaicane che supportano i grandi cantanti: grande ritmo e precisione ma senza rubare lo spazio alle voci e alle parole. Il concerto e' lunghissimo e tutti i successi dei S.S.S. vengono eseguiti, compreso una bellissima cover di "Lots of Signs" in onore al grande Tenor Saw.
Anche se S.S.S. amalgano bene i vari stili da loro interpretati, grazie al magico supporto di Timpa Dub &Messapians, bisogna dire che Rico, Fabio e Nandu incarnano l'anima ragga/dancehall del gruppo mentre Treble e Gianni rappresentano il lato piu' melodico e GGD e Gopher stanno sul versante Ragga/hip hop.
La fusione tra reggae music e cultura e dialetto salentini ha raggiunto, allo stato attuale dei S.S.S. il suo culmine da quando il collettivo e' attivo, ma sicuramente i ragazzi sapranno regalarci ancora molte emozioni. Anche questa serata rimarra' di sicuro per parecchio tempo nelle nostre menti!


Vibesonline.net - 1997

Vedi su Vibesonline.net:
Intervista con SSS (1999)

Recensione Reggae party (1999)
Recensione Comu Na Petra (1995)
Intervista SSS (1994)

 

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