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Starkey Banton

A cura di: Pier Tosi
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Questa e' la terza di una serie di interviste realizzate in una sola giornata, nel backstage del Rototom Sunsplash di Udine, Luglio 1998. Il percorso delle interviste segue il percorso musicale di quella serata.

Dopo l'esibizione di Aisha c'e' un cambio palco (tutto si trasferisce nel palco coperto) mentre tutto il pubblico viene dirottato alla piscina dove i spettacolari Sud Sound System si scatenano ai microfoni del sound system.
Il concerto riprende ed e' la volta di Starkey Banton: avevo gia' visto Starkey all'azione a Londra nell'estate 1997 infuocare letteralmente il pubblico di Finsbury Park e quindi sapevo di potere scommettere tranquillamente sulla sua forza e il suo talento. Starkey e' molto conscious e a me piace pensarlo come una risposta inglese ai bobo dreads jamaicani. Qui a Lignano, con Mafia & Fluxi e' veramente ai massimi e molto a suo agio davanti al pubblico del Sunsplash e propone una performance veramente eccezionale.
Il suo stile e' potente, diretto ed essenziale e particolarmente adatto alla forza del messaggio roots and culture veicolato dalle sue parole: Starkey getta fluenti rime sulla folla e si muove con forza da un lato all'altro del palco, fermando la band con cenni delle mani quando e' assolutamente indispensabile sentire e soprattutto capire le sue parole.
Anche Starkey ci ha raccontato la sua storia prima di esibirsi. Ecco le sue parole:


D: Puoi raccontarmi come hai iniziato a fare il deejay?
R: Quando ero un ragazzino mio padre mi ha mandato a vivere in Jamaica, cioe' la terra da cui lui proviene, cosi' lui disse 'Devi crescere', cosi' andai in Jamaica e imparai la deejay music dalle dancehalls, dai juke-boxes, hai presente i juke-boxes? Era circa il 1976, 1977 ed io incominciai a fare il deejay. In quel tempo avevo dodici anni...Poi quandoritornai in Inghilterra cominciai a fare il deejay nei sound systems, un sound chiamato Java. Ho fatto progressi finche' non ho iniziato a fare dischi, e tutto ha incominciato a muoversi, da quei tempi lontani...

D: Cosi' tu sei nato in UK ma cresciuto in Jamaica...
R: Si, mio padre mi ha mandato la perche' voleva che conoscessi bene la terra da cui provengo, cosi' mi ha mandato a crescere laggiu'.

Q: Hai registrato solo in UK o anche in Jamaica?
R: Tutte le mie registrazioni sono state fatte in UK, perche' ero sotto contratto con la Fashion Records. Ho fatto un album con loro e ho un altro album in uscita e al momento sto lavorando ad un album con Mad Professor.

D: Si trattera' di materiale roots come quello dell'album con Dub Organizer?
R: Si, fondamentalmente roots: anche se sto facendo dancehall music, il mio messaggio ed i miei testi sono soltanto roots.

D: Qual'e' la tua opinione riguardo le differenze tra la scena reggae in UK e quella jamaicana?
R: La reale differenza e' l'ambiente, perche' la gente e' la stessa e se io fossi rimasto in Jamaica avrei fatto la stessa musica. La differenza e' che in UK il reggae non e' come in Jamaica la musica n.#1, e' una musica sotterranea mentre in Jamaica ha il massimo risalto e gli artisti hanno piu' risalto in Jamaica rispetto che da noi.

D: Si puo' dire che in Jamaica come artista hai piu' possibilita'?
R: Si, perche' il mondo intero vuole il reggae e guarda alla Jamaica.

D: Puoi dirci qualcosa sul tuo fenomenale album 'Powers youth'??
R: Successe che Dub Organizer, cioe' Chris Lane della Fashion decise di produrre un set di roots music con me. Lui era un giornalista all'inizio, e poi e' diventato un produttore. Ha fondato la Fashion label ed e' conosciuto per i suoi passati lavori di Lovers rock e Dancehall, ma le mie vere vibrazioni sono Rastafari ed io avevo un contratto con lui, cosi' lui capi' le mie vibes e disse 'Facciamo un album di roots music'.
Ho fatto una canzone per lui intitolata 'Tired of living in Babylon' perche' sto vivendo in Inghilterra ma le mie radici non sono la, io voglio ritornare in Africa ed e' per questo che Africa e' sempre nella mia mente, e' la mia terra...nemmeno la Jamaica e' la mia terra perche' anche la Jamaica e' Babylon...ogni cosa che io faccio e' roots, ha a che fare con le radici, messaggio africano, perche' molte persone della mia gente sembrano avere perso quel messaggio. Il mondo intero e' incominciato in Africa, dobbiamo farein modo che la gente lo sappia, non importa se la gente e' bianca o nera...tutti noi proveniamo dall'Africa. Il titolo dell'album e' 'Powers youth' (potere ai giovani) ed e' riferito a un uomo come me, sono io che ho questi poteri, perche' sono sempre coinvolto in questa militanza, sempre in piedi...

D: Intendi potere di comunicare?
R: Si, potere di comunicare, di rendere la gente consapevole...

D: Ti ho visto dal vivo l'anno scorso all'Essential Weekender con la Welcome Band: e' semplice per un deejay come te avere la possibilita' di esibirsi con una band?
R: Si, se tu hai la tua band: la mia band e' la Powers Band...

D: E' un nuovo progetto?
R: Quel giorno era solo una band messa insieme per l'occasione, la Welcome Band, ma non e' veramente la mia band. Mafia & Fluxi sono ottimi, cosi' come la Ruff Kutt Band. Queste sono le bands che uso di solito perche' conoscono bene le mie vibes, deejay, dancehall style. Io ero originariamente un dancehall deejay, ma da quando conosco le mie radici, non abbandono il roots. Sono versatile: posso fare dancehall e roots...

D: C'e' differenza per te a scrivere delle liriche per ritmi hardcore e scrivere liriche per ritmi roots reggae?
R: Per me non c'e' differenza: i ritmi dancehall sno i ritmi da cui provengo. La roots music era originariamente chiamata dancehall ed era suonata regolarmente nelle dancehalls. La generazione anziana non amava questa musica (boogoyaga e' un'offesa ndt.), come il ragga negli anni settanta, perche' a loro piaceva il vecchio reggae dei loro tempi, cosi' ora la gente di una certa eta' vede il roots come musica classica e la nuova musica e' dancehall. Probabilmente tra dieci o dodici anni la classicita' sara' rappresentata dalla dancehall. Per me non ci sono differenze: e' tutta reggae music.

D: Cosa proporrai stasera on stage?
R: Faro' del mio meglio per esprimermi alla gente perche' e' la prima volta che vengo in Italia sul serio e vorrei fare capire a tutti il mio messaggio che spesso e'frainteso: io sono un tipo di deejay che spara la verita' in faccia alla gente e a molta gente questo non piace, ma io sono fatto cosi', cosi' qualche volta vengo frainteso: se dico che sono africano, molta gente dice che sono razzista o che sono contro altra gente, ma questo e' perche' non vengo capito. L'Africa era il principio e cosi' sara' anche la fine.

D: Mi ricordo che al Weekender hai cantato 'Fire pon the queen' sulla melodia dell'inno nazionale inglese...(risate)
R: Ho dovuto lottare molto per questo genere di cose, perche' qualcuno non e' d'accordo con cio' che cio' che dicevo. Quando dicevo 'Fuoco sulla regina'intendevo fuoco sull'establishment, cosi' come quando dicevo 'fuoco sul papa' intendevo l'establishment, perche' noi tutti sappiamo che cose tremende sono commesse in nome della religione e della politica, cosi' io voglio cancellare questa forma di lavaggio del cervello.


Vibesonline.net - 1998

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Starkey Banton. Italy, 1998.
Foto Superbass

This is the third of several interviews done in the same day, in the backstage of Rototom Sunsplash in Udine (Italy), july 1998. The sequel of the interviews follow the musical line up of that night, with a set showing a slice of the contemporary english roots, strongly supported by the Mafia & Fluxi band.

After Aisha's appearance there was an intermission for a change of the stage. The crowd went to the swimming pool area following a great PA free-style performance done by Sud Sound System from Lecce, Italy.
When the show restarted, it was Starkey Banton's turn. I saw him perform in London during the summer of 1996 so I knew Italian audience was about to experience murderer!!! Starkey is a consci ous deejay and I consider him to be the UK answer to the Jamaican Bobo dreads. At Sunsplash, with Mafia & Fluxi, Starkey was at his peak, and his performance was absolutely top notch. His style is st rong, straight and essential, and this style fits his powerful roots and culture message. Starkey Banton shot heavy rhymes on the audience while moving from one side to the other onstage, and stoppin g the band when he wanted the audience to hear and understand his significant words over the music.


Q:Can you tell me how you started to be a deejay in UK?
A:When I was a little boy my father sent me to Jamaica, that's where my father come from, so he said 'You get to grow up' yunno, so when I went to Jamaica I learnt the deejay music, from the dancehal ls, from the juke-boxes, you know juke-box? It was about 1976, 1977 and I started deejay. At that time I was just twelve...Then when I came back in England I started deejay there on sounds, a sound s ystem called Java. I just progress till I started to record and everything started to move on, from those days.

Q:So you're born in UK, but you grew up in Jamaica...
A: Yes, my father sent me there because my father wanted me to know the place where he came from, so he made me grow there.

Q:Did you record just in UK or in Jamaica too?
A:Most of my recordings were in England, because I had a contract with Fashion Records. I did an album for them and I have another album that will be released soon. Currently, I am also working on an album with Mad Professor.

Q: And will there be roots materials like the Dub Organizer album?
A: Yes, mostly roots: even if I'm doin' dancehall music my message and my lyrics are just roots.

Q: What is your opinion about the differences between the UK reggae scene and the Jamaican one?
A:The difference really is environment, because it's the same people, cause if I were still in Jamaica I would be doing the same music. The difference is in the UK reggae is not the number one music, reggae is kept underground and in Jamaica it is more highlighted, so the artists are more highlighted in Jamaica than in England.

Q: Can we say that in Jamaica probably you have more possibilities?
A: Yes, cause the world is looking to Jamaica, looking for reggae.

Q: Can you tell us something about the great 'Powers youth' album?
A: What happened was Dub Organizer, he's Chris Lane, from Fashion, he decided to put out some roots music with me. He was a journalist in the beginning and then he transferred himself to producing. H e started this label, he's known me from Lovers Rock and dancehall, but my true vibes are Rastafari and I was dealt with him before. He got the vibes to say 'Let's do some roots music'.
I've done a t une for him called 'Tired of living in Babylon' because I'm living in England but my roots are not there, I just want to go back to Africa. That's why Africa is always on my mind. That's my home ... not even Jamaica is my home because Jamaica is Babylon. Everything I do is roots, African message, because many of my people seem to be lost. The whole world started in Africa. We haffe really make p eople know that, no matter like white people, black people ... all of we come from Africa. The title of that album was 'Powers youth' and it refers to a man like me, it's me that have powers, you kno w, always I have a militancy, I would make a stand...

Q: Do you mean powers to communicate? A: Yes, powers to communicate, power to uplift people...

Q: I saw you at the Weekender last year with the Welcome Band. Is it easy to perform in UK for a deejay like you, with a band?
A: Yes, if you have your band. My right band is the Powers Band...

Q: Is it a brand new project?
A: That day it was a band I just put together, Welcome Band, but they're not really my band. Mafia & Fluxy are a good band, as is the Ruff Kutt Band. These are the bands I usually use. They all know my kind of vibes, deejay, dancehall style. I'm a dancehall deejay originally but since I met the roots, I don't left the roots. I'm versatile: I'm doing dancehall and roots...

Q: Do you feel any difference between writing tunes for hardcore riddims and writing tunes for roots riddims?
A: To me there's no difference. Riddims, like dancehall, is where I come from. Roots music was originally called dancehall and it was usually played at the dancehalls. The older generation they look pon this music like the boogooyaga, like ragga in the seventies, cause they like the old time music. So it's like now the people look at the roots like classical, and the new stuff is dancehall Prob ably ten years, twelve years time and dancehall will be the classical roots. To me. There are no differences. It's all reggae music to me.

Q: What should the audience expect from you on stage tonight?
A: I want to give my best to uplift the people, because this is the first time I come to Italy, really and I would like the people to really know what I'm dealing with because sometimes my message is sometimes misunderstood. True I'm the kind of deejay who says '... in your face' and some people doen't like straight talk like that. But that is who I am. So sometimes I get misunderstood. When I s ay I am an Arican a lot of people say I'm a racist or I'm against other people, but I'm not understood. Africa is the beginning, so as it was in the beginning, so shall it be in the end.

Q: I'm remember your performance at the Weekender where you performed 'Fire pon the queen' to the tune of the UK national anthem ...
A: I got into a lot of fights fi doin those things, you know, because some people didn't agree with what I was saying. When I said 'fire pon the queen' I really meant 'fire pon the establishment' whe n I say 'fire fi di pope' I mean the establishment, beacause we all know what they are committed to in the name of politics and religion. So that is the kind of brainwashing I really want to erase.


Vibesonline.net - 1998

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