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Misty in Roots

A cura di: Pier Tosi


Reggae piu' punk : una miscela esplosiva in zone a crescente tensione sociale per arginare l'intolleranza e la violenza razzista passando attraverso scelte di autogestione musicale, ma anche reggae delle radici con lo sguardo rivolto alla cultura africana, ma senza perdere i contatti con la propria comunita', la comunita' west indian di Londra. Queste le peculiarita' di Misty In Roots, da vent'anni e piu' in circolazione suonando roots music sempre ispiratissima. Li abbiamo incontrati al Magic Bus di Mestre dopo uno dei loro intensissimi concerti, tra l'altro degnamente supportato dai Radio Rebelde.


D: Qual'e' il significato del nome Misty In Roots?
R: E' una storia un po' complessa ma in sostanza abbiamo inventato il nome...

D: Pensavate suonasse bene per una band come voi?
R: Esprimeva qualcosa di diverso e cosi' era la band.

D:Parliamo dei vostri inizi: e' vero che a meta' degli anni '70 era difficile in Inghilterra per i Rasta suonare a causa di diffuse paure o pregiudizi?
R: No, a quel tempo era solo la gente nera ad ascoltare il reggae e soprattutto il roots reggae. C'era il reggae pop delle classifiche, cose come Desmond Dekker, ma il roots reggae era gia' la musica suonata dai Sound Systems dove c'era un pubblico perloppiu' di giovani neri. Molti di questi avevano uno spiccato senso religioso...

D:Intendi in senso cristiano cattolico o rasta?
R:Per me non fa differenza. E' solo la teologia che differenzia le cose. Rasta dice che l'unico dio viene dalla terra d'Africa. Le principali religioni attuali sono monoteiste e il concetto primario di cio' viene dall'Africa, non c'e' una grande differenza. Ci sono molte denominazioni per un unica religione, un unica filosofia, un concetto originale africano.

D: Non c'erano molti Rasta a quel tempo?
R: No, non ce n'erano molti. La nostra generazione a meta' degli anni '70 e' stata la prima a sviluppare una coscienza Rasta in Inghilterra.

D: Cosė incominciaste a suonare roots reggae...
R: Si.

D: Parliamo della esperienza Rock Against Racism.
R: Fu sempre a meta' degli anni '70 e in Inghilterra c'era una politica cattiva. C'erano dei movimenti fascisti organizzati e cio' influenzo' la politica, cosė andarono al potere i conservatori che avevano dei legami con questi movimenti. Negli ambienti politici di sinistra si formo' cosė la Anti Nazi League e c'erano molti concerti in suo sostegno a cui noi partecipavamo insieme a molte punk band di bianchi come i Clash.

D: Cosa pensavate del fatto che molta gente bianca era interessata a un contatto con la cultura della gente nera?
R: Nella esperienza Rock Against Racism ci trovavamo molto bene al fianco delle punk bands. C'era stata una rivoluzione musicale e molti musicisti non volevano firmare contratti discografici con le major companies, cosė molti musicisti punk o reggae fondavano delle etichette indipendenti, anche se poi con il maggior successo molti gruppi passarono in effetti alle majors e cio' limito' il movimento. Noi avevamo la nostra etichetta, la People Unite per cui esordirono i Ruts (punk band molto influenzata dal reggae:dopo i due albums "the crack" e "Animal now" la sua attivita' fu rallentata dalla morte del cantante Malcolm Owen. Piu' tardi, come Ruts D.C. pubblico' lo stupendo album dub "Rhythm collision vol.1", mixato da un Mad Professor agli albori della sua attivita' ndr) che spesso suonavano con noi. Comunque noi vivevamo in quartieri popolari insieme ai bianchi, c'erano tensioni ma da tempo c'era una convivenza, una sorta di integrazione. Andavamo alle stesse scuole e appartenevamo alla stessa classe sociale. Questa situazione fu accentuata dai giornali, quando ci fu il successo del punk e del reggae nello stesso ambiente cio' fece notizia.

D: Cosa pensi della musica jungle?
R: Ci sono diversi stili di musica e spesso qualcuno crea ancora nuovi stili. Noi suoniamo un particolare stile, capisci, ma la jungle non e' musica da suonare dal vivo, e' musica fatta in studio con campionatori, mescolando la techno e il ragga.

D: Ci sono contatti con il dub?
R:Il dub ha un'origine diversa, piu' vecchia. Ha origine in Jamaica e lo ha creato King Tubby. Jungle e' piu' vicino al ragga.

D: Mi riferivo alle tecniche di mixaggio...
R: Si, qualcosa e' simile...

D: Cosa pensi rispetto al nuovo avvento del rastafarianesimo nella dancehall jamaicana?: conscious lirics, ripescaggio di vecchi brani roots, buone attitudini...
R: Ogni cosa ha il suo giusto momento. Il tempo di fare musica su sesso e armi e' finito. Ancora una volta la gente e' tornata alla coscienza, ha capito che non puo' venire nulla di buono da cio' ma i media continuano a cercare di proporre sesso, droga e armi perche' questo e' cio' che qualcuno vuole dare alla gente di colore, soprattutto ai giovani. Queste sono cose che stanno distruggendo la nostra comunita'. La gente ha capito cio' e quindi comincia a dire di no perche' troppa gente nera continua a morire ed e' sbagliata la visione del rapporto tra i sessi. C'e' bisogno di un cambiamento e gli artisti stessi cercano di realizzarlo. In questo caso la musica sta seguendo il bisogno di cambiamento. Ci sono artisti che scrivono dei testi molto belli: Capleton, Garnett Silk che ora non c'e' piu', Buju Banton...

D: Si,ma Buju aveva incominciato parlando di cose sbagliate e seguendo le mode: Love mi browning, Boom boom bye bye...
R: Sa piu' cosciente e c'e' stato un cambio nella mentalita'. Ora anche i produttori incoraggiano alla composizione di testi conscious.

D: Avevo sentito che i Misty in Roots avevano trascorso parecchio tempo in africa...
R: Si, ci sono alcuni Misty che passano parte del loro tempo in Zimbabwe. Personalmente ho un posto dove stare in Ghana, ma passo molto tempo a Londra.

D: E' ancora valido oggi il concetto di "ripatriation"?
R: Era il concetto originale dei Rasta ed e' la verita'. La gente nera e' stata deportata a forza lontano dalla sua terra, cosė e' legittimo il desiderio di ritornarci. Back to Africa e' un giusto concetto. Non solamente in Etiopia. L'Etiopia e' importante, ma e' importante considerare l'africa intera. L' Etiopia e' stata la culla della civilta' nera, Africa e' Zion e l'Etiopia e' il suo centro. In Africa vivono molti Rasta.

D: Sono Rasta giunti dalla Jamaica o Rasta nativi ? R: Ci sono Rasta Jamaicani e molti, moltissimi Rasta africani.

D: Nel periodo d'oro del roots inglese c'erano tre bands fondamentali: voi, Aswad e Steel Pulse. Per caso incontri qualche volta componenti di quelle bands?
R: Qualche volta, ma non troppo spesso.

D: Aswad e Steel Pulse sono molto cambiati, ma cio' non e' successo a Misty in Roots...
R: Negli ultimi dieci anni Steel Pulse si sono trasferiti in USA e Aswad sono diventati delle popstars e evidentemente questa e' la loro strada. Noi abitiamo ancora a Londra e suoniamo ancora roots reggae: non credo che diventeremo superstars o andremo in USA. Il nostro sviluppo e' in direzioni diverse.

D: Siamo molto contenti di questo anche se ci piacciono anche Aswad e Steel Pulse: stasera per me era il terzo concerto di Misty. Il precedente e' stato a Bologna, al Link.
R: Si, ah ah , serata molto divertente, un posto pieno di gente. Bologna e' un buon posto in cui fare concerti.

D: Si, magari la gente non conosce molti musicisti reggae ma ha molta voglia di sentire il reggae, ama l'atmosfera dei concerti e ama ballare...
R: E' molto bello anche perche' la morte di Bob Marley avrebbe dovuto significare per molti anche la morte del reggae, ma il reggae non si puo' uccidere, e' rimasto popolare ed e' anche cresciuto di popolarita'.

D: Hai mai conosciuto Bob Marley?
R: Personalmente no: ho visto un suo concerto a Londra nei primi anni '70. Era uno dei suoi primi concerti londinesi e fu un bellissimo spettacolo.


Vibesonline.net - 1996
Ringraziamento a Fabrizio Dr.Taffy per la collaborazione preziosa

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