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Levi Roots

A cura di: Pier Tosi
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Questa e' la quarta di una serie di interviste realizzate in una sola giornata, nel backstage del Rototom Sunsplash di Udine, Luglio 1998. Il percorso delle interviste segue il percorso musicale di quella serata.

Oramai si e' fatto molto tardi e tocca a Levi Roots a chiudere questa seratona di roots and culture, mentre un po' di gente non regge la stanchezza e se ne va in tenda. La struttura coperta che ospita il palco in cui si svolge la seconda parte dello spettacolo e'comunque ancora parecchio piena quando Levi sale sul palco avvolto nel suo mantello di scena.
Rispetto allo spettacolo di Starkey Banton l'atmosfera muta ancora e il veterano inglese esegue i brani del suo album 'Free your mind', un capolavoro purtroppo non diffuso come si dovrebbe in Italia. Mafia & Fluxi band suona benissimo i ritmi stepper del disco, facendo anche delle lunghe code dub quando Levi lascia loro spazio scatenandosi nelle danze. Molto bella anche la porzione di Levi Roots, anche se dopo tutte quelle ore l'atmosfera e' meno vibrante rispetto a qualche ora prima. Alla conclusione, dopo un rapido pasto e' la volta anche di Levi Roots di raccontarsi al nostro microfono.


D: Perche' la tua musica viene chiamata Gully Bank??
R: Perche' Gully Bank era il nome con cui veniva chiamata questa musica negli anni settanta ed ottanta. Era la musica creata da Sly Dunbar tra i primi, lui era il principale batterista in Jamaica e aveva creato questo tempo di batteria in uptempo.

D: Ti riferisci al cosiddetto Rockers Style??
R: Si, e prima ancora quando hanno iniziato a girare tutti quei brani di Johnny Clarke mixati da King Tubby. Quelli erano i giorni in cui arrivo' grande roots music prodotta da Bunny Lee, poi arrivo' tutta la musica da Channel One, dagli Aggrovators, con Sly che suonava un beat molto veloce che e' cio' che la gente chiama oggi jungle: quello era il drumbeat che ideo' per primo Sly Dunbar. Noi al Coxsone Sound, che e' il sound system da cui io provengo, chiamavamo questo stile 'gully bank style'. Il suono gully bank inizio' neglianni settanta, nei giorni in cui il sound system di Jah Shaka inizio' a suonare inInghilterra.

D: E' una specie di progenitore del UK stepper?
R: Si, e' l'UK stepper originale perche' i produttori venivano in Inghilterra dalla Jamaica per vedere la gente alle nostre dances, la risposta alla loro musica, come la gente ballava alle dances di Shaka e Coxsone: Bunny Lee ad altri produttori come Phil Pratt, venivano a vedere le dances, per poi tornare in Jamaica a produrre la musica adatta per queste dances, la musica che la gente ballava in quegli anni da noi. Non erano le dances jamaicane ma le dances inglesi, cosi' in questo modo la scena inglese delle dances ha molto influenzato la musica roots e la musica stepper, e quindi cosi' e' proprio come nacque il gully bank sound, in quei giorni in cui Shaka e Coxsone si combattevano nelle dancehalls, ed era una vera e propria guerra!!!

D: Puoi raccontarci la tua storia?
R: Si, ho avuto l'onore di cominciare con il grande Sir Coxsone sound. Ho iniziato con questo sound a fare il deejay, cioe' a improvvisare rime sulla musica. La mia prima canzone, 'Foreman story' era un brano di deejay style prodotta da Lloydie Coxsone, me stesso e Fred Locks. Poi ho formato la band Matic 16 e ho iniziato a registrare come cantante: abbiamo stasera con noi Henry Tenyue al trombone, lui era assieme a suo fratello Patrick uno dei Matic 16: noi tre eravamo i tre membri principali, ma abbiamo sospeso la attivita' della band negli annni ottanta in cui Henry e Patrick hanno fatto ottime cose con UB40 e Aswad, e io ho deciso di continuare la mia carriera come cantante solista con il nome Levi Roots, e fondato la mia etichetta Conqueror Records. Andai cosi' in Jamaica ed entrai in contatto con Philip Fatis Burrell, Exterminator, che stava incominciando anche lui in quel periodo a produrre musica. La sua prima session a Channel One fu lo stesso giorno in cui facemmo 'Shashamane City', e Fatis inizio' la sua carriera lo stesso giorno registrando me e Michael Palmer, e quindi le etichette Exterminator e Conqueror sono partite lo stesso giorno. 'Shashamane City' non fu mai pubblicata e divenne popolare solamente come dub plate, cosi' l'ho dovuta ri-registrare in studio con Sly & Robbie e i fiati dei Matic 16.

D: Questa e' la tua seconda esperienza italiana...
R: Si, sono gia' stato qui per cantare con la Sattamassagana Crew a Roma e ho passato una bellissima serata con loro: mi piace la gente italiana e tutte queste scene locali che stanno promuovendo il reggae. La musica puo' parlare linguaggi diversi e gli italiani possono comprendere con facilita' il reggae. Mi e' molto piaciuto lavorare con quella crew e ho avuto una ottima risposta dal loro pubblico, perche' loro hanno capito la musica, magari non comprendevano i miei testi, ma la musica puo' accomunare ogni linguaggio...

D: Cosi' tu hai iniziato come artista di sound system, cioe' cercando di catturare le vibrazioni della gente che balla il reggae nelle dances...
R: Noi sappiamo che i sound system sono la base del reggae. Ai vecchi tempi non c'erano radio o televisione o qualunque altra cosa per promuovere il reggae, ma c'erano solo i sound systems, cosi' questa era la maniera originale in cui il reggae veniva sentito, e io provengo da quei tempi. Io ringrazio Jah per poter avere avuto questi insegnamenti dai sound systems e di poter aver avuto il grande apprendistato che ho avuto con Sir Coxsone, il migliore sound inglese di quel periodo. Lloydie Coxsone e' stato il mio padrino originale e io lo rispetto immensamente perche' il suo sound a quei tempi aveva cosi' tanta buona musica che mi ha permesso di avere una educazione musicale piu' che completa, al punto che credo non ci fosse uno stile che io non conoscessi profondamente a quei tempi, perche' Coxsone era un sound molto conosciuto e suonava ogni stile di reggae, cosi' ho avuto una grande educazione musicale.

D: Sir Coxsone registrava i dubplate esclusivi in Jamaica e anche in Inghilterra...
R: Lui andava in Jamaica e registrava tutti questi dubs con Upsetter e tutti gli altri producers e poi li portava in Inghilterra per suonarli per primo in esclusiva. Ho sentito personalmente e ho usato tanti brani di Bob Marley, prima che la gente potesse comprarli, a volte anche sei mesi o un anno prima della pubblicazione, perche' Lloydie otteneva quei dubs esclusivamente per se, prima di chiunque altro. Quelli erano giorni in cui i dubs erano veramente dubs, non come ora, in cui i dubs non sono piu' esclusivi perche' tutti hanno le stesse cose. A quei tempi quando tu dicevi di avere un dub, voleva dire che era esclusivo e che nessun'altro poteva suonarlo.

A questo punto i ragazzi di Sattamassagana arrivano per salutare Levi Roots.
D: Cosa mi dici sulle vibes di questi ragazzi della Satta crew?
R: La Sattamassagana crew e' la crew n.1. Io li rispetto, sono rasta e sono molto vicini a cio' che io reputo essere le vere rasta vibes. Non voglio dire che devi avere i dreadlocks o altro, ma rasta viene dal cuore e la Sattamassagana crew ce lo ha nel cuore e quando ero con loro mi hanno trattato molto bene e ho cantato direttamente dal mio cuore per loro, perche' quando mi sento veramente bene posso cantare meglio.

D: Puoi dirmi qualcosa sulla esperienza 'Free your mind' (il suo ultimo CD)??
R: 'Free your mind' e' una esperienza culturale di roots e dub, parola, suono e potere...

Purtroppo si e' fatto veramente tardissimo e il pulmino degli artisti deve partire per raggiungere il loro albergo, cosi' l'intervista si interrompe.

(nota: ci sono molti riferimenti al Sir Coxsone Sound. Si tratta del sound system che insieme a Jah Shaka ha dominato le scene inglesi negli anni settanta ed ottanta. Non bisogna confonderlo con il Coxsone di Studio One: il motivo per cui si chiama cosi' e' perche' i primi sounds inglesi nascono sulla scia di quelli jamaicani, cosi' li emulano anche nei nomi. Nei primissimi anni settanta, oltre al Sir Coxsone Sound, esisteva cosi' a Londra anche il Duke Reid Sound. I nomi vogliono solamente emulare quelli dei sounds jamaicani, e non c'e' alcuna connessione diretta.)


Vibesonline.net - 1999

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This is the fourth of several interviews done in the same day, in the backstage of Rototom Sunsplash in Udine (Italy), july 1998. The sequel of the interviews follow the musical line up of that night, with a set showing a slice of the contemporary english roots, strongly supported by the Mafia & Fluxi band.

We are in the wee-wee hours and Levi Roots is here to complete this extraordinary reggae night even though many tired people are going to sleep in the camping area. Nevertheless the stage is crowded when Levi is starts his performance.
We have another change of pace after Starkey Banton's deejay style. Levi Roots performs some songs from his last album 'Free your mind', a masterpiece that is not easy to find in Italy. The band accompanying Levi Roots plays his stepper riddims very well and they add some beautiful dub section to the tunes.


Q:Why is your music called Gully Bank music??
A: Beause Gully Bank was the name we used to call it in the early seventies and in the early eighties, you know, it was the kind of riddim that Sly Dunbar played when started performing. Sly was the main drummer in Jamaica who created this uptempo drumbeat.

Q: Are you referring to the Rockers style?
A: Yeah, before that when all that Johnny Clarke and Tubby's stuff were coming out. Those were the days when roots music started to come with Bunny Lee as the producer. Then a lot of stuff was coming from Channel One, from The Aggrovators. Sly was playing a very fast drumbeat which is what people now call Jungle. That was the drumbeat that Sly first came with. We and Coxsone Sound, which is the sound I came from originally, just called this style 'Gully bank style'. The Gully Bank sound came from the seventies. Those were the days when the Jah Shaka Sound System started to came out.

Q: Is Gully Bank the ancestor of the UK stepper riddim?
A: Yes, it was the original UK stepper because the producers came from Jamaica to watch the people at the dances in England, the way they used to dance in the Shaka dances, in the Coxsone dances. Among the producers were Bunny Lee and Phil Pratt. After wartching people at these dances, they returned to Jamaica to make the music that the people were dancing to all over these years. It wasn't the Jamaican dances but the British dances. I think the British crowd had a lot of influence on the roots and stepper music. So that is the origin of the Gully Bank sound. Gully Bank came from those days in which Shaka and Coxsone used to fight it out in the dancehalls, and it was really war going on!

Q: Can you tell me your story?
A: Yes, I had the honour of starting my career with the great Sir Coxsone Sound. I started as a deejay, toasting over the music. My first song 'Foreman story' was a deejay piece produced by Lloydie Coxsone, Fred Locks and I. I went on to form the band Matic 16 and started to record as a singer. Tonight, Henry Tenyue at trombone is here and he was a Matic 16 member along with his brother Patrick. We were the three principal members. We took a break in the eighties when Henry and Patrick went off to do some great works with UB40 and Aswad. I decided to continue my career as Levi Roots, a solo singer on my label Conqueror Records. I went to Jamaica and had a link up with Philip Fatis Burrell, Exterminator. Like me, Fatis had also just started his career as a producer. His first session on Channel One was also the first for me. It was the session in which we did 'Shashamane city'. Fatis started his career on the day when he recorded Michael Palmer and I. So Conqueror and Exterminator labels were atarted simultaneously. Sashamane has never been released and was just a dubplate but it got so popular as a duplate that I had to redo it in the studio with Sly & Robbie and the Matic Horns.

Q: Is this your second perfomance in Italy?
A: Yes, I came to sing with the Sattamassagana crew in Rome and we had wonderful time there. I love the Italian reggae audience and all those scenes that produce reggae music for the Italian audience. Reggae music is known in several languages. Italian's have an affinity for the language of reggae music. I loved working with that crew because, even though the lyrics may be incomprehensible, the band still had a great feel for the reggae beat. The vibes were great.

Q: So you started as Sound System artist, trying to capture the vibes of the dancehall people...
A: We know that sound systems are the basis of reggae music. In the early days, reggae was not promoted on either the radio stations, television or whatever. The sound systems were the primary promoters. That was the original way that reggae was heard and that's where I come from. Give thanks to Jah that I had this teachings on the Sound Systems and that I had a great apprenticeship with Sir Coxsone, the greatest sound in England at the time. Lloydie Coxsone was my original mentor and I have to respect him every time because his sound had so much music that it greatly enriched my reggae music education. I don't think that there is much music that I did not hear because Coxsone was a sound that was always known and he played all music. So I had a great education in music.

Q: Coxsone used to record duplates in Jamaica and in UK too...
A: He used to go to Jamaica and get all this dubs from the Upsetter and bring play it first in the UK. A lot of Bob Marley tunes I personally use to hear them before the public you know, six months or a year before the public, because Lloydie used to get them exclusively before anybody else. Those were the days when dubs were dubs. Nowadays, dub is not dub anymore, because everybody have the same thing. In my days when you said you had a dub that meant that you had exclusive playrites for that dub.

Q: What about the vibes of those guys like the Satta crew for instance?
A: Yes, Sattamassagana crew is a number one crew. I respect them, they really looked after me. They're rasta people and I see they are strictly affiliated and close to what I think are rasta vibes. I don't mean that you need to have locks or anything, but rasta comes from the heart and Sattamassagana crew have the heart. When I was with them they treated me good and I did sang my heart out for them because whenever I feel good I sing.

Q: Can you tell me something about the 'Free your mind' experience?
A: 'Free your mind', that is a cultural experience of roots and dub, word sound and power.....


Vibesonline.net - 1999

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