header sunnyvibes link
indice di articoli vari indice delle interviste indice delle recensioni di album indice delle recensioni di singoli  


Incontro con Steve Barrow

A cura di: Pier Tosi
Scroll to right column for english version


Steve Barrow non ha bisogno di tante presentazioni: e' uno di quei personaggi che sebbene non sia nato in Jamaica, e' stato catturato dal reggae e al reggae ha dedicato tanto tempo, dapprima come venditore di dischi e poi come storico e curatore di ristampe di musica jamaicana. Molti dei progetti piu' ambiziosi atti a rimettere in circolazione leggendaria musica non piu' reperibile, o a fornire il maggior numero di notizie storiche rispetto alla vecchia tradizione del reggae lo hanno visto come protagonista e il suo ultimo fiore all'occhiello (se ne parla parecchio nell'intervista) e' la straordinaria label Blood & Fire.
L'idea di contattare Steve Barrow nasce poco prima di un viaggio a Londra; tuttavia il tentativo di raggiungerlo dall'Italia va a vuoto. Niente di piu' semplice quindi che avvicinare la postazione del Blood & Fire Sound System all' Essential Roots Day, prima che inizi il suo grande showcase di vecchio e straordinario reggae tra un concerto e l'altro. Da questo primo contatto arriva un appuntamento per la sera seguente e quello che segue e' la trascrizione quasi integrale della lunga chiacchierata avuta in quella occasione.


D: In che modo hai incominciato a lavorare con il reggae?
R: Nel 1974 quando lasciai il college aprii insieme a Ed Deppo (che piu' tardi aprira' Mo Jazz) e Graham Griffiths (anch'egli a Mo Jazz e in seguito alla New Note) un negozio che si chiamava Old Change Records. Dal 1975 lavoro stabilmente nel reggae: nell'ottobre 1975 passai ad un altro negozio chiamato Daddy Kool. Il negozio ebbe un enorme successo sin dall'inizio. Era un piccolo negozio sempre pieno di gente. Vendemmo ben duemila dischi nell'estate del 1976.

D: Era un negozio nell'attuale stile dei negozi attuali di reggae?
R: Si, avevo una pila di dischi e li alternavo sul giradischi molto rapidamente se la gente dimostrava interesse a spenderci denaro...

D: La clientela era maggiormente di gente di colore?
R: No, bianchi e neri, ma tanta gente, gente come Johnny Rotten, John Peel, Don Letts...

D: Perche' lasciasti quel business?
R: Il mio partner controllava la parte contabile e incomincio' ad accusarmi di rubare i soldi, e cio' era falso. Cosi' dissi ' Non voglio lavorare con te mai piu'' e me ne andai. Avevo letteralmente costruito quel negozio e passavo molto tempo la: il mio partner passava soltanto al venerdi' a prendersi i soldi.

D: Quale fu il passo successivo?
R: Ancora un negozio: 'Honest John's' a Camden Town. Era anche un negozio importante per il jazz...Poi un altro negozio che tra l'altro fu il primo a Londra a vendere i famosi dischi Bullwackie, prodotti da Wackies a New York e i dischi di Lepke, the Dread Outta Control. Erano i giorni del punk. Poi tornai al college. Nel 1979 Trevor Wyatt della Island mi contatto' per affidarmi una compilation di ska, perche' i gruppi Two Tone stavano diventando famosi. Cosi' feci 'Intensified' e il disco vendette sessanta mila copie. Facemmo cosi' il volume secondo, 'Too intensified' e una raccolta di rock steady intitolata 'Catch this beat'.

D: A quel tempo quale era il sistema di lavoro? Cercare di recuperare i masters originali?
R: La Island non aveva i masters: noi ottenevamo nuovi masters per duplicazione, usando vecchie copie. Io non ero il supervisore, non avevo il controllo dell'intero processo, solamente avevo deciso la lista dei brani e l'idea della copertina. A quel punto terminai il college e nel 1984 scrissi le note di copertina di 'Return of the big guns' (Island) il primo ritorno discografico degli Skatalites, e nel 1985 la Trojan mi contatto'. Avevano trovato un vecchio nastro su cui era scritto 'Rhythm shower' e non sapevano cos'era. Io avevo la risposta: era un vecchio album di Lee Perry non piu' in circolazione. A quel tempo Trojan aveva molti masters : avevano avuto quei dischi in catalogo e possedevano i masters, ma non avevano i diritti su quella musica, perche' era di proprieta' dei produttori giamaicani.

D: Questa cosa mi ricorda che su uno dei libri di Rob Chapman si parla di un doppio album Trojan di materiale Studio One messo in circolazione senza alcun permesso di Coxsone. Uno dei dischi e' la ristampa di un album Studio One...
R: Si, Trojan aveva i nastri di Mr. Dodd, mentre il secondo album era un mio assemblaggio di materiale Studio One, con artisti tipo Jackie Mittoo , che Trojan aveva. Nel 1991 Coxsone Dodd mi disse che nel 1974 aveva inviato a Trojan una lettera con una formale richiesta di non utilizzo dei suoi materiali impropriamente in loro possesso. Io ignoravo completamente cio': i vertici Trojan mi avevano assicurato che avevano i diritti per quel materiale.

D: Qual'e' esattamente il tuo lavoro di una attuale ristampa?
R: Con Blood & Fire il mio metodo e' di curare il lavoro completamente, seguendo ogni aspetto, cosi' sei sicuro che non lo dovrai rifare a causa di cattivi risultati. Cio' significa trovare i masters, sentirli e preparare da questi gli albums. Abbiamo gia' fatto parecchie cose.
Per le prime uscite Blood & Fire, andammo a casa di Bunny Lee in Jamaica. A quel tempo lui era in Inghilterra e stava cercando di comprare un camion per avviare un business in quel settore. Andammo allo studio di Bunny e suonammo un mare di masters, cosi' ci ritrovammo con piu' di 120 brani e facemmo l'album 'If DJ was your trade' con i mixaggi di King Tubby. Questo perche' crediamo che la DJ music e' importante perche' e' l'influenza di molte forme successive, in particolare il rap, i giamaicani erano i primi, dagli anni sessanta a fare rap su delle basi musicali. Svilupparono cio' partendo dai giorni di U Roy attraverso Dennis Alcapone e Big Youth, negli gli anni settanta da King Tubbys, dove i DJs registravano nuove versioni di brani gia' celebri. C'era molta attivita' e la scena dei deejays in continua crescita: agli inizi c'erano solo pochi deejays, ma a meta' degli anni settanta c'erano probabilmente cinquanta o sessanta deejays al lavoro. Come Rasta, Big Youth influenzo' molti di loro. Possiamo dire che apri' la porta.
Tornando agli aspetti del lavoro, trovammo molti brani mai pubblicati, il brano di Jazzbo che da il titolo all'album o anche 'Good memories'. Nella primavera de 1993 tornammo a casa e pensammo a lungo a come utilizzare quel materiale e cosi' sviluppammo un programma dove volevamo esporre quelle evoluzioni nella musica jamaicana negli anni settanta: i migliori deejays che lavoravano con Tubby, nel suo mitico studio. Non c'era solo Tubby, ma secondo me King Tubby e' uno dei grandi della musica di questo secolo. La sua influenza negli ultimi venti anni e' stata evidentissima anche solo nel modo di amplificare e rendere potente il suono: puoi nettamente riconoscere King Tubby come per esempio puoi riconoscere al primo ascolto un disco di Phil Spector, o altri classici suoni del jazz o del rhythm and blues. E' un ben preciso suono di studio.

D: Chi ebbe l'idea di creare Blood & Fire?
R: Stavo lavorando al progetto Island del set di 4 CD 'Tougher than tough', e completai il lavoro all'inizio del 1993, e ebbi una telefonata dal mio amico Steve Barker, che ha un programma alla BBC radio, intitolato 'On the wire'. Steve diceva che il managenent dei Simply Red voleva ripubblicare alcuni dei loro vecchi album preferiti...

D: Come mai?? Perche' il cantante dei Simply Red e' un appassionato di reggae?
R: Si, non solo lui, sono tutti reggae fans nel management, e anche fans di lunga data, dagli anni settanta, cosi' si ricordano i grandi albums di quel periodo e vogliono ripubblicarli, cose come 'Social living', come 'Pick a dub', come 'The heart of Congos', album mai visti su CD. Abbiamo avuto un meeting e io ho detto 'Si, potete ripubblicare quegli albums ma dovete fondare una etichetta apposita per farlo e per trattare economicamente con i produttori jamaicani'. Loro hanno detto 'Si, benissimo, facciamolo!!!', cosi' Bob Harding ora mio partner in B&F ebbe l'idea del nome Blood & Fire.

D: Fu lui a scegliere il nome??
R: Si...

D: Come mai? E' un fan di Niney the Observer??
R:Non solo per il disco di Niney, ci sono molti altri dischi che citano fuoco e sangue, o solamente fuoco, o sangue...

D: E' una sorta di simbologia...
R: Si, era veramente una sorta di cliche', una coppia di parole scelte per un suono particolare. Parole che evocano quella musica...ci sono fuoco e sangue in quella musica e noi vogliamo evocarli...Usammo cosi' anche lo stesso nome di un disco, un belissimo e famoso disco di Niney, il grande produttore. Siamo stati da lui ripresi severamente per questo: in Jamaica Niney ha subito fondato un'etichetta che si chiama 'The original Blood & Fire'. Penso che questo e' un grande complimento da Niney, fantastico...una bellissima cosa!
Avevo un contatto con lo studio di design Intro, lavoravamo insieme sin dai giorni della Trojan, facemmo insieme il libro di 'Tougher than tough'. Volevo lavorare con loro per la Blood & Fire con l'interesse e l'entusiasmo che metti lavorando per una grande etichetta per avere ogni cosa perfetta.
Noi della Blood & Fire amiamo dire che se tu credi che la musica che pubblichi e' cosi' straordinaria, dovresti pubblicarla allo atesso modo in cui lo faresti con i Beatles, Bob Dylan, Bruce Springsteen o Miles Davis. E' musica molto spirituale che e' fatta da povera gente, ma di fatto la povera gente sa come vivere meglio della gente ricca. E' per questo che i ricchi sono cosi' malati...

D: Parlando dei dischi B&F: quale lavoro ti ha dato maggior soddisfazione?? , scommetto i Congos...
R: Si, 'The heart of Congos' e' grande, lo amo molto. Era una bella idea perche' quell'album ha molto, c'e' un immaginario ricco in quell'album: ci venne l'idea del puzzle della copertima. C'e' il supporto di un reattore d'aereo F111, e cdi mettemmo immagini jamaicane, frutti, candele, verdure, pesce e la copertina originale dell'album al centro della decorazione. Ho dato a Matt la cassetta dell'album e gli ho detto ' Facciamo un'illustrazione per ogni brano: come facciamo?' e lui fece tutte le illustrazioni in quattro giorni, lui e unaltro ragazzo (Steve mi mostra alcuni dei lavori originali che lui conserva in casa).
Quando Cedric Myton vide il lavoro finito disse che quelle cose erano nella sua mente quando cantava quelle canzoni, e questo ci diede una particolare soddisfazione. Era esattamente quello che volevamo fare: e' stata una soddisfazione doppia, e' la cosa piu' adatta. Il modo migliore per guadagnare denaro e' spenderlo anche- ci impegnamo a vendere i dischi, ma questi dischi sono la verita' sulla vita della gente dei ghetti di tutto il mondo, e questo e' il reggae. Se ascolti questi dischi puoi sentire queste vibrazioni: stare tutti insieme e ballare e saltare e fare festa.
L'album dei Congos e' uno dei miei preferiti, ma anche Jah Stitch e' un grande album. Amo quel disco, i ritmi di Bunny Lee sono pazzeschi e Stitch e' al suo meglio. Mi piace anche per la storia che Stitch si porta dentro: gli spararono al cervello e sopravvisse, ma 'Give Jah the glory' e' prima che successe mentre gli altri brani sono dopo. Il disco mostra Stitch ritornare in vita...

D: Come e' considerato il tuo lavoro dai produttori jamaicani che ripubblichi??
R: Ogni produttore con cui abbiamo lavorato ama cio' che abbiamo fatto, e ogni artista. Credo siano contenti perche' riconosciamo il loro lavoro e facciamo il meglio che possiamo per mettere la loro musica al livello di tutta l'altra grande musica. E' un buon investimento perche' non spendiamo tanto con loro. Questa e' una questione culturale: uno dei motivi per cui noi facciamo questo e' un motivo culturale e politico. Questa e' la verita' sulla gente che vive questa vita in condizioni che molta gente che vive in un normale contesto urbano metropolitano moderno non tollererebbe nemmeno per un minuto, cosi' questa gente vive tante sofferenze e da cio' viene una musica molto essenziale, concetti molto essenziali che ti aiutano a sopravvivere queste situazioni, come Bob Marley disse: 'Una cosa buona sulla musica: quando ti colpisce non senti dolore'.

D: E' una specie di febbre...
R: Si, e' una febbre e anche un aiutarsi reciproco, ognuno gode delle stesse cose.

D: Sul lavoro di 'Arkology' (3Cd Box set su Lee Perry) hai personalmente scelto le canzoni?
R: Quando stavo facendo 'Tougher than tough', la Island mi parlo' di numerosi altri progetti, ma ero impegnato con i lavori Blood & Fire. Lo scorso anno mi hanno chiesto 'Vuoi fare the Upsetter?' e io dissi 'OK procuratevi i nastri' e loro 'Abbiamo delle copie' e io 'No no no, i nastri originali, non le copie'.

D: Vuoi dire i vecchi nastri a quattro tracce?
R:Si, i nastri originali, perche' la Island ha svariati nastri originali Black Ark. Avevo parecchia esperienza dei nastri originali di Scratch alla Trojan, e in quei nastri c'erano sempre versioni extra o spesso cuts piu' lunghi. Quando Cedric ci ha dato i nastri per 'The heart of Congos', c'erano quindici mnuti in piu' di musica rispetto all'album originale, cosi' ero curioso di vedere e sentire i nastri Island. Hanno sedici nastri dal loro archivio centrale. Quando li abbiamo ascoltati e' stata una rivelazione perche' meta' delle cose che abbiamo ascoltato era musica che io non avevo mai sentito prima. Mixaggi diversi, cose diverse sia dalle edizioni jamaicane che da quelle Island...

D: Al momento del lavoro ti potevi considerare un esperto di nastri Black Ark?
R: Si, io amo i dischi di Lee Perry ma l'uomo cardine e' David Katz, lui pubblica la rivista Upsetter, conosce molto bene Scratch, cosi' era l'uomo ideale...

D: E' americano?
R: Si, e' americano e conosce bene Lee Perry. Cosi' ci sedemmo, io e Dave e ascoltammo i nastri. Lo stesso per la compilation, io e lui stabilimmo l'ordine dei brani. Io dissi 'Il primo deve essere 'Dub revolution' e l'ultimo 'Roast fish and corn bread'' Mi piacque molto come si sviluppo' il lavoro. Personalmente non e' il design che io avrei voluto...

D: Penso abbiano rubacchiato un po' il desigh Blood & Fire...
R: Si, ma se lo avesse fatto Blood &Fire non sarebbe stato cosi'. Io lo avrei fatto completamente diverso. Mi piacciono alcune delle cose che hanno fatto. L'Art Director della Island ebbe l'idea di usare Arkology come titolo e io dissi 'Bene', perche' di questo si trattava: ascoltare quei sedici nastri per la prima volta, io e Dave increduli rispetto al contenuto abbiamo detto 'COSA???'... veramente fare nuove scoperte, ed e' una cosa normale con questa musica, ogni giorno scopri qualcosa di nuovo, ogni giorno. Perche' e' cosi' vasta, prima di tutto! Con Arkology e' stato come studiare i manoscritti di James Joyce e trovare un capitolo perduto di 'Ulysses', perche' questo e' un capitolo perduto di Lee Perry...

D: Vera filologia...
R: Si, e' definitivamente cosi', perche' la mano di Lee Perry era la guida: OK, c'erano gli interpreti e talvolta autori, Max Romeo, Doctor Alimantado, ma questo e' definitivamente il lavoro del produttore Lee Perry e lui disse 'Sono il Pastore del DUB'. Questo e' veramente un lavoro molto serio. Il suo contributo fu grande, e possiamo andare a vedere prima di Bob Marley, i giorni Studio One...

D: Pensi che la follia di Scratch sia solo una posa o che Lee Perry e' realmente folle?
R: Be, nessuno puo' realmente rispondere di cio' che un altro uomo fa, ma secondo me Lee Perry e' equilibrato come me e te. Ha un modo particolare di esprimersi in questo periodo della sua vita, che lui trova soddisfacente, ma paragonato con cio' che faceva quando era in totale controllo di Black Ark, a mio avviso manca di qualcosa, e' senza direzione. In conversazione puo' essere seriamente divertente o divertentemente serio, ma nelle esibizioni secondo me e' noioso.

D: Cos'e' il progetto Reggae Archive ?
R: E' un progetto voluto da Chris Blackwell, con lo scopo di raccogliere in video un archivio di interviste con piu' gente coinvolta nel reggae possibile. Abbiamo incominciato con i primi protagonisti e abbiamo fatto trentotto o quaranta interviste il primo anno e quarantaquattro l'anno seguente.

D: Interviste molto lunghe?
R: Si, andai in Jamaica con Don Letts (DJ reggae londinese, amico di Bob Marley durante il suo soggiorno a Londra, videomaker per Clash e musicista con Big Audio Dynamite) e avevamo Carl Bradshaw, l'attore che era una sorta di manager e uomo di riferimento per trovare le persone e poter entrare nei ghetti.
Abbiamo intervistato Prince Buster, Count Matchoucki, Delroy Wilson, King Stitt. Abbiamo avuto Matchoucki e Stitt a Brentford Road a parlare di Studio One perche' Coxsone non da interviste, non molto. Abbiamo cercato di contattarlo un paio di volte. E' una persona socievole. Mi piace e lui ha dimostrato amicizia nei miei confronti, ma quando gli chiedo di intervistarlo e' una cosa diversa. Per esempio quando lasciai Trojan andai a New York con Bunny Lee e incontrai Coxsone e gli spiegai come non sapessi nulla a proposito dei vincoli contrattuali tra Trojan e Studio One ed egli era certo del contratto. Alla fine si convinse, disse 'bene' e non mostro' rancore.

D: Cosa ti sembra delle ristampe Pressure Sounds, per esempio 'Vodooism'??
R: E' un buon set, ci sono buone cose...

D: Loro hanno lavorato duplicando vecchi 45 giri...
R: Si, e' tutto dai dischi ed e' un gran peccato. Avrei messo il materiale in un ordine diverso e non avrei incluso un paio di cose, non mi paiono adatte li. Lo stesso con Heartbeat. Hanno appena fatto un dub album di Lee Perry che e' quasi completamente Black Ark eccetto due brani che non avrei messo nemmeno li. Quando metti insieme i materiali e fai queste ristampe, chiedi alla gente di spenderci soldi, e se non fai una cosa buona loro non lo faranno. Con il reggae, in particolare il settore delle ristampe come quelle di cui io mi occupo c'e' sempre stato qualcosa che ha funzionato male. Per esempio la mia insoddisfazione rispetto ai lavori che ho fatto alla Trojan riguardava a mio avviso la qualita' del suono. Si poteva fare molto meglio, il problema stava nella qualita' del vinile.


Vibesonline.net - 1998

Per tornare all'inizio pagina
Per tornare all'indice delle interviste


Q:In wich way you started working with reggae?
A:In 1974 when I left college I started a record shop called Old Change Records, in London with a guy called Ed Deppo, that later founded Mo Jazz, a big jazz shop in London and a guy called Graham Griffiths, that went to Mo'Jazz, and now is running the New Note distribution. Since 1975 I work with reggae: in october 1975 I started another shop called Daddy Kool. This shop became very successful since the first year: it was a tiny place but always packed of customers. We sold two thousand records in the summer of the 76.

Q:Was it a shop with the style of the today reggae shops?
A:Yes, I had a pile of records and I changed the records on the turntable every ten seconds as people spent money...

Q: Did you sell mostly to black people?
A: No, black and white people, a lot of people: people like Johnny Rotten, John Peel, Don Letts...

Q: Why you left that business?
A: My partner had the control of the business and he accused me of stealing, wich was untrue. So I said "I don't want to work with you anymore", and I left. I literally built the shop and spent all the time at the shop, but that people just passed at the shop once a week on friday, to pick up the money.

Q: What was the next step?
A:Next step was "Honest Johns" in Camden town. There was a big deal for Jazz too...
And then another shop who was the first shop selling in London the Bullwackie records from New York, Ray Wackies and Lepke's DBC, the Dread Outta Control...There were the punk days....Then I went back at college again. In 1979 Trevor Wyatt from Island approached me to put a compilation of ska music together because the Two Tone thing was coming. So I did this one called "Intensified". They sold sixty thousand copies. So we did the volume two, "Too Intensified" and a Rock Steady one called "Catch this beat"

Q: At that time what was the method of work? Try to find the original master tapes?
A: Well, I didn't have the original master tapes. Island didn't have the tapes: we just transferred simply. I didnt supervise, I didn't have control over that process, I just had the cover concept and the track listing of the record. I went back to college again and in 1984 I did sleeve notes for Island on "Return of the big guns" (Skatalites) and in 1985 Trojan approached me. They found a tape called "Rhythm shower" and they didn't know what it was, so I said "That's Lee Perry!" At that time Trojan had a lot of tapes. They originally released some materials and had those tapes, but they don't have the rights to hold those tracks cause the property is of the jamaican producer.

Q: This fact reminds me that in the Rob Chapman book there is mention of a Trojan double album of Studio One materials done without any permission... One of the records is a simple reissue of a Studio One album...
A: Yes, Trojan have the Mr. Dodd's tapes and the second album is a my compilation from Studio One tapes like for example, Jackie Mittoo, that they have. In 1991 Coxsone told me that in 1974 he had written to Trojan a formal letter asking to desist manufacturing and distributing his products. I was completely ignorant on that: Trojan assured me that they had the rights for that material.

Q: What exactly is your work for a standard reissue now?
A:With Blood & Fire my method is really to do the job completely as we can in every way, so we don't have to do it again. That means try to find tapes, just listening to tapes and taking albums from that. We do a lot of that.
For the first releases of Blood & Fire we went to Bunny Lees home in Jamaica. He was in England at that time, and he was buying a truck for having a business. We went to Bunnys studio and played a lot of tapes we ended up with more of 120 tracks and we made the "DJ was your trade" album with Tubby's mixings, because we felt that Djs music is important, firstly because is great, fantastic alive music and secondly is important because is being the influence on a lot of forms, particularly the rap, jamaicans were the first to rap on riddim tracks, from the sixties. They developed this from U Roy days, through Dennis Alcapone and Big Youth, into the mid-seventies, King Tubbys where DJs would voice version of songs. There was a lot of activity, a lot of Djng: at the beginning there was a few Djs, but in the mid-seventies there were probably fifty or sixty Djs working. Big Youth influenced a lot of people as Rasta. He opened that door.
Coming back to the aspects of work we found a lot of stuffs that hadnt never been issued, that never came out, the Jazzbo's title track, and also "Good Memories" never been out. In the spring of 1993 we came back and we thought long time about what we gonna do with that material and we developed a program where we wanted to expose that developments in Jamaica, in the 70's, some of the best Djs working with Tubbys, in the King Tubbys studio. There was not only King Tubby, but King Tubby in my opinion was one of the greatest guys in the XX century music. His influence is been very large in the last twenty years, just in the way he amplify the sound, magnify the sound: you can recognize King Tubby like you can recognize soon as you heard a Phil Spectors record, or others classics blues, r&b or jazz sounds. Its a distinctive studio sound.

Q: Who got the idea to create Blood & Fire?
A: Working on a thing for Island, called "Tougher than tough", the box set, I finished my work in early 1993, and I got a phone call from my friend Steve Barker on BBC radio, hes got a show called "On the wire", he said Simply Red mangement want to reissue some old reggae albums, their favourites...

Q:Why? Because the Simply Red singer is a reggae fan??
A:Yes, they're all reggae fans, in the management, and they all got into reggae in the late seventies and they remember the albums in that time, all great albums and they want to put them on CD, like "Social living", like "Pick A Dub", like "The heart of Congos", albums that there wasn't on CD yet. We had a meeting and I said "Yes you can reissue those albums, you gotta start a company to do that and deal with Jamaicans properly" and they said "Yeah, great! Let's do it", so Bob Harding, now my partner in B&F, he came up with the name Blood & Fire.

Q: He particularly choose that name??
A: Yes...

Q: Why?? Because he was a Niney's fan??
A: No, not only because of the Niney record, there are a lot of other records that mention Blood & Fire or simply just blood, or fire...

Q:It's a sort of symbology...
A:Yes, it was really a kind of a cliche, a couple of words choose for a particular sound. The words that evoke that music....theres blood and fire in that music and thats we want to evoke...We named the company the same as a record, a famous and brilliant record by Niney, the great producer. We got vexed with that : In Jamaica Niney suddenly started a company named "The original Blood & Fire". I think that this is a very great compliment from Niney, fantastic...That's nice!
I had a contact with the design group Intro, we worked together since Trojan days, we did the "Tougher that tough" book. I wanted to work with them for Blood & Fire, with the interest and the entusiasm that you can put in a work for a top selling group for having everything OK. Me and my partners in Blood & Fire are saying that if you think that this music is so great, you must do with it the same way you would do with the Beatles, Bob Dylan, Bruce Springsteen or Miles Davis. Its music very spiritual that come from poor people, but the fact is that poor people knows how to live the life better than rich people. Thts why rich people are so sick...

Q: Concerning B&F records: wich work gave you more satisfation?? I bet the Congos...
A:Yes, the Congos is great, I love that. That was a nice idea because that album has a lot in it, there is a lot of imaginery in this: we came up with the idea of the puzzle of the cover. There is a frame of an F111 engine, we put Jamaican images, fruits, candles, pieces, vegetables, fishes, and the original album cover as the center of the decoration. I gave Matt the tape and he said "Let's do an ilustration for every song" and I said "How do that?" and he did those illustrations in two days, he and another guy.
(Steve show me some of the original sleeve works)
When Cedric Myton saw the finish thing he said that those things are in his mind when he was singing those songs and that was brilliant. That's exactly what we wanted to do: it was doubly satisfying, it's the right thing. You know how you make money: you spend money to sell it, but what we gonna sell is the truth about ghetto living for all people worldwide, which is what reggae is.
If you listen those records you can feel those vibes, wich is like getting together and dance and jump up. Congos is one of my favourites, for me the Jah Stitchs album is a great album, I love that record, Bunnys riddims are wicked and Stitch is at his best on it. I like it because of the story behind Stitch: he got shot, but Give Jah the glory is before he got shot and the other tracks are after he got shot. The record shows the guy coming back....

Q:How your work is considered by the Jamaican producers you're dealing with??
A:Every producer we worked with likes what weve done, and every artist. I think they're glad cause we recognize the efforts they put into it, and we trying to do the best to put that music on the same level of the other stuffs. Its a good investiment because of the relative cheapness. This is a cultural question: I just want to say that one thing about why we do that is a cultural question, and is a political question. This is the truth from people who lives this life, who lives in conditions wich most people in modern urban metropolitan environment wouldnt tolerate for a minute, so this people goes for a lot of tribulations and from then comes a very essentialized music, very essentialized thoughts and that enables you to survive in that situation, like Bob Marley said: One good thing about music, when it hits you, feel no pain...

Q: It's a sort of fever...
A: Yes, it's a fever, and it's a mutual enjoinment, everyone enjoys the same things.

Q:About the Arkologys work: did you personally choose the songs?
A: When I was doing Tougher that tough Island spoke to me about various others projects, but I got busy doing the Blood & Fire stuff. Last year they said Do you wanna do the Upsetter? and I said Yes, get the tapes and they said We get the demos and I : No no no, get the tapes, not the demos.

A:You mean the old four tracks tapes?
Q: Yes, the original tapes, cause Island got a lot of original Black Ark tapes... I had experiences with Scratch's tapes at Trojan, and theres always extra stuffs and longer. When we got the Congos tapes from Cedric, to do the Congos one with Blood & Fire, there was another fifteen minutes more than the original album, so I was curious to see and listen to the Island tapes, they got sixteen tapes from their central archives.
When we listened to that it was a revelation because half of the stuffs we listened to was music that I never heard before. It was variant mixes, things like that, different from the jamaican or Island release...

A:At the time you were a Black Ark expert?
Q:Yes, I love Lee Perry records but David Katz is the guy, he puts the Upsetter magazine out, he knows Scratch really well and he was the ideal guy...

A: Is he from the USA?
Q:Yes he's from the States, Dave knows a lot Lee Perry. So we sat down, Dave and myself and we went through the tapes. As to the compilation, basically me and Dave got the running order. I said the first track must be Dub revolution and the last one Roast fish and corn bread. I was very pleasant about how the work came out . Personally, theres no my design...

A: I think that they stole a little by Blood & Fire design...
Q:Yes, but if Blood & Fire done it, it wouldnt look like that. I would done it completely different. I like some of the things that they did. The Art Director of Island came with the title Arkology, and I said Right, cause this is what it was: listening to those sixteen tapes...when we heard the tapes for the first time, me and Dave, we said WHAT???...really discovering stuffs as you do with this music, every day you can find something new with this music, every day. Because it's so big, first of all!
With Arkology it was like going through James Joyce's papers and finding a missing chapter of "Ulysses", cause this is a missing Lee Perry's chapter...

A: True philology...
Q: Yes, is definitively that 'cause this was the Lee Perry guiding hand: OK, there were other people, Max Romeo, Doctor Alimantado, but this is definitively Lee Perry work as producer and he said "I'm the Dub Sheperd". This is a very serious stuff, cause this is the guy who really did Bob Marley, he wrote a lot of Marley songs. His contribution it was great, and we can look for the contribution before Bob Marley, the Studio One days...

Q: Do you think that the Scratch madness is just acting or that Lee Perry is really mad?
A:I mean , no one can answer for what another man does, but Lee Perry is as sane as you or I, in my opinion. He has a particular way of expressing himself at this period of his life, wich he finds satisfactory, but compared to what he was doing when he was in full control of Black Ark, for me he lacks something, is directionless, in my opinion. In conversation he can be seriously funny, or funnily serious as well...

Q: What is the Reggae Archive Project?
A: It's a project that started with Chris Blackwell, with the aim to collect in a video archive interviews with many people involved with reggae music as possible. We started with old time movers and we did 38 or 40 interviews the first year and 44 the next year.

Q: Very long interviews?
A: Yes. I went to Jamaica with Don Letts, and we had Carl Bradshaw, the actor that was a sort of manager and linkman. It was good. We got Prince Buster, Count Matchoucki, Delroy Wilson, King Stitt. We got Stitt and Matchoucki in Studio One, talking about Studio One, because Coxsone doesnt give interviews, not so much.
We tried to approach him a couple of times. Hes a really nice guy, I like him and he likes me, but when I come for interview him its a different think. I mean for example: when I left Trojan I had to be in New York with Bunny Lee and I met Coxsone and I explained him that I was unaware of anything about contractual links between Trojan and Studio One, and he was sure of the opposite, and he said "Fine" and he was nice.

Q: What do you think about the Pressure Sounds releases as for example Voodooism??
A: Its a good set! There are good stuffs on there..

Q: I think that they're working copying old records...
A: Yes they're all from disc, and it's a real pity. I would put that material on a different order and I wouldn't included a couple of tracks, cause they don't fit on there, they're wrong there. The same with Heartbeat: there's a mix of materials done by Heartbeat. They just released a Lee Perry dub album that is nearly all Black Ark except for two tracks that I don't need on there. When you put together materials and do some releases, you're asking people to spend money to buy it, and if you don't do a good thing they don't do!. With reggae, particularly re-issuing old back catalogues materials, theres always been something wrong. For example, my dissatisfaction with the works I did at Trojan personally is in the sound quality, it could be a lot better. The problem was in vinyl quality.


Vibesonline.net - 1998

Back to top page
Back to interviews index


This page is part of the Vibesonline.net web-zine
home page http://www.vibesonline.net